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giovedì 24 luglio 2014

Nel nome del padre. - IlNadìr.net

“Martedì 7 gennaio 2014. La Corte Europea dei diritti dell'uomo condanna lo stato italiano che, non permettendo di concedere ai figli di portare il cognome materno, viola le direttive comunitarie. La Corte obbliga perciò il Parlamento Italiano a legiferare in merito, ma l'11 gennaio è il Consiglio dei Ministri a esprimersi, con un disegno di legge, affinché l’ufficiale di stato civile proceda con l'iscrizione all’atto di nascita del cognome materno, esclusivamente in caso di accordo tra entrambi genitori. Ad avere l'ultima parola è quindi il padre.

Il provvedimento non entra mai in vigore e si attende di poterne discutere in aula fino a quando lo scorso 16 luglio arriva alla Camera. L'approvazione unanime in commissione consente infatti a Michela Marzano – ordinaria di filosofia morale presso l'Università Sorbonne di Parigi, autrice di diversi saggi, collaboratrice di Repubblica e deputata del PartitoDemocratico – di essere, in quanto prima firmataria, la relatrice per l'approvazione del disegno di legge. […]”


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mercoledì 16 luglio 2014

Malala: la forza del dolore. - IlNadir.net

"“Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo”. A dirlo è Malala Yousafzai – la piccola eroina resa celebre nel 2010 dal blog tenuto e curato per la BBC in cui raccontava del regime dei talebani pakistani e della loro occupazione militare del distretto dello Swat – che ha compiuto ieri 17 anni.

Una piccola donna, intelligente, testarda, coraggiosa, libera. Malala è tutto questo. Abituata a combattere le sue battaglie quotidiane, la ragazza conduce oggi un’esistenza particolare e molto diversa rispetto alla maggioranza delle sue coetanee: a soli 17 anni infatti, oltre ad essere stata una corrispondente speciale per la BBC, è stata la più giovane candidata al Premio Nobel (candidatura nel 2013 promossa e sostenuta dal partito labourista norvegese), ha girato il mondo e tenuto discorsi importanti incontrando spesso grandi personalità quali membri del Parlamento Europeo e dell’Onu. Pagando naturalmente un prezzo altissimo."


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mercoledì 9 luglio 2014

Io parlo: donne ribelli in terra di 'ndrangheta - IlNadìr.net

"Un tavolo, un uomo e quattro donne intorno; uno schermo su cui si rincorrono immagini significative e importanti. Un piazzetta conosciuta, odore di casa e racconti difficili, forti. E’ la presentazione del libro “Io Parlo – Donne ribelli in terra di ‘ndrangheta” di Francesca Chirico tenutasi il 4 luglio scorso a Diamante (CS). La tavola rotonda coordinata dal direttore di Rete3Digiesse Gaetano Bruno ha visto, oltre all’autrice la partecipazione di Francesca Rennis, giornalista; Elena Fazio, attrice e Anna Laura Orrico, presidente del movimento “Io Resto in Calabria” che hanno voluto, a modo loro, portare un contributo e raccontare di una terra bella e complessa. [...]"


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mercoledì 28 maggio 2014

L'altra faccia di Capaci: Francesca Morvillo, il giudice che morì per amore. - IlNadìr.net

"“Toghe rosso sangue” è un libro del giornalista, scrittore –ed oggi presidente della Lucana Film Commision-  Paride Leporace. Uscito nel gennaio 2009,  il libro ha riscosso molto successo, tanto da aver raggiunto oggi -a 5 anni dall’uscita- numerose ristampe ed essere diventato, tra le altre cose, un apprezzato e toccante spettacolo teatrale. Raccoglie le storie di 27 giudici morti ammazzati; uccisi e idealmente legati tra loro, nei drammatici destini, da quel filo rosso sangue che, forse, era entrato a far parte della vita di ciascuno nello stesso giorno in cui avevano deciso di indossare la toga che li ha accompagnati durante la vita e portati ad una tragica fine. 27 capitoli, 27 storie; 26 uomini ed una sola donna: Francesca Morvillo. [...]"


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mercoledì 21 maggio 2014

Generali in gonnella: le donne che lasciano - IlNadìr.net

"A poche ore di distanza le une dalle altre sono arrivate nei giorni scorsi le dimissioni di Jill Abramson e Natalie Nougayréde ex-direttrici del “New York Times” e di “Le Monde”, rispettivamente quotidiani di punta degli States e della Francia, la patria della Tour Eiffel.

La Abramson, 60 anni e con alle spalle una carriera giornalistica che l’ha vista tra le penne del “Time”, di “The American Lawyer e del “Wall Street Journal”, ha ricoperto il prestigioso incarico per più di tre anni e mezzo; la più giovane Nougayrède (47 anni) invece, ha resistito alla guida del quotidiano francese per soli 14 mesi. Ma perché due donne forti, intraprendenti, capaci e caparbie decidono di lasciare due ruoli così in vista e così ambiti? I rumors hanno sostenuto che entrambe avessero forti frizioni con le rispettive redazioni perché, pare, quando una donna occupa una posizione di potere –di solito prerogativa maschile-, diventi molto più dura, esigente e “difficile” di un collega dell’altro sesso e non riesca perciò a relazionarsi in maniera tranquilla con i suoi sottoposti. Ma è veramente così? Sono state davvero queste le ragioni della “caduta” di due direttrici? Indagando più a fondo, le motivazioni reali sembra siano altre. [...]"


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domenica 18 maggio 2014

L'11 Maggio delle madri coraggio - IlNadir.net

"Da un po’ di tempo a questa parte circola in rete un video di un finto colloquio di lavoro effettuato via Skype, in cui l’“esaminatore” – alla ricerca di un “Direttore delle operazioni” – richiede agli esaminati competenze specifiche in diversi settori. Gli orari sono disumani, non esistono ferie, non c’è mai un attimo per pensare a sé. Non esiste differenza tra inverno ed estate, la reperibilità è di 24 ore al giorno; bisogna aver capacità di negoziazioni e relazionali, è richiesta attenzione costante e competenza in ambito medico, finanziario e culinario; responsabilità e mobilità sono caratteristiche imprescindibili per il candidato ideale che deve inoltre essere Multitasking. Il compenso? Nessuno, tutto il lavoro deve essere svolto a titolo gratuito.

Gli sguardi dei candidati sono sbigottiti, quasi increduli, soprattutto quando dall’altra parte del pc gli aspiranti impiegati si sentono rispondere che esistono già molte persone che svolgono quel mestiere, il mestiere più importante, difficile, complesso e bello del mondo: quello della Mamma. [...]"


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lunedì 10 marzo 2014

E' questo il vero concetto di uguaglianza? - ilNadìr.net

"Il parlamento con più donne in assoluto nella storia della Repubblica Italiana, una donna alla Presidenza della Camera ed 8 ministri su 16 in rappresentanza del gentil sesso al Governo; mai le istituzioni del Belpaese sono state così “rosa”; eppure, parlando di donne, proprio alla vigilia dell’8 marzo –giornata internazionale della donna- alla Camera dei deputati è scoppiato il putiferio. [...]"



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domenica 21 luglio 2013

Lettera di una Calabrese disgustata - IlNadìr.net

"Venerdì 24 maggio: ascolto la notizia al Tg, una ragazza di quindici anni è stata uccisa dal suo fidanzatino, il giovane l’ha accoltellata e le ha poi dato fuoco mentre era ancora viva. Succede a Corigliano Calabro.
Fa uno strano effetto sapere una cosa del genere. Siamo purtroppo tristemente abituati ad ascoltare troppo spesso di donne uccise dai propri compagni, ma, quando queste cose si sentono in Tv sembra sempre che siano lontane, quasi surreali. Se però un fatto del genere accade a due passi da casa tua improvvisamente tutto prende colore e diventa vero, spaventosamente vero. [...]"




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martedì 18 giugno 2013

Sempre nelle mie scarpe!

Non sono mai stata una grande appassionata di scarpe...agli armadi pieni di decolleté in pelle ed eleganti, o sneakers sportive e colorate ho sempre preferito le borse: grandi, piccole, clutch, pochette, maxipochette, a tracolla e chi più ne ha più ne metta. Insomma, per dirla alla Sex and the City più che delle Manolo di Carrie sono una fan della Birkin Bag di Samantah!

Lo spunto per parlare delle mie scarpe e dei piccoli traguardi raggiunti con "loro" l'ho avuto però leggendo dell'iniziativa "A passo di donna" di IO donna, il settimanale femminile del Corriere della Sera a cui ho deciso di partecipare. A tutte le partecipanti al concorso a premi è stata posta una domanda: Dove ti hanno portata le tue scarpe? Ed io allora ci ho pensato...



Ci sono state ad esempio le mie prime scarpette da punta…profumate, rosa, un po’ scomode è vero; ma l’emozione che si prova quando le senti strisciare sulle tavole del parquet della sala da ballo o sul tappeto sopra il palcoscenico…è indescrivibile. Nella mia scuola di danza indossare “le punte” significava entrar a far parte dei “grandi”, iniziare a danzare come una ballerina vera. Poco importava se insieme a quelle scarpette arrivavano duroni, calli, dita insanguinate e cerotti…”salire” sulle punte, averle ai piedi era una vera e propria conquista.  


Ci sono stati poi quegli unici stivali che riuscivo ad infilarmi quando il mio ginocchio faceva i capricci. A causa di una caduta dagli ski, dopo 8 anni trascorsi nella mia sala da ballo, ho appeso le scarpette al chiodo per colpa di un piccolo infortunio…e poche erano le scarpe che riuscivo a tenere ai piedi senza che mi dessero fastidio! Tra tutte un paio di stivaletti un po’ vecchiotti erano i miei preferiti e se dovevo uscire…c’erano solo loro! Dopo un intervento, dopo interi giorni passati immobile a letto, dopo aver trascorso ore durissime a fare fisioterapia…riprendere a camminare –per la prima volta “normalmente”- nel corridoio della palestra, sotto gli occhi del fisioterapista e come se nulla fosse successo, stavolta in un paio di scarpe da ginnastica…è stata una bella emozione!

E i primi “tacchi” chi se li scorda? Non li avevo mai amati tanto…ma per il Compleanno di 18 anni di un compagno di classe, il primo della comitiva a raggiungere la maggiore età, erano indispensabili! Una serata intera a ballare, saltare, cantare, ridere…e un ritorno a casa in macchina con i piedi doloranti.

A riguardarle adesso quelle scarpe non sembrano nemmeno avere un tacco che possa definirsi tale…il primo vero paio di “scarpe alte” le ho comprate per i miei 18 anni, dieci mesi più tardi! Avevo passato pomeriggi interi nei negozi per riuscire a trovare un vestito che fosse elegante ma non eccessivo; carino, femminile e magari un po’ diverso dai miei “soliti” abiti che mia Madre ama definire monacali. Avevo alla fine scelto un tubino nero, non il classico tubino ma un vestitino in ciniglia dalla scollatura simpatica e non troppo profonda, spezzato sotto il seno e che cadeva morbido sui fianchi…per il vestito il problema era quindi  risolto, ma le scarpe erano il mio vero incubo! Ovunque andassi mi propinavano sandali gioiello inguardabili, scarpe con plateau che sembravano trampoli o decolleté dai colori improponibili…decisamente non il mio genere! Poi, un giorno, passando davanti ad un negozietto le ho viste: nere, scamosciate, con un piccolo fiocchetto sul lato esterno che le impreziosiva e gli donava un po’ di luce, semplicissime, proprio come le cercavo! Le ho trovate e ci ho trascorso “su” un’intera serata…non è anche questo un traguardo?

Il giorno del mio esame di maturità invece, lo ricordo bene, indossavo delle scarpe da ginnastica bianche coi lacci dorati. Quelle scarpe mi hanno accompagnata nel mio continuo andirivieni nei corridoi, in attesa di essere interrogata…per anni la prima nell’appello, ma l’ultima a sostenere l’esame di maturità! E’ un misto di ansia, paura, emozione e felicità che ti scorre dentro in quegli attimi…e anche se l’università mi sta abitando a sostenerne diversi, l’emozione dell’esame di maturità resta unica. Quel giorno, durante l’interrogazione, ho visto i sorrisi soddisfatti dei miei professori, li ho sentiti come complici e non avversari…capendo che forse nei 5 anni che avevano preceduto quel momento lo erano sempre stati ma noi studenti non ce n’eravamo mai accorti; ho sostenuto il mio esame, ho stretto la mano al Presidente di commissione e mi sono portata a casa, soddisfatta, il mio 100.


Ballerine…si erano ballerine (stavolta non quelle da punta, ma il modello più “comune” utilizzato da me come da altri milioni di donne quando vogliono stare un po’ comode) le uniche scarpe messe ai piedi e portate con me nel viaggio capitolino dello scorso maggio. Valigia preparata in fretta, dopo una breve vacanza e rientrata a casa di domenica sera...martedì di nuovo sul treno, pronta per una nuova avventura. Un bagaglio a mano piccolissimo, giusto per un paio di giorni…biancheria, una cambiata, pigiama…e le scarpe? Non ne porto altre, solo le mie nuove ballerine nere a pois…che stanno bene con tutto! Due giorni trascorsi con il terrore che piovesse da un momento all’altro e che i miei piedi si bagnassero nelle mie scarpe rasoterra, ma alla fine il sole ha avuto la meglio. E sono state proprio le mie ballerine a pois, in pendant con la giacca, a condurmi sul palco di un importante incontro di partito a livello nazionale di cui sono diventata quel giorno rappresentante nazionale giovanile.

Avrei voluto raccontare tutto questo nel concorso di IO donna, ma i caratteri disponibili erano solo 140 ed ho dovuto scegliere un solo traguardo (...e paio di scarpe!). Di certo quello più importante e significativo è stato per me la maturità (le scarpe in foto sono appunto quelle che indossavo il giorno dell'orale), per cui se volete votare per me potete farlo al link che trovate qui registrandovi (se non lo avete già fatto al sito di Io Donna, della 27esimaOra su Gazzetta.it o Corriere.it ) e cliccando su "Vota" (Non basta cliccare "Mi piace"). Non dimenticate che votando potreste vincere anche voi, in quanto ci sono dei premi anche per i votanti!

A proposito di Maturità ne approfitto per fare i miei auguri a tutti i maturandi che proprio stasera vivono la loro "Notte prima degli esami". Gustatevela fino in fondo, assaporatene la magia e unicità e non preoccupatevi troppo...in bocca al lupo!

lunedì 27 maggio 2013

La MIA Calabria...è un'altra!

Questo post nasce come risposta ad una lettera di tale Francesca Chaouqui pubblicata questa mattina sul "La Ventisettesima ora", blog del Corriere della Sera. Potete leggere la lettera in questione cliccando qui.



Sono nata in Calabria anche io, 21 anni fa, non troppo lontano da Corigliano…ho sempre amato la mia terra, anche con le sue difficoltà e anomalie e credo sinceramente che la lettera di Francesca non rappresenti affatto la Calabria che vivo io. Anzi, sono stufa, stanca ed arrabbiata, non mi va più di leggere di questi luoghi comuni. Sentiamo ai TG notizie orribili provenire da ogni parte del mondo, ma ogni volta che una tragedia colpisce un calabrese siamo tutti pronti a puntare il dito contro una società che riteniamo arretrata, antica, sbagliata…e devo constatare tristemente che i primi a farlo sono proprio quei calabresi che vivono ormai da tanto lontano dalla loro terra e che forse il sud di cui amano tanto parlare non lo conoscono affatto.

Sono figlia unica e sono donna, femmina…nessuno in casa mia ha mai fatto voto a San Francesco perché nascesse un figlio maschio e, sono sicura, che se i miei nonni –chiaramente molto devoti come ogni anziano in Italia- hanno pregato San Francesco o qualsiasi altro Santo prima della mia nascita, è stato solo per chiedergli che nascessi sana, forte e che potessi crescere felice.

Mi divido oggi tra il mio Paese, un borgo marittimo di 5000 anime, e Salerno, la cittadina che mi ospita per ragioni universitarie. Torno a casa mia ogni volta che posso ed è nella terra che mi ha visto nascere che spero di poter costruire il mio futuro. Non ho mai sentito l’esigenza di scappare, ho vissuto una vita serena, un’infanzia spensierata e -confrontandomi oggi con chi in città è cresciuto- mi rendo conto anche più “libera” di tante mie coetanee, perché la tranquillità e la libertà che può offrirti un paesino non sono paragonabili alla frenesia di Roma, Milano o Bologna.

Come ogni mia coetanea ho studiato, ho partecipato alle gite scolastiche, ho fatto l’alba in discoteca, sono partita in vacanza con le amiche…e senza sentirmi mai dire da nessuno “Non puoi farlo perché sei femmina”. I miei genitori mi hanno sostenuta in ogni scelta, non mi hanno mai fatto credere che non potessi fare ciò che volevo o diventare quello che volevo essere; non si sono mai permessi di scegliere per me…hanno sempre e solo fatto il loro dovere di genitori: mi hanno consigliata, indirizzata se necessario, ma l’ultima parola è sempre stata la mia!

Con mia madre poi, ho un rapporto splendido. Sa consigliarmi con la tenerezza e la fermezza di una Mamma e sa essere la mia migliore amica quando ho bisogno di sfogarmi con lei e di raccontarle tutto…ascoltandomi, consolandomi, abbracciandomi.

Ho amici maschi, tanti amici…compagni di scuola o di giochi sin da quando ancora eravamo bambini e personalmente  non li ho mai sentiti vantarsi della loro prima volta, il loro “battesimo del fuoco” come lo chiama la cara Francesca Chaouqui, come se dopo un’esperienza così fossero diventati davvero uomini. Sono sicura che qualcuno di loro –nelle conversazioni tra amici- avrà anche raccontato delle sue “performance” vantandosi e magari inventando, ma non in maniera diversa da un qualsiasi altro adolescente che vive in Italia o sparso per il mondo. Se le ragazze non amano parlare della loro vita sessuale è perché fisiologicamente il mondo femminile è portato a vivere alcune esperienze in maniera più profonda e personale…e in questo poco conta la provenienza geografica.

E’ vero…in Calabria e al sud siamo ancorati alle tradizioni…forse è per questo che ci chiamano antichi, ma io di quelle tradizioni non cambierei proprio nulla. Adoro il senso di appartenenza familiare che ci convince a festeggiare qualunque cosa circondandoci dei nostri cari; mi piace tantissimo vedere i miei nonni ancora oggi, dopo 54 anni, felici uno accanto all’altra dopo essersi scelti per vivere una vita insieme; mi piace che mia nonna tagli ancora la frutta per tutti in famiglia, quando pranzo da lei, e che mio nonno mi dia la paghetta settimanale anche ora che ho più di vent’anni! Se questa è l’arretratezza di cui siamo colpevoli…ben venga!

Non ho mai visto attorno a me nessun uomo dimostrare la sua virilità con la violenza e sinceramente ricercare le origini della brutalità che hanno spinto il fidanzato di Fabiana a compiere lo scorso venerdì un gesto tanto orrendo, nelle sue distorte “radici calabresi”…mi sembra solo l’ennesima giustificazione ad un problema ben più ampio.

Il femminicidio non ha regioni di appartenenza né nazionalità; è un fenomeno che tristemente si espande a macchia d’olio e i tanti, tantissimi casi ne sono purtroppo la dimostrazione.  

Non vivo nel mondo delle favole, so che la mia Calabria –come ogni regione d’Italia- ha tanti problemi…e forse ne ha anche qualcuno in più! Sono una sentimentale, un’idealista; ho sempre pensato che per risolverli quei problemi di cui tanto ci lamentiamo fosse necessario restare, perché partire è un po’ arrendersi….nonostante questo non me la sento di condannare chi in cerca di un lavoro, di nuove opportunità o di esperienze diverse sceglie di partire...nella vita ognuno fa ciò che vuole. Non mi piacciono però quei calabresi che rinnegano le proprie origini e fanno di tutta l’erba un fascio, quelli che si sentono “cittadini” solo perché si sono realizzati in qualche grande metropoli e non si rendono conto che la loro mentalità chiusa e i loro luoghi comuni sono quanto di più “piccolo” e provinciale possa esistere al mondo!

martedì 12 marzo 2013

Chicchi, la ragazza di Montecitorio

L'avevo ricordata proprio pochi giorni fa su questo blog, in occasione dell'8 marzo...il post su di lei e sulle Madri della Costituzione è finito anche in Home Page su Tiscali.it, era stata lei a scegliere la mimosa come fiore simbolo della festa della donna ed è a lei che ho voluto dedicare quest'anno il "mio" 8 Marzo...se ne va oggi a 92 anni, dopo essere stata un simbolo della nostra storia, Teresa Mattei.



La donna dei primati avevo scritto; la più giovane dei Costituenti..."la ragazza di Montecitorio", così la chiamavano quando -dopo una giovinezza da Partigiana- si sedeva sugli scranni parlamentari come una degli eletti nelle file del PCI.

Non si può dire una donna come tante, "Chicchi" (questo il suo nome come combattente nella Resistenza) era speciale...lo era sempre stata nel suo animo ribelle che nel 1938 la portò ad essere cacciata da tutte le scuole del Regno per aver rifiutato di assistere alle lezioni sulla difesa della razza e che molti anni dopo la allontanò anche da quello che era stato il suo partito.

Gli ultimi anni vissuti in sordina, lontana dai riflettori e dalla politica -che da sempre era stata la sua passione -Teresa li ha trascorsi a Lari in provincia di Pisa, dove abitava assieme alla sorella Ida...ed è lì che si è spenta questo pomeriggio.

Non so se l'Italia, la politica, la gente si ricorderà di te; non so se ti daranno il giusto saluto che una Madre della Costituzione merita...ma so che per me sei stata un modello ed un "mito", so che da quando ho letto la tua storia ne sono rimasta affascinata, so che ti ricordeò sempre e che tanto mi sarebbe piaciuto incontrarti.

C'è solo da imparare da donne come te...ciao Teresa!

venerdì 8 marzo 2013

Le Madri della Costituzione

Non mi piacciono i finti perbenismi nè quelle donne che si ritengono troppo serie ed intelligenti per festeggiare l'8 marzo. Io sono sempre stata convinta -come diceva Orazio- che la virtù sta nel mezzo, e se è vero come è vero che una coppia deve amarsi ogni giorno e non solo a San Valentino ed ogni donna deve essere rispettata e coccolata 365 giorni all'anno e non solo l'8 marzo, è anche vero che una giornata che ci ricorda di farlo un po' di più, non fa di certo male...quando si tratta di festeggiare io ci sono sempre!

Questo non significa che io aspetti solo l'8 marzo per uscire con le amiche, perchè lo faccio ogni volta che posso, o che sia mai entrata in un locale di spogliarelli...tutto il rispetto per chi lo fa ma non è il mio genere! E soprattutto questo non significa che il mio ideale di donna, quella a cui ispirarmi, è la velina o la conduttrice Tv; anche qui tanto rispetto per chi sceglie questi mestieri...ma nella vita spero di fare altro.

Tra le tante donne di cui mi piace leggere ce ne sono alcune, ventuno per l'esattezza, che spesso vengono dimenticate. Quando sentiamo parlare della nostra Carta Costituzionale, la più bella del mondo è stato detto ultimamente, ascoltiamo di legislatori, Costituenti, "Padri della Costituzione" e non ricordiamo di affiancare a quei fantastici uomini, le donne che nel tortuoso cammino verso la costruzione della Repubblica li hanno accompagnati e che sono state le prime rappresentanti italiane del gentil sesso a sedere in Parlamento: le Madri della Costituzione. 


Adele Bei, Bianca Bianchi, Nilde Jotti, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Maria Federici, Ottavia Penna Buscemi, Maria Nicotra Verzotto, Teresa Noce Longo, Nadia Gallico Spano, Maria Maddalena Rossi, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Angelina Merlin, Angiola Minella Molinari, Rita Montagnana Togliatti, Elettra Pollastrini, Vittoria Titomanlio, Teresa Mattei.

Ed è proprio a quest'ultima che venne in mente di scegliere la mimosa come fiore simbolo della Festa della donna, un fiore povero, semplice da trovare nelle campagne e che tutte le donne potevano perciò facilmente ricevere in dono.



Teresa Mattei, la donna dei primati: la più giovane tra gli eletti della Costituente a soli 25 anni e due mesi; l'unica Costituente ancora in vita; una di quelle che contribuì a scrivere l'articolo 3 della nostra Costituzione, in assoluto il più poetico e completo nella sua universalità; una giovane che seppe battersi sempre per i diritti dei più deboli: donne e bambini e che, una volta invecchiata, rifiutò il titolo di Senatrice a vita -che gli spettava di diritto per aver scritto pezzi fondamentali della nostra storia- e si ritirò a vita privata.

E' a persone come Teresa Mattei, ribelle, partigiana, moglie, madre, ma soprattutto Donna con la D maiuscola, che voglio dedicare quest'anno il mio otto marzo...perchè il futuro possa regalarci tante altre donne forti e speciali come lei!

venerdì 15 febbraio 2013

Happiness!!!!!!

Le wishlist per il giorno di San Valentino sono state innumerevoli! Ogni blog, rivista o periodico che mi trovassi davanti in questi giorni, ci teneva a dare un consiglio per il perfetto regalo da fare o ricevere nel giorno della festa degli innamorati! Innamorati si, avete capito bene; innamorati e non fidanzati...perchè diciamocelo, non sempre chi è parte di una coppia è innamorato!

Io, dal canto mio, ieri ho trascorso una giornata piacevole...ho letto questa festa in maniera differente; tutti in fondo hanno qualcosa o qualcuno di cui essere innamorati, è l'amore il motore del mondo...per cui San Valentino è decisamente la festa di tutti! Tra l'altro ieri ho ricevuto anche degli auguri particolari ed addirittura un regalo...quest'ultimo però da parte della mia Splendida Mamma! Perchè se è vero che il 14 febbraio celebriamo l'Amore in tutte le sue forme, è altrettanto vero che non c'è amore più grande di quello che una Mamma prova per la creatura che ha messo al mondo...la stessa che lei è capace di sostenere, proteggere e accudire nel migliore dei modi per tutta la vita! 

Il post in realtà però nasce da un'altra ispirazione! Non tutti lo sanno ma oggi ricorre la Festa di San Faustino, protettore...dei SINGLE! E allora perchè se ci sono tante wishlist per il 14 febbraio non crearne una anche per il 15 febbraio e pensare ad piccolo pensiero da dedicare a noi stessi?

Avete qualcosa da dire a qualcuno? Volete mandare un messaggio al mondo? O, più semplicemente, -come me- adorate gli indumenti che "parlano"? Allora ecco quello che fa per voi: le t-shirt Happiness! Da uomo o da donna; maxi o mini, le basic bianche con scritta nera o le più appariscenti piene di colori fluo...tutte carinissime e tutte dalle scritte irriverenti!









Per San Faustino ma anche per un giorno qualunque in cui vogliamo farci un regalo, queste t-shirt sono davvero perfette! Economiche, semplici e magnifiche sui jeans ma anche sotto una giacca più seriosa, per sdrammatizzarla un po'!

Sarà perchè Happiness vuol dire felicità...ma a me queste t-shirt mettono proprio di buonumore! E voi, che ne pensate?


mercoledì 13 febbraio 2013

Romanticismo epistolare...

Ieri era Carnevale, domani San Valentino...e oggi? Oggi è un giorno qualunque: una giornata uggiosa e un po' fredda di febbraio, perfetta per raccontare di romanticismo vero...quello di chi si ama tutti i giorni e non solo a San Valentino.

Non fraintendetemi, i cioccolatini e i fiori ricevuti nel giorno della festa degli innamorati possono anche far piacere, ma non è da quello che si misura la stabilità e la sincerità di una coppia...e poi un gesto inaspettato in un giorno come tanti è decisamente da apprezzare di più, non credete anche voi?


Ma il punto è un altro...

E' da un po' di tempo che sono diventata fatalista o, forse, mi piace esserlo...non dico di credere nell'anima gemella ma sono convinta che a volte ci sono strade destinate ad incrociarsi! Quando i sorrisi si intrecciano, gli sguardi si sfiorano ed i pensieri si somigliano un incontro non può essere solo frutto delle coincidenze.
Questi potrebbero sembrare, ai più, degli sciocchi pensieri di una ventunenne in preda alla sessione  d'esame invernale...vi dirò, ogni tanto smetto di crederci io stessa, ma poi il caso -e se vogliamo essere davvero fatalisti non solo quello- mi fa accendere la tv o leggere il giornale al momento giusto...et voilà, ricomincio a cedere al mio essere romantica!

Circa una settimana fa ho rivisto in Tv "Letters to Juliet", una di quelle solite commedie americane che tanto mi appassionano! La trama è bella sul serio: la storia di Sophie -la protagonista giunta a Verona dagli States per accompagnare il suo ragazzo in un viaggio di affari- si incrocia con quella di Claire, una turista inglese che -come tante prima e dopo di lei- ha scritto una lettera a Giulietta per interrogarla sul futuro del suo amore con Lorenzo...la distanza, le famiglie contrarie, tanti sono gli ostacoli che i due amanti devono affrontare e Claire alla fine desiste e -a malincuore- abbandona il suo Amore italiano. La lettera in questione però,  proprio grazie a Sophie, riceverà risposta...molti anni dopo; quando Claire è ormai una vedova di mezza età accompagnata da un giovane ed aitante nipote e pronta a rimettersi in gioco e a cercare il suo primo amore, perchè -seppure gli anni sono trascorsi- sa che stare insieme a Lorenzo è scritto nel suo destino!

Una storia da film, insolita, per nulla veritiera direte...e di Anna Foglietta invece che ne pensate? L'attrice di Nessuno mi può giudicare, Colpi di Fulmine e Mai Stati Uniti è in attesa ora del secondo bambino e il marito, nonchè padre dei suoi figli, è Paolo Sopranzetti, suo compagno di scuola e fidanzatino al liceo, ritrovato dopo 16 anni non grazie ad una lettera ma per merito di un moderno mezzo di comunicazione...Facebook! I due sono sposati dal 2010 ed innamoratissimi, lei giura addirittura di preferirlo anche a Raul Bova, Alessandro Gassman e George Clooney...se non è destino (e AMORE) questo!

Il premio per la notizia romantica dell'anno (o almeno dei primi due mesi dell'anno) però, per quel che mi riguarda, spetta di diritto a Domenico e Franca...anche loro innamorati e legati da una lettera; quella che lui -probabilmente restauratore- ha scritto negli anni '50 ed ha nascosto tra le pietre del Colosseo e che è stata ritrovata poche settimane fa dopo molti, molti anni...proprio come nel film appena citato!

Un'opera immensa ed imperitura posta a sigillo di un grande Amore...che meraviglia!

"Tu ricordi della venuta a Roma
 il desiderio che non mi ha abbandonato
che Franca mi ami quanto io amo lei.
Domenico e Franca per tutta la vita
ti amo ti amo ti amo più di me stesso”

mercoledì 16 gennaio 2013

Non solo su FOXLife...

E' un po' di tempo che -tra gli sfottò, le lamentele e le critiche divertite di mia Madre e di molte persone che mi conoscono- mi capita di guardare qualche puntata di "Uomini e donne"...su adesso, tutti pronti a giudicare; come se guardare un programma trash rendesse una persona meno intelligente! Perchè lo faccio? Beh, oltre agli strafalcioni delle corteggiatrici che già da soli basterebbero a giustificare questa mia scelta, devo ammettere che sono una ventunenne innamorata dell'amore anch'io! Guardare in TV una coppia diciamo "reale" in cui lui organizza per lei appuntamento da sogno in parchi giochi, terme o ville settecentesche -ogni tanto- scalda il cuore anche a me! 

Di chi è la colpa di tutto questo? Ma dei film e telefilm americani che seguo ormai da un decennio!

La colpa è di Mister Big che nell'ultimo episodio di Sex and the City vola dagli Stati Uniti fino a Parigi solo per dire alla sua bella "Carrie, è te che voglio!"; è di Logan che, in Una Mamma per Amica, si inventa una pioggia di meteoriti pur di far salire Rory sul terrazzo del suo palazzo e lì, a sorpresa, si fa inaspettatamente trovare ad aspettarla di ritorno da un lungo viaggio di lavoro; è di Dawson's Creek, di Joey, Pacey e della notte che trascorrono all'interno di un Supermercato; è di Tom Scavo -il marito perfetto di Desperate Housewives- che nell'ultima puntata, ci tiene a far sapere a Lynette che comunque vadano le cose lei è e sarà sempre il grande amore della sua vita.

Insomma, la colpa è di FoxLife,  il canale che mi ha fatto scoprire e seguire tutte queste serie televisive che cercano di convincere le donne di ogni età che il romanticismo vero esista ancora...ma in fondo lo sappiamo tutte che è solo roba da film!



Poi, nel bel mezzo di un cinico e freddo pomeriggio di inverno, può capitare di leggere la storia di Giorgio e ricominciare a credere che forse non è detta l'ultima parola!

Giorgio è un ragazzo napoletano che circa un mese fa, trovandosi a Milano, si è imbattuto in una ragazza che -dandogli una semplice indicazione per la strada- gli ha rubato il cuore. Pochi istanti, tanti sguardi e uno scambio veloce di parole, neppure il tempo per chiederle il nome o il numero di telefono...quei pochi momenti però, sono bastati a Giorgio per cadere nel classico colpo di fulmine.

Per ritrovare la ragazza del fugace incontro il giovane partenopeo si è affidato a Twitter, è nato l'hashtag #ladonnadigiorgio e ora il web è tutto dalla sua parte! Questo il suo messaggio:

"Ti ho incontrato sul cavalcavia Bussa a Milano circa un mese fa. Mi hai dato indicazioni per trovare la metropolitana di Garibaldi. Eri in bicicletta, avevi un berretto in testa. Mi hai salutato dicendomi "se ti perdi fammi un fischio". Ragazza di Isola, ti sto cercando..."

Sembra proprio l'inizio di una perfetta storia d'amore Hollywoodiana! Giorgio, io tifo per te...tienici informate e facci sognare! Chissà, il lieto fine forse non esiste solo nei film!

domenica 30 dicembre 2012

Intelligenza al femminile!

"Le donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di "mostrare" nulla, se non la loro intelligenza!"

Rita Levi Montalcini




giovedì 6 dicembre 2012

The Kiss(es)!

Avete mai pensato a quanto sono belli i baci nelle stazioni? Mi capita quasi sempre quando sono in partenza, anche solo per brevissime tratte in treno, di incontrare delle coppiette innamorate pronte a salutarsi…e sono bellissime, in ogni sguardo c’è un po’ d’amore!

Ho sempre pensato, in fondo, che la stazione sia uno dei posti più romantici che esistano. Quello in treno non è come un viaggio in aereo, lì i saluti avvengono –per forza di cose- molto prima dell’esatto momento della partenza e forse sono un po’ meno struggenti; e neppure come un viaggio in auto in cui gli orari sono flessibili e i saluti hanno tempi indeterminati…il teno è lì, proprio davanti ai tuoi occhi, e soprattutto non ti aspetta; non si ferma per un altro bacio o un altro abbraccio, lui riparte e se ci tieni a partire con lui ti converrà essere già pronta,  sazia di quanti più baci possibile sei riuscita ad avere prima dell’arrivo dell’ “ora X”. E’ per questo che mi sono sempre piaciute le stazioni: strade, percorsi, destini e persone che si intrecciano; lacrime, sorrisi, promesse e desideri che si incrociano e si rincorrono dritti su quelle rotaie…

Quando guardo una coppia salutarsi prima che uno dei due salga sul treno penso sempre ad uno dei miei quadri preferiti: Il Bacio di Francesco Hayez. Nell’opera del pittore italo-spagnolo sono raffigurati due amanti coinvolti in un bacio appassionato e sensuale scambiato poco prima di salutarsi. Quest’ultimo particolare si coglie dalla figura maschile in procinto di salire sulle scale poste proprio alle spalle dei due innamorati. Mi è sempre piaciuto immaginare e pensare che quei due amanti fossero Romeo e Giulietta e che quello fosse il loro ultimo bacio prima della fuga di Romeo da Verona; costretto a partire dopo aver commesso l’omicidio di Tebaldo.

In realtà sulla copertina di una di quelle edizioni per ragazzi, che spesso circolano nelle scuole, di Romeo e Giulietta era raffigurato proprio questo famoso bacio…ed è forse a quel ricordo che è legata la mia convinzione di rivedere in quegli amanti gli innamorati più famosi del mondo.


Detto questo, so che mi sono allontanata da quello che all'inizio voleva dire il post, non so se a voi è mai capitato...ma non vi piacerebbe ricevere un dolcissimo bacio in una stazione?

lunedì 3 dicembre 2012

Twenty years old!

Eh già, vent’anni…è stata ormai superata la maggiore età e raggiunta la seconda decina. Di chi stiamo parlando? Ma del famosissimo Short Message Service, meglio conosciuto come SMS!

Era infatti il 3 dicembre 1992 quando Neil Papworth, un giovane ingegnere 22enne che lavorava per la Vodafone (allora ancora Omnitel penso -ndr), inviò da un computer verso il cellulare del suo capo -Richard Javis- un brevissimo “Merry Christmas”. I due -che lavoravano da tempo al progetto della messaggistica istantanea- diedero vita quel giorno ad un fenomeno che sconvolse per sempre il mondo della comunicazione.




Li abbiamo amati tutti così tanto che dopo il loro avvento il mondo della comunicazione non si è più fermato: si sono cercati (e trovati!) costantemente nuovi mezzi veloci per riuscire in ogni momento a poter comunicare con parenti e amici dai nostri cellulari che -pian piano- sono diventati sempre più tecnologici ma anche dai nostri PC! Tra i figli e nipoti del Messaggino possiamo trovare MSN Messenger, la chat privata molto in voga nei primi anni 2000; o il celeberrimo Facebook -che non è proprio un sistema di messaggistica istantanea, ma un social network che dal 2004 riesce comunque a "connettere" persone vicine e lontane-, o anche Twitter che dall'SMS primordiale ha ereditato l'utilizzo di pochissimi caratteri (il messaggio può infatti contenerne max 140...da qui il nome Tweet che vuol dire cinguettìo) fino ad arrivare all'ultimo nato: WhatsApp che risulta essere un ibrido tra la chat e il messaggio telefonico; quelle su WhatsApp sono delle vere e proprie conversazioni che possiamo tranquillamente e gratuitamente intrattenere con il nostro Smartphone!

Un grande passo per la comunicazione è stato quindi quello di aver creato gli sms, è vero...ma anche un enorme contributo allo stress femminile! Diciamoci la verità, le donne sono ormai sentimentalmente dipendenti dagli sms...da quei piccoli testi che ci permettono una connessione immediata! Alternativi alla solita telefonata, più veloci e anche meno confidenziali, sono ottimi per rompere il ghiaccio in una “storia” che sta per iniziare ed ecco perchè oggi hanno di gran lunga soppiantato le conversazioni telefoniche.
Li adoriamo: quelli del buongiorno, della buonanotte, quelli accompagnati dagli smile, dai cuoricini...ma ci fa battere il cuore anche un semplicissimo  ed inaspettato "Ti penso".
Gli short message hanno inoltre dalla loro parte la possibilità di essere salvati in memoria (quella del telefono...non solo la nostra!), e per le donne che -si sa- amano conservare sempre tutto, questo è un grande punto a favore!

Ma viste queste premesse, cosa sono davvero secondo voi gli SMS: un'invenzione geniale o una creazione diabolica?

giovedì 8 novembre 2012

Ancora lei...

L'avevo persa la sera del mio compleanno perchè non ero in casa all'ora di cena (Stavo festeggiando! :P).
L'ho vista stasera e l'ho trovata come al solito esilarante...Luciana Littizzetto!


venerdì 2 novembre 2012

A volte ritornano: Sii bella e stai zitta!

Questo scritto risale all'8 marzo 2011, lo avevo pubblicato sul primo "Tutta questa bellezza...senza navigatore!" e l'ho ritrovato oggi frugando per caso tra "vecchie pagine di word". Lo ripropongo perchè credo che sia ancora molto attuale...credo che anche oggi, purtroppo, l'Italia offenda le donne! Forse al posto di Noemi Letizia e Ruby -due meteore ormai fortunatamente dimenticate- se lo avessi scritto qualche giorno fa avrei scelto il nome di Nicole Minetti o di qualche altra "olgettina" che ha scalato le vette del successo oer i "servigi offerti alla patria" (Così si dice adesso, riguardate la puntata di Che tempo che fa del 28 ottobre scorso a questo link e capirete!) Buona lettura!

E' da un po' che ho comprato il nuvo libro di Michela Marzano "Sii bella e stai zitta" e lo tengo qui sul mio comodino, purtroppo non ho ancora trovato il tempo di leggerlo ma scorrendo tra i titoli dei capitoli ce n'è uno che mi ha colpito in particolare, l'ultimo...e anche se non mi piace leggere per capitoli sparsi non ho potuto fare a meno di darci un'occhiata...il titolo è "Il gene dell'indignazione morale". 

E' Russeau -ci spiega la Marzano- a parlare per primo di questa capacità che hanno le donne di indignarsi in maniera più acuta rispetto agli uomini; quasi come se fosse un gene intrinseco all'essere femminile a renderle capaci di prendere le distanze da comportamenti eticamente scorretti. La filosofa contemporanea ci fa riflettere su come il mito e la storia siano colmi di figure femminili forti, capaci di sconvolgere gli schemi: da Antigone -la giovane eroina classica che sfida le leggi del re Creonte per portare avanti i precetti morali degli Dei- alle argentine Madres di Plaza de Mayo, donne che seppur distrutte dal dolore sono scese in piazza con i fazzoletti bianchi sul capo per protestare contro quella dittatura che gli ha portato via i loro figli, i desaparecidos; da Charlotte Corday -l'assassina di Marat che con il suo gesto credeva di liberare i Francesi dal Terrore- a Felicia Impastato, madre del giovane Peppino, la cui storia è stata resa celebre dal film "I cento passi", che ha scelto di collaborare con la giustizia.




E’ l’indignazione a spingerle, è il non poter accettare i soprusi e le ingiustizie che muove le loro azioni…e come Antigone, le Madres di Plaza de Mayo, Charlotte e Felicia ce ne sono milioni sparse per tutto il mondo!

Certo, non è il caso di paragonarsi a queste protagoniste della storia…ma non credete che sia arrivato il momento anche per le donne italiane di INDIGNARSI? Oggi, 8 marzo 2011, donne di tutta Italia...ci teniamo davvero a festeggiare? Ben vengano le cene con le amiche, le nottate a tirar tardi davanti ad un gruppo musicale…ben venga anche –per chi ne ha voglia- lo streep tease caratteristico dell’8 marzo (io personalmente preferisco una tranquilla pizza!)…ma che senso ha festeggiare stasera se oggi l’Italia non è per niente un Paese per donne? 

Noemi Letizia, Patrizia D’addario, Ruby…è di loro che sentiamo parlare! Sono queste le donne che rappresentano il nostro Paese? Beh…se è così io personalmente mi sento offesa, molto offesa! Perché in Italia c’è spazio per loro e non per una moderna Antigone? Perché i riflettori illuminano solo quelle donne che si sono fatte conoscere per particolari (de)meriti, lasciando nell’ombra le eroine contemporanee? 

Oggi non ho ricevuto regali né mimosa…poco importa, non sono una che ci tiene particolarmente; per il prossimo 8 marzo però vorrei ricevere un regalo un po’ particolare: più Donne vere sulle copertine dei giornali, più studiose, intellettuali; più donne impegnate nella politica e non per le quote rosa, ma per i meriti conquistati sul campo…e sono tanti; più rispetto, più stima e considerazione per l’altra metà del cielo!