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domenica 12 ottobre 2014

Che fine ha fatto la sinistra? - IlNadìr.net

"Un pubblico ospedale, una ragazza si reca al reparto di ginecologia per farsi prescrivere la cosiddetta “pillola del giorno dopo” per timore di una gravidanza indesiderata dopo un rapporto non protetto; cerca aiuto, informazioni, forse anche conforto morale in un momento che appare difficile. L’infermiera di turno, però, si rifiuta di prescriverle il farmaco. E’ successo due volte questa settimana presso l’ospedale di Voghera a due giovani donne e sempre con la stessa infermiera. Entrambe le ragazze -forse perché mortificate, forse perché non pensavano di trovarsi di fronte ad una discussione che riguardasse l’etica professionale del personale ospedaliero- hanno deciso di allontanarsi dalla struttura senza ricevere il farmaco richiesto ma hanno segnalato l’accaduto alla direzione sanitaria e all’azienda ospedaliera. L’infermiera –ripresa dalla caposala e dal medico di turno in una delle due occasioni- ha in seguito spiegato che la sua è stata una reazione dettata non da motivi religiosi ma dalla coscienza, non ha minacciato le giovani ma si è rifiutata di effettuare la prescrizione perché ha cercato di convicerle a “salvare una vita umana”."


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lunedì 15 settembre 2014

Il PD e l'Europa - IlNadìr.net

"Se la Festa Democratica nazionale, conclusa domenica 7 settembre a Bologna dal segretario del PD Matteo Renzi, si dovesse descrivere in sfumature cromatiche, ce ne sarebbero tante. Avrebbe sicuramente qualcosa di rosso, visto il nome che quest’anno si è voluto utilizzare per descriverla e che rievoca il passato glorioso del centro-sinistra: FESTA DELL’UNITA’; ma sarebbe di certo anche bianca, come il colore delle camicie dei leader dei partiti aderenti al PES che hanno accompagnato Renzi sul palco, ed ovviamente blu, come la bandiera di quell’Europa che oggi più che mai –con l’Italia alla presidenza del consiglio europeo per un semestre e con Federica Mogherini, ministro degli esteri, scelta come nuova lady PESC- è protagonista nella politica di casa nostra. [...]"


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giovedì 24 luglio 2014

Nel nome del padre. - IlNadìr.net

“Martedì 7 gennaio 2014. La Corte Europea dei diritti dell'uomo condanna lo stato italiano che, non permettendo di concedere ai figli di portare il cognome materno, viola le direttive comunitarie. La Corte obbliga perciò il Parlamento Italiano a legiferare in merito, ma l'11 gennaio è il Consiglio dei Ministri a esprimersi, con un disegno di legge, affinché l’ufficiale di stato civile proceda con l'iscrizione all’atto di nascita del cognome materno, esclusivamente in caso di accordo tra entrambi genitori. Ad avere l'ultima parola è quindi il padre.

Il provvedimento non entra mai in vigore e si attende di poterne discutere in aula fino a quando lo scorso 16 luglio arriva alla Camera. L'approvazione unanime in commissione consente infatti a Michela Marzano – ordinaria di filosofia morale presso l'Università Sorbonne di Parigi, autrice di diversi saggi, collaboratrice di Repubblica e deputata del PartitoDemocratico – di essere, in quanto prima firmataria, la relatrice per l'approvazione del disegno di legge. […]”


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mercoledì 2 luglio 2014

Junker Presidente: un passo avanti oppure indietro? - IlNadir.net

"Cambiano i tempi, i luoghi, le abitudini; in politica cambiano i simboli, gli slogan, i volti e –a quanto pare- anche i mezzi di comunicazione “ufficiali”. E’ con un tweet infatti che alle 20.06 del 27 giugno, Herman Van Rompuy, presidente uscente del consiglio europeo che a breve lascerà spazio a Matteo Renzi per i semestre di guida italiano, ha annunciato che il nuovo presidente designato della Commissione Europea è Jean-Claude Juncker. In base all'articolo 17 del Trattato di Lisbona, il Presidente della Commissione europea è stato infatti scelto, per la prima volta, tenendo conto del risultato le elezioni europee del 2014 che hanno mostrato un vantaggio abbastanza netto del Partito Popolare Europeo. [...]"


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venerdì 23 maggio 2014

L'Europa che scelgo!

Capita, in un pomeriggio, mentre ci si ritrova a studiare ancora una volta teorie giuridiche dei filosofi più disparati, di imbattersi, tra una pagina e l’altra di quei libri che sembrano non finire mai, in una frase di Cartesio:

"Più di tutto mi piacevano le matematiche per la certezza ed evidenza dei loro ragionamenti [...] dei loro fondamenti così fermi e solidi"

Mentre la leggevo e la rileggevo mi sono detta che, forse, è per questo allora che io la matematica non l'ho mai amata tanto! L'ho sempre studiata perchè dovevo, me la sono anche cavata sempre molto bene...ma ogni esercizio o compito in classe è stato per me uno stress ed una sofferenza. Non sono fatta per i numeri io, mi sono sempre detta: preferisco le parole.


Schemi, ordinamenti fermi e solidi, concetti fissi…sono belle idee da tenere a mente e perseguire, è bello poter andare avanti sapendo di poter sempre contare su alcune certezze, ma ci sono cose che non resistono nei confini del misurabile.

Sono sempre stata una persona razionale che ha rivolto lo sguardo alle conseguenze in ogni piccola cosa della sua esistenza; non sono il tipo che si alza una mattina ed imprevedibilmente prende decisioni, non sono una impulsiva, certe cose mi piace pianificarle...qualcuno direbbe quindi che sono un tipo di persona “di testa” e per certi versi è così.  

Poi però, se mi guardo davvero intorno e indietro capisco alla fin fine, in ogni mia scelta, decisione o progetto…ci ho messo un po' di cuore! Anche dove non serviva, anche dove non sembrava ce ne fosse, anche dove forse avrei dovuto investirne un po’ meno…a vincere è sempre stato lui!
E così è stato anche per questa campagna europea che sta per volgere al termine.


Una campagna strana, sottotono, sottovalutata dai più che hanno rivolto soprattutto le attenzioni alle contemporanee amministrative ma per me –come sempre- una bella esperienza di crescita, condivisa con le persone giuste, che mi ha portato ad ottenere tante piccole, grandi soddisfazioni. E' stato crederci davvero che mi ha portata, a mio modo e con i miei mezzi, ad impegnarmi in questa avventura; è stato voler dire la mia su un progetto sentito, bello, pulito che mi ha convinta anche stavolta a dire "Ci sono!". 

Una campagna iniziata lo scorso aprile nelle piazze della Capitale che ha visto giovani di partiti diversi unirsi e diventare un unico grande blocco compatto; una campagna fatta di video, tweet, messaggi, condivisioni e grande collaborazione web; una campagna in cui ho coinvolto, chi piú chi meno consapevolmente, le mie amiche –di solito restie- che simpaticamente hanno accettato di diventare parte dei giovani volti di Scelta Europea; una campagna che ha visto giovani tra i gazebo sparsi in tutta Italia e che vede amici correre in prima persona per raccontare e costruire quell’Europa che la mia generazione merita.

Non lo so come andrá, non guardo i sondaggi e neppure mi interessano; spero che tutte queste energie spese porteranno i loro frutti, ma se anche così non fosse, so che di campagne elettorali cosí ne farei altre 1000: con questa squadra, con questa grinta, con questi candidati, con questi slogan, con questi sorrisi…auguro a tutti noi tante altre campagne così, di cuore!

In bocca al lupo a noi che Scegliamo l’Europa.


Il 25 Maggio votate Scelta Europea.


venerdì 9 maggio 2014

9 Maggio Ieri ed Oggi.

Il 9 maggio è stata -da un po' di tempo a questa parte- una data importante e significativa nel tunnel dei miei ricordi, in particolare era ripensare al 9 maggio del 1978 che mi riportava verso qualcosa o, meglio, verso qualcuno. Io quella data non l'ho vissuta, ovviamente, ma so che è legata a due grandi figure. Due uomini diversi, con percorsi disparati e differenti; due esistenze parallele ed accomunate da un tragico destino e dal voler combattere per un, seppur diverso, ideale. Quella del 9 maggio '78 fu la notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro; ma anche la notte che vide andarsene il giovane Peppino Impastato.



Aldo Moro lo conoscono e lo hanno conosciuto tutti, da sempre. Io però ho imparato a scoprirlo davvero tra i banchi di scuola, grazie a quel Prof. che durante il ginnasio è stato per me e per i miei compagni più un Maestro di vita che un semplice insegnante. E' a lui che devo le mie letture, le mie ricerche, le mie lacrime sul caso Moro. Il compromesso storico, la DC, le BR...tutte parole sentite e risentite che hanno preso davvero forma solo quando Moro l'ho conosciuto sul serio e quando ho imparato ad apprezzarlo per il grande statista e uomo che era.

Peppino Impastato, invece, mi riporta con la mente alle prime riunioni in sezione: a "I Cento Passi", al cineforum, a quell'interesse per la politica che con gli anni è cresciuto e mi ha accompagnata. La voglia di riscatto, di verità, di giustizia; la giovinezza e la passione pura di Peppino mi hanno sempre affascinata. 

Due esempi, due personaggi che, forse, insieme, racchiudono un po' le mie due anime: quella moderata, razionale, composta con lo sguardo rivolto al futuro e quella polemica, passionale, -in fondo- un po' ribelle, che ha tanta voglia di credere e cambiare.

Ma oggi il 9 maggio non è solo una data che guarda al passato. La storia va conosciuta, ricordata e celebrata, soprattutto quando incrocia personalità così belle, forti e complesse; oggi  il 9 maggio è diventata anche la festa dell'Europa, un giorno che sa di futuro.


Da sessant'anni a questa parte l'unione Europea garantisce prosperità, democrazia e pace ai suoi popoli. Il prossimo 25 Maggio andremo alle urne ma, visto il momento storico particolare che stiamo vivendo, non sarà una semplice elezione: si tratterà fondamentalmente di scegliere se essere pro o contro l'Europa.

"Euroscetticismo" non è una parolaccia, anche io sono euroscettica a mio modo, perchè -da europeista convinta- vorrei vedere un'Europa migliore, diversa da quella che viviamo oggi. Voglio un'Europa dove il piano politico e quello economico camminino finalmente di pari passo; dove l'argomento fondamentale e centrale per tutti sia l'occupazione giovanile; dove la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile non siano solo slogan politici da tirar fuori in campagna elettorale; dove ci siano meno burocrazia e più fatti; dove la libertà di movimento, la quinta libertà, sia un mezzo a disposizione della generazione Erasmus per imparare, crescere, conoscere e non per scappare. 

L'ho detto e lo ripeto spesso, l'Europa che voglio è quella del sogno europeo, dove diritti civili e libertà fondamentali siano garantiti per tutti; l'Europa della Carta di Nizza; un'Europa solidale, forte, coesa e compatta fatta di uomini impegnati e meritevoli, che come Moro e Impastato che oggi tutti noi ricordiamo, credono in ciò che fanno e ci mettono il cuore...e di amici che si impegnano già da ora per questo grande progetto ce ne sono tanti.

Non ci serve demagogia però, non ci servono frasi fatte; gridare allo scandalo, dire di voler uscire dall'euro e dall'Europa è solo fumo negli occhi, è il contentino per un popolo disperato; è un'ulteriore presa in giro che non risolverebbe i problemi di nessuno.

Non facciamoci suggestionare e impressionare dai paroloni e dagli agitatori di folle: oggi -così come farò il 25 maggio- io scelgo l'Europa, faccio una convinta Scelta Europea...e voi? 

domenica 13 aprile 2014

Scelta Europea: si parte!

Di ritorno da una delle mie ormai consuete trasferte politiche...come al solito tanti bei progetti per questa nuova avventura, Scelta Europea, e l'entusiasmo contagioso dei ragazzi che con me condivideranno questo nuovo percorso e che ieri ho conosciuto dal vivo dopo mesi di contatti virtuali (viva i social network!!!!!), mi ha fatto pensare che la strada è quella giusta. Ho fatto una delle mie tappe in libreria ed ho comprato il nuovo libro di Beppe Severgnini, "La vita è un viaggio" che mi accompagnerà questo pomeriggio nei km in treno, "luogo" dove ormai spesso passo i miei week-end. 



L'editorialista del Corriere della Sera lo scrive molto chiaramente giá nel prologo in copertina: "Siamo una nazione al valico: dobbiamo decidere se dirigerci verso la normalità europea o tornare indietro. Siamo un Paese incerto tra immobilità e fuga.". Mi piace Severgnini: scrive dell'Italia con passione, racconta di emozioni e fa emozionare come secondo me un giornalista dovrebbe fare, fotografa il nostro Paese con estrema abilità parlando soprattutto al cuore degli italiani. Oggi sceglie il viaggio come metafora e parla di bagagli, partenze e stazioni: io, che pur vedendole spesso e iniziando perció ad avere un'antipatia nei loro confronti in fondo resto una romantica, per le stazioni ho sempre avuto un debole...tra saluti, baci fugaci e abbracci rubati sanno raccontare un pezzetto di vita di ognuno di noi, perciò mi auguro buona lettura ed auguro a tutti noi che Scelta Europea e la collaborazione iniziata ieri siano solo la prima di tante partenze! 



domenica 30 giugno 2013

Benvenuta Croazia! - ilNadìr.net

"L’Unione Europea si allarga, arriva la Croazia.
Dopo 6 anni dall’ingresso di Romania e Bulgaria tocca oggi al piccolo paese dei Balcani che - resosi indipendente dalla ex Jugolsavia nel 1992 - sarà, a partire dalla mezzanotte di questa sera, il ventottesimo stato membro dell’UE.

Nella capitale, Zagabria, è tutto pronto: una sobria cerimonia, in rispetto della crisi, alla quale prenderanno parte molti grandi leader europei, compresi il nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il ministro degli esteri del governo Letta, Emma Bonino, accompagnerà l’entrata della Croazia nell’Unione, un piccolo passo che risulta essere però un grande traguardo. [...]"



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martedì 16 aprile 2013

#IlMioPresidenteE'StefanoRodotà

Forse l'endorsement (questo termine che ultimamente ci piace tanto utilizzare!) di una semplice studentessa, che scrive per passione e per passione si interessa di politica, conta poco rispetto a tutti quelli che sta avendo in questi ultimi giorni...ma, prima della decisione del Parlamento, ci tengo anche io a dire la mia: se il Presidente della Repubblica lo dovessi scegliere io, direi Stefano Rodotà.

Sarà un po' per l'orgoglio Calabro (e cosentino!), sarà perchè è un Costituzionalista...ma ho sempre visto Rodotà come il candidato ideale alla Presidenza in questa tornata e -dopo averlo ascoltato il 10 aprile in una conferenza all'Università degli Studi di Salerno, dove studio-  mi ha definitivamente convinta. 

In un momento politicamente difficile ed incerto come quello che l'Italia sta vivendo oggi, un giurista super partes, competente, capace; uno che si è occupato di politica ma è fuori dai giochi e dalle logiche di partito già da un po', un uomo di grande spessore culturale, un pezzo di storia ed un nome che potrebbe accordare quasi tutti (Il centro-sinistra e anche i Grillini che lo vedono terzo in classifica dopo la Gabanelli e Gino Strada che si sono dichiarati non troppo interessati) è di certo la scelta giusta.


L'ho ascoltato con piacere poco meno di una settimana fa, in un'aula gremita della mia Università, presentare il suo ultimo libro "Il diritto di avere diritti" e definirsi "Un fissato dei diritti", pronto a tutelarli anche contro il diritto stesso. L'ho sentito dire che quei diritti, che egli tanto difende, diventano deboli quando la politica li abbandona; l'ho sentito dire che è ovvio che i diritti costano ma costerebbe di più non averne: l'ho sentito parlare di quei temi etici che troppo spesso abbiamo dimenticato in questa campagna elettorale ed in altre...perchè la politica italiana e continentale -fortunatamente- non è solo spread!

Pochi mesi fa mi sono trovata -per motivi di studio- ad imbattermi nelle vicende costitutive e giuridiche dell'Unione Europea ed in particolare in un libro di Mauro Barberis "L'Europa del diritto" (il post su questo libro potete trovarlo qui) che mi ha fatto riflettere molto. Non è stato tanto il trattato di Maastricht o l'Euratom ad appassionarmi durante lo studio; nè tanto meno gli organi dell'UE e le varie procedure giurisdizionali che ho detestato pagina dopo pagina. 

Ad avermi colpita davvero è stata la modernità, la grandezza e -oserei dire- la perfezione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, meglio conosciuta come Carta di Nizza; un documento senza eguali e al passo con i tempi; un esempio di come il diritto, spesso, sappia trasformarsi in poesia. 

Quando l'ho letta e l'ho studiata -devo ammetterlo- non sapevo che Stefano Rodotà avesse partecipato anche alla stesura di questo documento, l'ho scoperto solo pochissimi giorni fa leggendo un articolo su di lui. Anche Rodotà quindi è un europeista convinto che -come tanti politici, politologi, studiosi e "tecnici"- resta fedele all'idea che oggi si debba avere più Europa. 

Ciò che lo differenzia da altri però -e lo ha confermato egli stesso lo scorso 10 aprile- è che con l'espressione "più Europa" lui si riferisce ad un'Europa del diritto e soprattutto dei diritti non ad un'Europa economica. Non è dell'euro, la moneta unica, che vuole parlare; non è la BCE il suo primo interesse...per ritornare alla politica a cui lui ed altri giuristi -italiani e non- auspicano c'è bisogno di cooperazione etica, morale tra i Paesi continentali; c'è bisogno di un sentire comune a livello giuridico...c'è bisogno di ricominciare a guardare nella stessa direzione cercando di costruire insieme e non di distruggersi l'uno con l'altro.

Non so quale sarà alla fine la scelta dei nostri Parlamentari, non so se opteranno per una figura più orientata "a sinistra" o se sceglieranno qualcuno completamente estraneo al mondo della politica...io, dal canto mio, spero solo di aver stretto la mano -qualche giorno fa- ad un Costituzionalista, ad un Civilista (come ama definirsi), ad un uomo che è l'orgoglio della mia bella Calabria...e al prossimo Presidente della Repubblica!

giovedì 18 ottobre 2012

Un Amore...di Continente!


Inizia con un prologo in guerra e termina con un epilogo in pace il libro di Mauro Barberis Europa del diritto, un po' come la vera storia dell'Europa! Un libro che -devo dire la verità- non è semplicissimo da studiare ma molto interessante, ogni capitolo ad esempio inizia con una citazione di un importante giurista.

"Vivere con l'altro,  vivere come l'altro dell'altro."

E' cosi che si apre l'epilogo, con una frase che sembrerebbe la spiegazione dell'Amore...sempre ammesso che l'Amore possa davvero definirsi e spiegarsi! In realtà, invece, la citazione è tratta dall'opera "Das erbe Europas" (letteralmente: Dal patrimonio Europeo) di H. G. Gadamer.

Leggendola stamattina non ho potuto che pensare a quanti in questi giorni si sono detti scontenti o addirittura indignati del premio Nobel per la Pace all'Unione Europea. Perchè rileggere questa frase con un'attenzione maggiore con cui l'avevo fatto la prima volta, e notare quanto sembrasse scritta per spiegare quello che è il sentimento più cantato e decantato del mondo, mi ha fatto riflettere.

Europa in questi sessant'anni è stato anche questo: l'inizio di una grande storia d'amore. In questi anni di nuova convivenza abbiamo imparato ad amare l'altro, quello diverso da noi, quello che mai ci saremmo immaginati di poter considerare un "partner"; Europa è stato trovare la vicinanza nelle nostre differenze, la bellezza delle particolarità di ognuno per scoprire poi, in fondo, che non siamo davvero così lontani...ci è accaduto più o meno ciò che accade in una normalissima e comunissima coppia!

Non so se sono state le nostre differenze o le radici comuni ad avvicinarci (io alla storia che gli opposti si attraggono non ci ho mai creduto...sono più per "chi s'assomiglia si piglia!"), a portare pace e amore dove c'era guerra, sono però sempre più convinta che questo premio -forse solo con un po' di ritardo- ce lo siamo meritato tutto! 

venerdì 12 ottobre 2012

Europa e pace...ma solo io la penso così?

Ultimamente gli eventi di attualità si intrecciano inspiegabilmente con i miei studi! Dopo il binomio Bobbio-pena di morte (se ve lo siete perso guardate qui) oggi, passata la mattinata a districarmi tra Schmitt e dottrina giuridica europea, Consiglio d'Europa e Corte di Giustizia...accendo il PC è scopro che il premio Nobel per la pace 2012 va proprio all'UE. 

Un onore certamente, come ha affermato tra le altre cose Schulz, per tutti i cittadini del continente e per questo organo sovra-statuale da sempre scoraggiato e bistrattato.



Le motivazione centrale della consulta norvegese è che l'Unione Europea "per oltre 60 anni ha contribuito all'avanzamento della pace, della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa."

In effetti essendomi da pochissimo trovata a leggere -e a studiare!- articolo per articolo la Carta di Nizza devo ammettere che, per quanto riguarda la tutela dei diritti umani, si tratta di una Carta dei diritti al passo coi tempi; innovativa nella forma, ineccepibile, minuziosa ed aperta ad interpretazioni espansive.

Non si può inoltre tralasciare il fatto che tutte le super potenze continentali scontratesi durante la seconda guerra mondiale, vincitori e vinti (Francia e Germania in primis!), oggi convivono pacificamente e collaborano all'interno di questa moderna istituzione.

Certo, anche l'UE ha le sue colpe (soprattutto economicamente parlando, ricordiamo su tutti il "Disastro euro") ed oggi mi è capitato di leggere tante opinioni contrarie su facebook e twitter riguardo a questo riconoscimento.

Chi incrimina gli stati appartenenti all'Unione Europea di partecipare alle guerre odierne mascherate da missioni di pace  (purtroppo non possiamo nasconderlo...anche questa colpa ci appartiene) dimentica che il premio non è stato dato ad ogni singolo stato ma  ad un'istituzione che cerca di impegnarsi, quotidianamente, per una tolleranza ed un'integrazione continentale sempre maggiore.

Sarà che sto studiando proprio ora i processi della sua nascita e probabilmente sono accecata dall'entusiasmo che leggo sui libri, ma io penso che questo premio per l'UE potrebbe essere un nuovo punto di partenza per continuare a tutelare un incontro tra  differenti popoli e culture e che, almeno per oggi, dovremmo essere tutti un po' fieri di un riconoscimento tale e di sentirci, forse un tantino più del solito, cittadini Europei! 

sabato 6 ottobre 2012

25 anni...ed è già finita un'era?

Ogni studente lo ha desiderato o anche solo pensato almeno una volta nella vita: andare a studiare per un semestre, anche meno (o anche più), in uno dei Paesi del'Unione Europea che aderiscono al progetto Erasmus!

L'aereo, il viaggio, nuovi amici, un Paese sconosciuto in cui si parla una lingua sconosciuta, lo studio (sempre poco quando si parte), kg di spaghetti cucinati per sentirsi -anche a distanza- un po' a casa e per far assaggiare agli amici stranieri un po' della famosa cucina italiana.

Tante emozioni e sensazioni racconta chi è partito per l'Erasmus, ogni esperienza è diversa ed ogni storia resta per sempre nel cuore di chi l'ha vissuta...eppure questo sogno sta per svanire, i fondi Erasmus pare siano terminati proprio all'alba del compimento del 25esimo anno del progetto! Basta scambi interculturali e viaggi da un capo all'altro dell'Europa.



Ma come? Tanti sprechi e sperperi di denaro pubblico poi e si nega ai giovani meritevoli -futura classe dirigente del nostro continente- un'esperienza di conoscenza e di crescita unica? 

Ma non dovevamo iniziare a considerarci cittadini europei?