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mercoledì 9 luglio 2014

Io parlo: donne ribelli in terra di 'ndrangheta - IlNadìr.net

"Un tavolo, un uomo e quattro donne intorno; uno schermo su cui si rincorrono immagini significative e importanti. Un piazzetta conosciuta, odore di casa e racconti difficili, forti. E’ la presentazione del libro “Io Parlo – Donne ribelli in terra di ‘ndrangheta” di Francesca Chirico tenutasi il 4 luglio scorso a Diamante (CS). La tavola rotonda coordinata dal direttore di Rete3Digiesse Gaetano Bruno ha visto, oltre all’autrice la partecipazione di Francesca Rennis, giornalista; Elena Fazio, attrice e Anna Laura Orrico, presidente del movimento “Io Resto in Calabria” che hanno voluto, a modo loro, portare un contributo e raccontare di una terra bella e complessa. [...]"


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mercoledì 25 giugno 2014

Francesco in Calabria: «Vengo per chiedere scusa» - IlNadìr.net

"E’ arrivato nella mattinata di ieri intorno alle 11, discreto come sempre nel suo semplice abito immacolato, è sceso dall’elicottero bianco con il solito sorriso stampato sul volto che ha fatto si che tutti lo amassero già dalla sera della sua elezione, il 13 marzo dello scorso anno, e ha iniziato la sua visita: Papa Francesco è in Calabria.

Saranno giorni intensi, pieni, ricchi di speranza e preghiera quelli che il Pontefice trascorrerà nella martoriata regione del sud Italia, e lo saranno per lui e per tutto il popolo calabrese. Una terra difficile, la periferia di una Nazione in crisi che vive oggi la disoccupazione e la povertà come un fardello presente e pesantissimo; una regione che sente sulle spalle tutti i lati negativi dell’essere “meridione”, premiata dalla natura che la rende meravigliosa agli occhi del mondo ma punita, forse, dalla malapolitica, che quelle bellezze le ha sempre sfruttate in maniera distorta e sbagliata. Una regione fatta di contraddizioni e anomalie, di precarietà, di modernità e tradizione; una terra che sa di semplicità e di mare, abitata da uomini e donne che sono ormai abituati alle difficoltà e che sanno rimboccarsi le maniche e ripartire, ogni giorno. [...]"




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mercoledì 4 settembre 2013

Giovani Itinerari

Si terrà dal 6 all'8 Settembre ad Avezzano, in Abruzzo, la scuola di formazione politica a cura dei Govani del Centro Democratico. 
"Giovani Itinerari. Beni comuni e beni relazionali" è il titolo che abbiamo scelto per questi tre giorni in cui parleremo di ambiente, integrazione, lavoro e cultura ritrovando e riscoprendo questi importanti temi nel loro significato fondamentale di BENE COMUNE.
Cliccando qui potrete conoscere il programma e tutte le informazioni per raggiungerci.

Seguiteci nei prossimi giorni su Facebook, Twitter e Instagram con l'hastag #GiovaniItinerari


domenica 2 giugno 2013

Una e Indivisibile...

Le solite polemiche sui costi (obiettivamente eccessivi!) della parata; gli Articoli della Costituzione scritti su ogni bacheca di Facebook e seguiti da commenti sarcastici che ne descrivono la lontananza dalla realtà; poca, pochissima partecipazione e poco "senso dello Stato" in questo 2 Giugno.

Ma occorre ricordare quello che è stato. Proprio oggi, soprattutto oggi, nell'Italia della crisi, delle contraddizioni e delle incertezze è necessario riportare alla mente quegli uomini e quelle donne che hanno reso possibile un sogno chiamato Repubblica, un sogno che profumava di futuro e che spetta a noi proteggere e -se necessario- ricostruire, sapendo che nulla può cambiare se ciascuno di noi non fa la sua parte.




"«La politica è una brutta cosa»«che me ne importa della politica»: quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina, che qualcheduno di voi conoscerà, di quei due emigranti, due contadini, che traversavano l’oceano su un piroscafo traballante.
Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime e il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda a un marinaio: «Ma … siamo in pericolo?», e questo dice: «Se continua questo mare, il bastimento tra mezz’ora affonda». Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno e dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare, tra mezz’ora il bastimento affonda!». Quello dice: «Che me ne importa, non è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica.
È così bello, è così comodo: la libertà c’è. Si vive in regime di libertà, c’è altre cose da fare che interessarsi di politica. E lo so anch’io!
Il mondo è così bello, ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi di politica.
La politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai, e vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica."
 
 
Piero Calamandrei


Auguri alla Repubblica, Una e Indivisibile.

 

domenica 28 aprile 2013

Il fattore "C".

Che l'esasperazione in Italia abbia raggiunto livelli stratosferici è dir poco...ed il giuramento del nuovo Governo Letta, a cui momentaneamente voglio concedere il beneficio del dubbio (anche se qualche commento non proprio positivo da fare già ce l'avrei!), sembra il momento ideale per compiere un gesto estremo.

E' a questo che deve aver pensato Luigi Preiti, separato dalla moglie e da poco rimasto senza lavoro, stamattina quando recandosi davanti a Montecitorio ha premuto il grilletto della sua pistola colpendo -anche con gravi conseguenze- due carabinieri ed una passante, una donna in gravidanza.

Gesti estremi dicevamo, non giustificabili...non è con la violenza che si risolvono le cose; la violenza non si giustifica mai, soprattutto se compiuta ai danni di gente -come i carabinieri coinvolti nella sparatoria- che non fa che svolgere il suo lavoro e di innocenti che si trovano al momento sbagliato nel posto sbagliato.

Servizi in tv, notiziari in edizioni speciali, testate giornalistiche online in subbuglio...e tutti raccontavano l'accaduto sottolineando una cosa: l'origine Calabrese dell'attentatore, come se fosse scontato che la provenienza da una regione purtroppo dilaniata dalla 'ndrangheta e dalla disoccupazione fosse sinonimo di delinquenza. Ho sentito frasi come "In Calabria è facile procurarsi una pistola!" ed altre tipo "E' Calabrese, sarà un pregiudicato!"...dichiarazioni vergognose!


Sono consapevole che la mia sia una terra difficile, ma mi hanno sempre fatto rabbia questi stupidi luoghi comuni. 

Quando Stefano Rodotá era stato "candidato" alla Presidenza della Repubblica, quando si inneggiava a lui come il Presidente del popolo ed il salvatore della patria, nessuno ha mai pensato di iniziare un servizio con le parole "E' calabrese".

E perchè?
Perchè non si parla mai dei traguardi raggiunti dalle nostre Universitá o di quel Sindaco che ha cambiato il volto ad una cittadina fino ad ora conosciuta solo per il suo aeroporto, anche scendendo in piazza a protestare insieme ai ragazzi delle "sue" scuole? Perchè non si è detto che il giornalista rapito in Siria poche settimane fa è un Calabrese DOC e da sempre mette a rischio la sua vita per raccontare le ingiustizie di una guerra che miete milioni di morti? Oppure perchè si è dato poco spazio alla notizia che vede un americano dagli antenati calabri come uno dei candidati alla carica di Primo Cittadino della cittá di New York?
Me lo sono chiesta: quand'è che entra in gioco il "fattore C"? ( e per C intendo Calabrese) Solo per raccontare quello che non va? Perchè mi sembra abbastanza evidente che si sottolineino solo i primati negativi della mia bella regione ma non si parli mai di quanto buono c'è in Calabria...
Scappare sarebbe semplice, fare la valigia e magari raggiungere il miraggio del Grande Nord farebbe un po' male ma forse aprirebbe la strada a tanti giovani, verso un futuro piú facile e soddisfacente soprattutto dal punto di vista economico...eppure io -come tanti altri- voglio restare qui.
Non parlate della sparatoria che ha coinvolto un calabrese come esempio su cui modellare una realtà, l'attentatore per quel che mi riguarda sarebbe potuto essere un toscano, un piemontese o un marchigiano...non sarebbe cambiato nulla; raccontate della speranza negli occhi dei ragazzi e dell'amore per la terra che li ha visti nascere...quella è la vera Calabria.

giovedì 25 aprile 2013

E luce fu!

Quando ero bambina mi capitava spesso di perdermi nei racconti dei miei nonni che, non davanti al focolare, ma seduti accanto a me guardando insieme "La Ruota della Fortuna", mi parlavano di cosa era stata la guerra, la paura, la povertà vista dagli occhi di giovani...e di cosa aveva significato per Diamante, il mio piccolo paesino -allora solo un borgo di pescatori-, il passaggio di Benito Mussolini. 

Oggi ripensando al 25 aprile e a cosa questa data significa, mi è tornata in mente la storia di un cugino della mia Nonna Materna...quel giorno, quando Mussolini passò di qua, anche lui era in fila con il braccio alzato ad aspettarlo...non si poteva scegliere se esserci oppure no, ma non se la sentì -mi disse- di urlare "Duce, duce..." e allora -un po' per spirito di ribellione e uno po' perchè in fondo era solo un ragazzo- in mezzo a quella folla urlò semplicemente "Luce, luce...", anche per dire IO NON CI STO!

Se sia la verità o una "favola" raccontata ad una bambina non lo so...ma senza retorica ed ipocrisie, anche questa -nel suo piccolo- è Resistenza! 

E dopo un po' tornò davvero a splendere la Luce della rinascita e della Libertà sulla nostra bella Italia!

Buon 25 Aprile a tutti voi!



mercoledì 24 aprile 2013

La dura legge del gol...

Telefonate, libri, mail, lezioni ed elezioni...quest'ultimo periodo è stato un po' pieno ed il tempo per scrivere era davvero poco! Certo, anche il volo stratosferico che il mio PC ha fatto giorni fa (e che lo ha portato ancora una volta a visitare il mio tecnico di fiducia) e la mia totale incapacità di scrivere un intero post dal tablet senza dare in escandescenza, hanno contribuito a tenermi lontana dal blog..ma ora eccomi qua!

Non so bene perchè ma ogni volta che ascolto La dura legge del gol, degli 883, penso alle competizioni politiche...Max Pezzali -mi direte- in questo testo utilizza una metafora calcistica, eppure sarà perchè si parla di squadra e lealtà, di vittorie e di come spesso le conquista non chi le merita e chi gioca pulito, ma chi prima arriva a segnare...io la ascolto e penso ad elezioni, mandati e via dicendo!



Di questi tempi poi è difficile anche pensare ad altro, tutti a tracciare l'identikit del politico perfetto: che sia per scegliere il Capo dello Stato, il Presidente del consiglio o un semplice Onorevole; sono tutti lì pronti a dire come dovrebbe essere questo politico esemplare, mai un nome o un'indicazione...solo un'idea. E allora ci ho pensato, ce l'ho anch'io l'identikit del mio Onorevole ideale.  

Innanzitutto ne vorrei uno che quando parla lo fa per tutti...non ha bisogno di paroloni altisonanti ed esempi da superlaureato, i politici sono rappresentanti del popolo, di tutto il popolo e per tutti devono saper e poter parlare. Vorrei un battitore libero, un lupo solitario...intendiamoci, non uno che vada a briglia sciolta e stia sempre per conto suo o che vada dove va il vento, ma uno che comprenda che la Costituzione ha scritto nell'articolo 67 che ogni parlamentare è libero nell'esercizio delle proprie funzioni e che quindi -se il proprio partito sbaglia o se semplicemente non è d'accordo con la linea che quel partito sta seguendo- sappia dire "No, grazie...io la penso così" senza aver paura di perdere leadership, poltrone o gradi istituzionali. 

Vorrei un Onorevole vicino alla gente, ma vicino per davvero...coerente con il proprio pensiero ed interessato alla vittoria del Paese più che alla sua. Uno di quelli che -per quanto creda ad un ideale e ad un modo di fare politica- sa che l'affetto e la stima degli amici valgono molto più di una sigla di partito e che non ha paura -perciò-  di fare scelte impopolari, che tanto lo sa che quegli amici lo seguiranno sempre...perchè il suo nome è una garanzia! Uno che sappia dire -come Cisco- "Cosa importa chi vincerà? Perchè in fondo lo squadrone siamo noi!"

Vorrei un Onorevole che sia lontano ad esempio da quelli che mandano i messaggini istituzionali ed uguali per tutti ed in ogni occasione...uno che, anzi, devi essere pure contenta se ti risponde perchè sai che è proprio lui a farlo e non chi lavora nella sua segreteria! Uno insomma non dalle facili smancerie e che all'apparenza possa sembrare un po' "orso" per i suoi modi di fare, ma che se per caso una volta ti abbraccia, lo senti che lo fa per davvero.

Ne vorrei uno con i piedi ben saldi a terra, che sia consapevole del fatto che da domani la sua esperienza politica potrebbe finire...nessuno lo attacca per sempre a quella sedia in Parlamento e la vita "normale" è dietro l'angolo. E' anche per questo che lo vorrei ancorato alle origini, alla propria terra e alle proprie tradizioni. Perchè -come ha scritto recentemente Beppe Severgnini- "una nazione, una regione, una città, un quartiere, una scuola, un'associazione, un gruppo di amici e una famiglia sono il porto da cui siete partiti; e dove, magari, tornerete".

Questo è il mio identikit...
Mentre scrivevo, vi chiederete, avevo in mente qualcuno? Beh, può darsi...perchè la politica, si sa, è fatta inevitabilmente di persone!

E' da un po' di tempo che mi interesso attivamente di politica, anzi ho iniziato sin da bambina seguendo prima mia Madre e poi cercando di costruire un mio personale percorso...e in tutto questo tempo ho imparato a capire una cosa: oltre ad alleanze, collaborazioni ed intese, in politica soprattutto si stringono forti rapporti; chi non crede ai legami nati in politica, somiglia tanto a quelli che pensano che il diritto sia una materia arida: chi ha quest'idea evidentemente ad una disciplina tanto bella e profonda non si è mai avvicinato sul serio. In politica si stringono amicizie vere...l'ho capito quando, guardando in una riunione mia Madre abbracciare una "compagna di partito" (e lo virgoletto...perchè se legge che le ho dato della compagna mi disereda!) che non vedeva da tanto, ho letto la felicità negli occhi di entrambe; l'ho capito quando ho sentito le lacrime salire agli occhi per la gioia di una vittoria che sulla carta era di uno ma nel cuore era di tutti; lo capisco quando il sabato sera mi capita di uscire a cena con i componenti di una lista civica che nel mio Paese avrà pure perso le comunali...ma sapeste quante risate fanno tutti insieme; lo capisco sempre, ad ogni telefonata, passeggiata, sorriso e pacca sulla spalla.

In uno scenario tanto strano e difficile, in cui il gol inizia a contare molto più del gioco di squadra e della partita, è questa la politica di cui abbiamo bisogno, è di questa politica che voglio sentir parlare...recuperiamola!



sabato 30 marzo 2013

Benvenuto Presidente!

No, il titolo non si riferisce ad un augurio al il nuovo Presidente della Repubblica dopo le dimissioni di Napolitano, perchè - come tutti sappiamo- qualcuno le aspettava ma non ci sono state; ovviamente non è neppure una felice esclamazione riferita al nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri...perchè anche il quel caso, lo sappiamo tutti, siamo ancora senza Governo! (o meglio, ahinoi, con il Governo Monti in prorogatio!)

"Benvenuto Presidente!" è il titolo di un film visto qualche sera fa nel "mio" cinema, a Diamante, assieme ad alcuni amici. Un film simpatico, divertente che lascia molti spunti di riflessione...quasi profetico oserei dire.


E' la storia di Giuseppe Garibaldi, per gli amici Peppino, un pescatore 50enne che -per uno scherzo del destino- (e anche dei suoi genitori che gli hanno dato questo nome affiancato ad un cognome del genere!) si trova ad essere Presidente della Repubblica.

Lo scenario è talmente paradossale e comico...da sembrare reale!

Nelle aule parlamentari c'è chi dice che l'Europa chiede sacrifici mentre la gente vuole facce nuove; ci sono i vecchi volponi della politica che si dividono la torta del Paese e prendono accordi pur facendo parte di differenti fazioni; c'è chi offre escort, posti di lavoro e cifre da capogiro al nuovo Presidente purchè si dimetta...e poi -distante da tutti, al Quirinale- c'è lui, semplicemente Peppino.

Un puro, ma di quelli veri; così benpensante e di buon cuore da essere pronto a regalare denaro ai disoccupati e ad accogliere i senza tetto al Quirinale; così onesto da cenare in un ristorante in incognita e da  rifiutarsi -in maniera categorica- di raccomandare suo figlio. Il politico che tutti vorremmo insomma.

Eh si...l'amaro in bocca resta proprio quando si parla di un auspicio e non della realtà, quando ad esempio una comparsa del film guarda il Presidente risolvere con semplicità i problemi del Paese, quelli che gli altri non vogliono eliminare perchè "Senza sprechi come le mantieni le clientele?", ed esclama incredula: "Ma sicuri che è un politico quello lì?".

Il ritratto preciso di un'Italia amareggiata, distrutta, disillusa; un Paese che vede nei suoi rappresentanti dei nemici, prende forma perfettamente in questa commedia di Riccardo Milani. E per chi pensa che la novità, la "faccia pulita", sia la vera soluzione...arriva forte e chiara la morale finale.

In democrazia la forma è il contenuto si dice nel film, bisogna conoscere alcune procedure, alcuni protocolli; bisogna avere rispetto per l'Istituzione, per ciò che essa rappresenta e per questo è necessario mantenere un comportamento consono se se ne fa parte. E Peppino capisce, giorno dopo giorno, che non ci si può improvvisare politici...bisogna studiare, sgobbare, conoscere; magari rimodernare un bel "Protocollo on the Road" ma comunque sapere quanto c'è da sapere.

Quando si parla di professionisti in ogni campo lo si fa utilizzando questo termine come un complimento e dovrebbe essere così anche in politica. Lo ha ricordato giorni fa a Che tempo che fa il nostro ottimo Presidente della Camera, Laura Boldrini, "Non siamo tutti uguali" -ha detto- "chi ha fatto politica mettendosi al servizio degli altri merita rispetto." Chi ha dedicato una vita alla Cosa pubblica, aggiungerei, chi ha fatto della politica il proprio mestiere e non un mezzo per soddisfare i tornaconti personali, non può e non deve essere sbeffeggiato ed offeso come capita ultimamente.

Guardando questa pellicola non ho potuto fare a meno di pensare ai Grillini, a chi ha parlato di aprire il Parlamento come una scatoletta e non ha ancora presentato neppure un disegno di legge; a chi voleva portare una ventata d'aria buona e pulita e invece non ha fatto altro che perpetuare -con prese di posizione ed ostruzionismo- l'immobilismo in cui versa la nostra bella Patria.

E' il Presidente Garibaldi (interpretato dall'eclettico Claudio Bisio) al momento delle sue dimissioni, quando si rende conto di essere inadeguato -anche perchè ha preferito, dall'alto della sua carica, proteggere e "coprire" alcune delle persone che ama e che in passato avevano sbagliato, piuttosto che fare ciò che è giusto- a dirlo: Chi di noi in realtà non dovrebbe "dimettersi"? Chi è che non ha mai saltato una lunga lista d'attesa per un esame in clinica magari perchè conosceva il Primario? Quanti -almeno una volta- non si sono fatti fare uno scontrino? Chi è che ha rifiutato -se poteva- la raccomandazione ad un esame o per un posto di lavoro? Quale membro delle istituzioni (e ce lo dice la cronaca) -anche se Grillino- non usa le auto blu?

Chi lo sa, forse tutti se ne avessimo l'opportunità saremmo un po' "Casta", forse una volta raggiunta la poltrona, il potere e la grandezza...diventa difficoltoso per chiunque trattenersi, anche per il più puro e umile dei pescatori...

In tutti questi difetti si può riconoscere un'Italia unita, un solo Paese...ancora una volta grazie al discorso e "alle gesta" di un uomo che si chiama Giuseppe Garibaldi!

giovedì 21 marzo 2013

Circoscrizione estero e consultazioni al Colle!

E' trascorso quasi un mese dalla data delle elezioni politiche e la situazione è ancora drammaticamente ferma. Niente alleanze, l'ombra di un governo tecnico che ancora aleggia, il semestre bianco e nessuna maggioranza...ingovernabilità è la parola chiave di questo periodo.

Oggi secondo giorno di consultazioni al Colle e tutte le reti danno una sola notizia: Il Movimento 5 Stelle ha chiesto un pieno incarico di Governo in quanto prima forza del Paese.

Ma ne siamo sicuri?


La maggioranza al Senato, seppur risicatissima, è infatti del Centrosinistra ed in particolare del PD che risulta essere il primo partito; alla Camera paradossalmente, grazie al Porcellum che assegna automaticamente alla coalizione vincente il 55% dei seggi, la distanza del Centrosinistra dalle altre forze politiche è anche più netta...ma i Grillini hanno sempre sostenuto di essere comunque il partito -singolarmente preso- più votato.

E' da qualche giorno invece che circola una notizia diversa e allora, prima di scriverlo pubblicamente, ho scrupolosamente voluto controllare il sito del Ministero degli interni.

In effetti i voti totali del PD alla camera risultano essere 8.644.523 contro gli 8.689.458 del Movimento 5 Stelle. Se controlliamo però i risultati della circoscrizione estero il PD deve aggiungere al suo totale altre 288.092 preferenze, mentre i Grillini devono accontentarsi "solo" di 95.041 voti fuori dai confini italiani.

La matematica non è mai stata il mio forte, devo ammetterlo...ma il calcolo qui è piuttosto facile e il risultato è chiaro già a colpo d'occhio:
8.644.523 + 288.092 = 8.932.615 (PD)
8.689.458 + 95.041 = 8.784.499 (M5S)

Perchè quindi si continua a dire che il Movimento 5 Stelle è il primo partito in Italia? Come può un partito che non ha la maggioranza in nessuna delle due Camere pretendere di ottenere l'incarico per la formazione del Governo? Perchè si continuano a giustificare le malefatte e le bugie di una forza politica chi di predicava diversa dalle altre ma forse diversa lo era solo per la sua incompetenza? Come mai il Movimento di Grillo ad oggi è l'unica forza politica a non aver presentato nessun disegno di legge nonostante abbia sempre sostenuto di avere un programma ricco di idee e proposte? Perchè non ricordiamo che in fin dei conti i Grillini hanno scelto di rinunciare a solo 2.500 euro dello stipendio mensile e non al 70% come promesso in campagna elettorale? Perchè non ricordiamo che gli stessi avevano detto che avrebbero valutato ogni proposta e che avrebbero votato le idee, non il colore politico, ma hanno detto no a Laura Boldrini, un presidente della Camera Donna, alla prima legislatura e che è stata  portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati...forse solo perchè iscritta a SEL? E come possiamo non renderci contro che questo modo di fare di Grillo -che non lascia possiblità ai suoi Parlaementari di Parlare in pubblico (perchè solo i portavoce sono titolati a farlo) e che scrive di "Traditori" -riferendosi ai senatori che hanno appoggiato la Candidatura di Grasso contro quella di Schifani come presidente del Senato- è dispotico, pericoloso  ed inaccettabile? 

Come al solito, se si tratta del Movimento 5 Stelle, tanti punti interrogativi e nessuna risposta...Presidente Napolitano, che dire...noi confidiamo in Lei!

giovedì 14 marzo 2013

Papa Francesco!

Metti un umido pomeriggio di pioggia -di ritorno dalle lezioni- a casa di amici, metti l'attesa -non ci crederete- di una lezione di tango argentino alla quale la coppia di amici in questione è arrivata in ritardo per seguire la diretta da Piazza San Pietro e il risultato è il mio pomeriggio di ieri. Eravamo in tre ipnotizzati davanti alla fumata bianca in Tv aspettando che il nuovo Pontefice uscisse sulla balconata di San Pietro...un'emozione forte: non sapere chi è, ma anche sapere che un Papa c'è -in quell'istante- mi ha resa felice e speranzosa…avevo i brividi e quasi le lacrime agli occhi e non so spiegarmi nemmeno perchè!
Aspettiamo il nome e il volto del nuovo Papa che arriva in un momento di strana inquietudine; non dopo la scomparsa di un altro vicario di Cristo ma sicuramente in un momento storico complesso e particolare che gli dará tanto lavoro.
Dopo un bel po' di tempo ecco affacciarsi il cardinale Jean-Louis Tauran che pronuncia il tanto atteso "Habemus Papam", al nome Bergoglio –lo ammetto- mi sono chiesta chi fosse e appena saputo che si trattava del Cardinale Argentino ho subito pensato ai miei parenti a Buenos Aires…chissà come saranno stati felici.
Quando esce dalla balconata il nostro nuovo Pontefice ha una faccia “normale” e anche timida…ma è con il primo sorriso che mi convince; il volto di uomo e prete è diventato in un attimo un dolce volto da Papa. Mi piace che si sia sempre autodefinito semplicemente Vescovo di Roma, mi è piaciuto il suo saluto, la sua Buonanotte, il suo “Ci vediamo domani…presto”, la sola veste bianca con cui ha scelto di affacciarsi alla folla commossa ed acclamante e il grande legame al culto Mariano che gli ha fatto nominare la Madonna più volte nel suo discorso ieri sera.


Ha chiesto la benedizione dei suoi fedeli ed ha pregato per il suo predecessore…pochi gesti ma tutti perfetti!
Con il nome scelto poi, mi ha completamente conquistata…un po' perchè dei "Francesco" faccio parte anche io, un po' perché è un nome particolare, innovativo destinato quindi a restare nella storia come speriamo resterà nella storia il suo pontificato; ma soprattutto per ció che questo nome evoca: la semplicitá del Santo di Assisi, lo sposalizio con la povertá, l'umiltà e la grandezza del Santo d’Italia.

Umiltà e grandezza che Jorge Mario Bergoglio incarna perfettamente…sorvolando le polemiche solite e le ricerche di scandalo che dopo qualsiasi elezione (Pontificia e non…) affollano il web, ho visto oggi immagini bellissime di Papa Francesco in mezzo alla gente comune, per le strade, negli ospedali, in metro o sul Tram; ho visto in TV i cittadini argentini commuoversi e con loro mi sono commossa; ho sentito in poche ore la Chiesa riavvicinarsi al suo ruolo unificatrice e di portatrice di pace e serenità grazie a quest’uomo venuto da lontano, “quasi dalla fine del mondo!” ha detto.

Non so se il gabbiano posatosi sul comignolo della Cappella Sistina ieri pomeriggio significasse davvero qualcosa, non sta a me interpretare questi simboli…ma so che stamattina, mentre in pullman verso l'Universitá scorrevo tra i titoli dei brani sul mio iPod in cerca de "Il giorno dei giorni" di Ligabue (ieri era il suo compleanno ma l'elezione del Papa ha fatto passare questo "evento" in secondo piano), mi sono imbattuta in una canzone dei Negramaro che si intitola appunto "Il Gabbiano". Non la conoscevo, devo aver copiato l’intera discografia senza conoscere ogni titolo, ma -vista la fama che questo preciso volatile ha acquisito proprio ieri- mi è sembrato doveroso ascoltarla. Non una delle canzoni che preferisco dei Negramaro, sono sincera...il loro penultimo album ha i toni un po' dark e poco mi appassiona! Ascoltandola di sfuggita, peró, sono rimasta molto colpita da una frase, dice "[...] grideró dal becco per salvare te da quest’inverno che già c’è…". 

Quel Te l'ho inteso stamattina, alla luce della nuova elezione, come un “te” collettivo che racchiude tutti noi, non solo i fedeli ma l’intera umanità; il gabbiano forse ha rappresentato e rappresenta il Santo padre, giunto ora per "salvarci" guidandoci al di là di quell'inverno che è sempre stato sinonimo di periodi bui e spenti e che oggi vediamo più presente che mai. E magari, proprio grazie a Papa Francesco, d’ora in poi riuscirá a tornare gioiosa e colorata...la primavera!

martedì 18 dicembre 2012

Neanche se scalpito...

“Siamo come Ulisse, noi abbiamo detto alla Costituzione: legami e non mi sciogliere per nessun motivo al mondo, neanche se scalpito!”
[R.B. - #lapiùbelladelmondo]


Non mi ha delusa per niente ieri Roberto Benigni, perfetto nel breve monologo comico e altrettanto preciso ed appassionato nella spiegazione della Costituzione. Un fiume in piena che si emozionava ed emozionava mentre sotto i suoi occhi scorrevano i Principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale, la più bella del Mondo.

Parole d'amore vere e proprie per i Costituenti, per quegli uomini e quelle donne che parlando di politica -nella maniera più nobile possibile- sono stati capaci di rendere legge un sogno ed un sentimento; quelli che -si è detto ieri sera- hanno preceduto Woodstoock e Imagine di Jhon Lennon di 60 anni quando hanno scritto l'articolo 3, quelli che hanno composto un testo che è pari ad un meraviglioso mare: pieno di perle da scovare l'una dopo l'altra; articolo dopo articolo.

Un po' troppo alto il compenso per il Roberto nazionale (si parla di 6 milioni di euro - ndr) soprattutto in un momento di crisi! Ma questa è l'unica pecca della serata...per quel che mi riguarda altrimenti, promosso a pieni voti! Grande!!!!

lunedì 17 dicembre 2012

La più bella del Mondo...

Stamattina un po' di studio, pomeriggio un tuffo nel passato nella grammatica greca e stasera tranquilla serata casalinga davanti alla tv in compagnia de "La più bella del Mondo".

Quando ho letto la programmazione TV stamattina pensavo si trattasse del solito concorso di bellezza alternativo a Miss Italia...la "bella" in questione invece -ho scoperto da poco- essere la mia amata Costituzione Italiana.



Non sarei capace di spiegarla e non mi permetterei mai (speriamo che stasera Benigni, che è stato scelo per farlo, non mi deluda!), ma so che leggendo le parole dei costituenti -anche e soprattutto per motivi di studio-, ho potuto ammirare e conoscere uno dei testi Costituzionali più belli e al passo con i tempi che si possano trovare sullo scenario mondiale.

La grandezza dell'articolo 2, la perfezione dell'articolo 3 o la modernità dell'articolo 21, ad esempio, sono davvero inspiegabili...leggerli e rileggerli mi emoziona, a volte, anche più di trovarmi davanti ad un buon libro o ad un bellissimo racconto!

Per omaggiare questo magnifico testo, da qualcuno erroneamente ritenuto addirittura "antico" o "arcaico", mi affido alla parole sapienti di chi lo ha costruito, visto nascere ed approvato 65 anni fa; uno dei Padri della Patria: il Grande Piero Calamandrei. Il discorso in questione è stato pronunciato a Milano il 26 Gennaio 1955, leggetelo...non ve ne pentirete!

“L’art.34 dice: “i capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.” E se non hanno mezzi! Allora nella nostra Costituzione c’è un articolo, che è il più importante di tutta la Costituzione, il più impegnativo; non impegnativo per noi che siamo al desinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi. 

Dice così: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. E’ compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare la scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. 

Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’articolo primo “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” corrisponderà alla realtà. Perché fino a che non c’è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza con il proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica. Una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia soltanto una uguaglianza di diritto è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della Società, di portare il loro miglior contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la Società. 

E allora voi capite da questo che la nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere. Quanto lavoro avete da compiere! Quanto lavoro vi sta dinnanzi! E’ stato detto giustamente che le Costituzioni sono delle polemiche, che negli articoli delle Costituzioni, c’è sempre, anche se dissimulata dalla formulazione fredda delle disposizioni, una polemica. Questa polemica di solito è una polemica contro il passato, contro il passato recente, contro il regime caduto da cui è venuto fuori il nuovo regime. Se voi leggete la parte della Costituzione che si riferisce ai rapporti civili e politici, ai diritti di libertà voi sentirete continuamente la polemica contro quella che era la situazione prima della Repubblica, quando tutte queste libertà, che oggi sono elencate, riaffermate solennemente, erano sistematicamente disconosciute: quindi polemica nella parte dei diritti dell’uomo e del cittadino, contro il passato. 

Ma c’è una parte della nostra Costituzione che è una polemica contro il presente, contro la Società presente. Perché quando l’articolo 3 vi dice “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana” riconosce, con questo, che questi ostacoli oggi ci sono, di fatto e che bisogna rimuoverli. Dà un giudizio, la Costituzione, un giudizio polemico, un giudizio negativo, contro l’ordinamento sociale attuale, che bisogna modificare, attraverso questo strumento di legalità, di trasformazione graduale, che la Costituzione ha messo a disposizione dei cittadini italiani. 

Ma non è una Costituzione immobile, che abbia fissato, un punto fermo. E’ una Costituzione che apre le vie verso l’avvenire, non voglio dire rivoluzionaria, perché rivoluzione nel linguaggio comune s’intende qualche cosa che sovverte violentemente; ma è una Costituzione rinnovatrice, progressiva, che mira alla trasformazione di questa Società, in cui può accadere che, anche quando ci sono le libertà giuridiche e politiche, siano rese inutili, dalle disuguaglianze economiche e dalla impossibilità, per molti cittadini, di essere persone e di accorgersi che dentro di loro c’è una fiamma spirituale che, se fosse sviluppata in un regime di perequazione economica, potrebbe anch’essa contribuire al progresso della Società. Quindi polemica contro il presente, in cui viviamo e impegno di fare quanto è in noi per trasformare questa situazione presente.

Però vedete, la Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità; per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica, indifferentismo, che è, non qui per fortuna, in questo uditorio, ma spesso in larghi strati, in larghe categorie di giovani, un po’ una malattia dei giovani. La politica è una brutta cosa. Che me ne importa della politica. E io quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina, che qualcheduno di voi conoscerà di quei due emigranti, due contadini che traversavano l’oceano, su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca, con delle onde altissime e il piroscafo oscillava. E allora uno di questi contadini, impaurito, domanda a un marinaio “ ma siamo in pericolo?” e questo dice “secondo me, se continua questo mare, tra mezz’ora il bastimento affonda.” Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno, dice: “Beppe, Beppe, Beppe”,….“che c’è!” … “Se continua questo mare, tra mezz’ora, il bastimento affonda” e quello dice ”che me ne importa, non è mica mio!” Questo è l’ indifferentismo alla politica.

E’ così bello e così comodo. La libertà c’è, si vive in regime di libertà, ci sono altre cose da fare che interessarsi di politica. E lo so anch’io. Il mondo è così bello. E vero! Ci sono tante belle cose da vedere, da godere oltre che ad occuparsi di politica. E la politica non è una piacevole cosa. Però, la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai. E vi auguro, di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno, che sulla libertà bisogna vigilare,vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica.

La Costituzione, vedete, è l’affermazione scritta in questi articoli, che dal punto di vista letterario non sono belli, ma l’affermazione solenne della solidarietà sociale, della solidarietà umana, della sorte comune, che se va affondo, va affondo per tutti questo bastimento. E’ la Carta della propria libertà. La Carta per ciascuno di noi della propria dignità d’uomo. Io mi ricordo le prime elezioni, dopo la caduta del fascismo, il 6 giugno del 1946; questo popolo che da venticinque anni non aveva goduto delle libertà civili e politiche, la prima volta che andò a votare, dopo un periodo di orrori, di caos: la guerra civile, le lotte, le guerre, gli incendi, andò a votare. Io ricordo, io ero a Firenze, lo stesso è capitato qui. Queste file di gente disciplinata davanti alle sezioni. Disciplinata e lieta. Perché avevano la sensazione di aver ritrovato la propria dignità, questo dare il voto, questo portare la propria opinione per contribuire a creare, questa opinione della comunità, questo essere padroni di noi, del proprio paese, della nostra patria, della nostra terra; disporre noi delle nostre sorti, delle sorti del nostro paese. Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa vostra, metterci dentro il senso civico, la coscienza civica, rendersi conto, questo è uno delle gioie della vita, rendersi conto che ognuno di noi, nel mondo, non è solo! Che siamo in più, che siamo parte di un tutto, tutto nei limiti dell’Italia e nel mondo."

venerdì 30 novembre 2012

mercoledì 7 novembre 2012

Four more years...e il meglio deve ancora venire!

“Stanotte in queste elezioni voi, il popolo americano, ci avete ricordato che anche se la nostra strada è stata difficile e se il nostro viaggio è stato lungo ci siamo sostenuti a vicenda, abbiamo combattuto fino a questo momento e sappiamo, nei nostri cuori, che per gli Stati Uniti d’America…il meglio deve ancora venire!”
Barack Obama



Letteralmente "...the best is yet to come!", lo ha detto nel suo discorso da vittorioso tenuto a Chicago il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, citando -mi piace pensare- uno dei singoli, più ascoltati negli ultimi tempi, di Luciano Ligabue.
E' stata un'emozione fortissima anche per noi Italiani che lo abbiamo seguito da lontano, quella provata stamattina all'alba quando la TV ci ha finalmente fatto sapere che gli USA lo avevano riconfermato Presidente! Io personalmente ho tentato di seguirlo per tutta la notte, mi sono addormentata ma alle 05 e 30 del mattino ero abbastanza sveglia per rendermi conto che ancora una volta Barack ce l'aveva fatta!
Una campagna elettorale difficile, quella contro Mitt Romney; fatta di ricorse e di rimonte, di incontri televisivi che non sempre sono andati come speravamo, di riprese, di sondaggi; ma sempre e comunque una campagna elettorale che -come nel 2008- ci ha fatti sognare!


Per giorni il mondo del web è stato invaso da post, tweet e foto che sostenevano Obama; l'afroamericano eletto quattro anni fa che ha cambiato il volto di un Paese storicamente difficile da governare come gli Stati Uniti; un politico ma soprattutto un uomo che ha sempre avuto il coraggio di credere nei propri sogni; un Padre premuroso ed un marito affettuoso che non ha dimenticato -nel suo discorso- di citare la sua adorata Michelle, "Non ti ho mai amata di più e anche tutto il resto dell'America si è innamorato di te." ha detto. Sempre a Michelle il riconfermato Presidente ha dedicato il suo primo Tweet dopo le elezioni: una foto che ritrae la coppia presidenziale in un abbraccio, accompagnato dalla scritta "Four more years" (Altri quattro anni) e che risulta essere con oltre 630.000 condivisioni, il più retwittato di sempre! 
Tra gli elettori del presidente il 55% della popolazione femminile degli USA e molti, moltissimi giovani che -con lui- hanno creduto nel cambiamento!


Grazie Presidente, grazie per averci regalato nuove emozioni forti, grazie per averci fatto vivere con te una favola lunga 4 anni -iniziata con un semplice "Yes, we can!"- e per aver avuto la costanza e la forza di farla crescere ancora; grazie perchè con il tuo grande ottimismo e con le tue parole di speranza ci fai credere che davvero...il meglio deve ancora venire!

domenica 28 ottobre 2012

Ma che forma hanno le nuvole?

Forse penserete che in questi che "son stati giorni di tempesta e vento" -come direbbe il mio Luciano- sarebbe più che lecito chiederselo: che forma hanno le nuvole? 

In realtà la mia riflessione parte da un'alto presupposto: ieri guardando QPGA (Questo piccolo Grande Amore, il film che basato sulle canzoni di Claudio Baglioni racconta l'amore adolescenziale di Giulia e Andrea) una scena mi ha particolarmente colpita. Un gruppo di quattro amici, tanti sogni nel cassetto e poche speranze di realizzarli in una Roma di periferia degli anni '70 che lascia poco spazio ai voli della fantasia e chiede ai suoi figli di crescere in fretta e magari cercare un lavoro che li sostenga; quattro giovani e le loro aspettative sul futuro si ritrovano insieme a guardare il cielo e a vedere nelle nuvole immagini diverse. C'è chi scorge un'automobile sportiva ultimo modello per scappare lontano, chi ci vede un aereo per volare per la prima volta, chi intravede un treno porto ad aspettarlo per raggiungere i proprio sogni e chi infine -preso dal suo amore giovanile- riconosce una faccia, una faccia pulita!


Rivedendo questa scena mi sono resa conto che in fondo le nuvole una forma vera non ce l'hanno e che nessuna di quelle che noi gli attribuiamo è sbagliata! Sono i nostri occhi a riconoscere tra i disegni del cielo ciò che abbiamo bisogno di vedere, sono i nostri desideri più profondi a prendere forma e a farci sorridere!

E' la capacità che le nuvole hanno di adattarsi al nostro sguardo a renderle speciali e magiche, a farle diventare il mezzo per vedere -anche solo per un attimo- il nostro sogno diventare realtà! 


giovedì 18 ottobre 2012

Un Amore...di Continente!


Inizia con un prologo in guerra e termina con un epilogo in pace il libro di Mauro Barberis Europa del diritto, un po' come la vera storia dell'Europa! Un libro che -devo dire la verità- non è semplicissimo da studiare ma molto interessante, ogni capitolo ad esempio inizia con una citazione di un importante giurista.

"Vivere con l'altro,  vivere come l'altro dell'altro."

E' cosi che si apre l'epilogo, con una frase che sembrerebbe la spiegazione dell'Amore...sempre ammesso che l'Amore possa davvero definirsi e spiegarsi! In realtà, invece, la citazione è tratta dall'opera "Das erbe Europas" (letteralmente: Dal patrimonio Europeo) di H. G. Gadamer.

Leggendola stamattina non ho potuto che pensare a quanti in questi giorni si sono detti scontenti o addirittura indignati del premio Nobel per la Pace all'Unione Europea. Perchè rileggere questa frase con un'attenzione maggiore con cui l'avevo fatto la prima volta, e notare quanto sembrasse scritta per spiegare quello che è il sentimento più cantato e decantato del mondo, mi ha fatto riflettere.

Europa in questi sessant'anni è stato anche questo: l'inizio di una grande storia d'amore. In questi anni di nuova convivenza abbiamo imparato ad amare l'altro, quello diverso da noi, quello che mai ci saremmo immaginati di poter considerare un "partner"; Europa è stato trovare la vicinanza nelle nostre differenze, la bellezza delle particolarità di ognuno per scoprire poi, in fondo, che non siamo davvero così lontani...ci è accaduto più o meno ciò che accade in una normalissima e comunissima coppia!

Non so se sono state le nostre differenze o le radici comuni ad avvicinarci (io alla storia che gli opposti si attraggono non ci ho mai creduto...sono più per "chi s'assomiglia si piglia!"), a portare pace e amore dove c'era guerra, sono però sempre più convinta che questo premio -forse solo con un po' di ritardo- ce lo siamo meritato tutto! 

mercoledì 10 ottobre 2012

Amnesty International...e Norberto Bobbio!

Oggi 10 ottobre 2012 ricorre il decimo anniversario della giornata Mondiale contro la pena di morte istituita da Amnesty Intenational. Uno dei temi più dibattuti del secolo, certamente tra i più delicati considerato che alcuni stati faticano tuttora ad abolirla.

Proprio oggi mi è capitato per caso tra le mani un mio libro di testo universitario: l'Età dei diritti di Norberto Bobbio, una raccolta di 12 saggi che hanno come tema centrale i Diritti dell'uomo.

Sfogliandolo mi sono soffermata in particolare su uno degli ultimi capitoli intitolato "Il dibattito attuale sulla pena di morte" e mi sono imbattuta in una pagina abbastanza forte. Bobbio -da sempre contrario alla pena di morte- si pone delle domande particolari. Prima, avvalorando la testi degli abolizionisti -che trattano della irreversibilità degli errori giudiziari- porta a conoscenza dei lettori uno dei principi che stanno a fondamento anche della giurisdizione italiana: "Meglio che un criminale si salvi piuttosto che un innocente perisca". 

Continuando nella descrizione poi, egli cita una delle tesi degli anti-abolizionisti che pongono a giustificazione della loro posizione la questione della recidiva. Non sono pochi i casi in cui infatti un condannato poi graziato ha commesso nuovamente omicidi. L'autore allora si chiede, in quel caso, "Non importa che un innocente perisca, purchè un criminale si salvi?"




Questa è chiaramente una provocazione, vista la  posizione decisamente ABOLIZIONISTA del filosofo (Su cui, per altro, io concordo!), ma comunque le sue considerazioni sono forti e fanno riflettere. 

Tre anni fa mi è capitato di assistere ad un convegno tenuto nel mio vecchio Liceo in cui i temi principali erano Bioetica e Biodiritto. Mi colpì un termine utilizzato dal professor Barni, uno dei relatori, nel suo intervento: egli disse che è difficile cercare delle riposte certe quando "è il dolore a fare da Primadonna", ecco perchè quando si parla di aborto, di eutanasia (questi gli argomenti centrali nel dibattito che scaturì quel giorno) -e direi anche di pene capitali- è facile, facilissimo porsi domande; è semplice chiudere i periodi con i punti interrogativi, meno semplice invece è stabilire dei punti fermi.

Non sono i filosofi a poterlo dire, non è la legge e neppure la morale comune. Il diritto alla vita va oltre ogni logica e giurisdizione; è per questo che Amnesty International da sempre si batte per difenderlo.

Ci sono altri modi per tutelare la sicurezza comune, non certo con le condanne a morte si combatteranno i crimini e le ingiustizie. La violenza non fa che generare violenza, è necessario spezzare questa catena!

mercoledì 3 ottobre 2012

La vignetta di Repubblica...


Ecco riportata la vignetta  pubblicata stamattina sul quotidiano "La Repubblica".
Non penso serva aggiungere parole, si commenta già da sola!
Che dire? Incrociamo le dita! 

sabato 29 settembre 2012

Essere italiani...

Perchè proprio questo titolo per il mio blog? Si, è vero...l'ho accennato nel post di presentazione, il mio è un chiaro ed esplicito riferimento a Ligabue e alla sua musica (che sia una sua fan sfegatata penso sia ormai palese!); ma se ho scelto proprio un verso di Buonanotte all'Italia e se ho scelto proprio QUESTO verso c'è un motivo ben preciso!

Ieri scorrendo su SkyCinema mi sono imbattuta in un film che avevo già visto e che ho riguardato con piacere, Italians, che racconta -suddividendole in due episodi distinti- storie un po' particolari di Italiani all'estero. A colpirmi e a farmi comprendere a pieno il senso di una frase comparsa tra un episodio e l'altro -"La vita è troppo breve per NON essere Italiani"- è stata una delle ultime scene, simpaticissima e toccante allo stesso tempo. 

Non sto qui a dilungarmi sul perchè, ma nel corso del secondo episodio il protagonista (Carlo Verdone) si ritrova in un orfanatrofio di San Pietroburgo e sul finale cerca di spiegare ai bambini ospitati nella struttura qualcosa del suo Paese, l'Italia. 

Per prima cosa gli spiega che l'Italia è divisa in Nord, Centro e Sud e poi, pian piano, inizia ad imitare -come solo un grande come Verdone sa fare, eclettico e perfetto in ogni situazione- i dialetti più rappresentativi del Bel Paese: parte dal Milanese e arriva al Siciliano passando per il Toscano, il Romano ed il Napoletano. 

I bimbi allora, interrogati sui dialetti, si confondono e ridono di gusto sulle differenze di quel Paese, piccolo piccolo, ma così pieno di storia e cultura; sorridono divertiti imparando di quell'Italia bella ed imperfetta, di quella Nazione non tanto lontana che se ne sta "sdraiata sul mondo con un cielo privato".


E' stato bello ed emozionante ricordare a me stessa che in fondo, nonostante tutti i guai che la assediano, nonostante la crisi che sta mettendo tutti in ginocchio, ho la fortuna di essere nata e di abitare in uno dei Paesi più belli e ricchi di storia del mondo; ho la fortuna di vivere e respirare dovunque una pura e illimitata Bellezza! 

A cosa servono i navigatori? A non perdersi o magari a ritrovare la strada giusta! Noi italiani forse lo dimentichiamo un po' troppo spesso e rischiamo di perderci in mezzo a tutta questa bellezza e, probabilmente, alcuni di noi -quei potenti che riempiono il Belpaese di sfregi nel cuore- neppure la meriterebbero una meraviglia così!
Non stiamo vivendo uno dei nostri momenti migliori, lo so bene, ma forse quel navigatore che serve per ritrovarci, per tornare ad essere la culla dell'arte, della letteratura, della politica...e perchè no, anche della cucina, sta solo prendendo -momentaneamente- un po' polvere in cantina...ma basterà riprenderlo tra le mani, usarlo e cercare di rimettere le cose a posto!

Risolleviamoci, non buttiamoci giù!

E' strano che sia stato un film a ricordarmelo o il verso di una canzone che oggi pomeriggio ho riascoltato per l'ennesima volta, quasi per caso, dopo tanto tempo...ma non scoraggiamoci, basta guardarci un po' intorno per ricordarci....che è così bello essere italiani!