Ho attraversato l'Italia su un treno stracolmo che viaggiava con 70 minuti di ritardo e che ne ha accumulati nel tragitto altri 20; sono partita dalla Calabria piena di energia e sono arrivata in serata in Veneto dove le temperature e l'accoglienza -devo dirlo- non sono state proprio delle migliori; ho passeggiato per la città e sono rientrata a casa nel week-end dopo aver trascorso questa piccola vacanza più nelle stazioni sparse in tutto il paese che negli hotel...ma decisamente PER TE rifarei tutto!
E' passata esattamente una settimana, ma -per dirla con parole tue- l'Arena mi tiene ancora lì, ferma. Così ferma che ancora oggi se solo ci ripenso e riguardo qualche video mi sembra di risentire profumi, odori e magia di quella serata.
Posti numerati, poltronissime...ma troppa adrenalina in circolo per arrivare poco prima del concerto: jeans, una t-shirt e via già alle 19,00, senza nemmeno un filo di trucco...e a che sarebbe servito? Lo sapevo che non sarei riuscita a trattenere le lacrime.
Già in mattinata entrando all'Arcovolo14, la sede del barMario, avevo sentito gli occhi diventare lucidi: sarà stato vedere la tua gigantografia, leggere "Arena 2013...IO C'ERO!", sapere che quello intorno a me era fisicamente il bar, il Fan club che è un po' la casa di tutti noi fan; ascoltarti e guardarti in Tv in un vecchio live o forse semplicemente realizzare che quel sogno di vederti lì, in quello scenario magnifico, stava per diventare realtà...non so cosa sia stato; magari tutte queste cose insieme, so solo che è stata una bella botta.
Ma è stato entrando in Arena, camminando in avanti e trovando il mio posto che lacrimoni veri e caldi mi hanno rigato il volto. Avevo studiato la piantina miliardi di volte eppure guardavo incredula ed estasiata la poca distanza tra il mio posto a sedere e il palco, dal vivo è stata decisamente un'altra cosa! Non potevo non pensare che poco più di un'ora dopo tu saresti stato su quel palco, e ci avresti regalato, MI avresti regalato, tutta la tua bellezza.
Lo spettacolo, inutile dirlo, è stato meraviglioso; l'ho vissuto così intensamente che diventa difficile adesso soffermarmi su un punto solo e ricordarlo...è stata un'invasione, un'inondazione di emozioni; l'ho vissuta così bene che solo ora, se ci ripenso, mi rendo conto che quello, quello lì di fronte a me..eri davvero TU!
Ogni cosa è stata magnifica, ogni tassello di questo splendido puzzle di emozioni che mi "passi" ogni volta era al suo posto; anche il non vederti allargare le braccia in "Atto di fede" forse per colpa di quella frattura alla spalla che però non ti ha impedito di regalarci concerti strepitosi, anche quella piccola sbavatura su "Il sale della terra" e il tuo gesto con la mano sono stati perfetti...perchè hanno reso ancora più unico "il nostro" concerto.
Nè le foto e neppure le mie parole sapranno mai rendere giustizia a quello che il 19 settembre è stato o descrivere quanto quella sera mi hai dato...una sola parola, ancora una volta: GRAZIE!
"Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere."
Giovanni Falcone.
La strage di Capaci 21 anni fa ci portò via Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.
"Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi."
La frase sopraccitata è di Aldo Moro, ma a pronunciarla sarebbe potuto essere anche Peppino. Se ne sono andati insieme in una notte, il 9 maggio 1978, Aldo Moro e Peppino Impastato. Il primo statista superlativo e precursore della storia, il secondo un giovane che ha avuto il coraggio di combattere dall'interno le ingiustizie della mafia.
Il 9 maggio di qualche anno fa su di loro scrissi: "In un’Italia così presa dal denaro e dai giochi di potere, in un’Italia piena di stranezze e confusioni com’è l’Italia di oggi, è giusto a volte ricordare chi c’è stato prima di noi e ha provato a fare del bene, è giusto parlare delle grandi personalità del passato. “Uomini” li definirebbe Sciascia, non “Mezzi uomini”, non “Ominicchi”, nè tantomeno “Quaquaraquà”; semplicemente uomini, uomini capaci di morire per un ideale e di imboccare la strada più difficile. E’ di questo che ha bisogno l’Italia, di UOMINI, di persone che guardandosi indietro potranno dire di aver fatto di tutto…o per lo meno di averci provato!" Oggi rimango più che mai fedele a quell'idea. In un Paese che ha perso la bussola ricordare chi la politica l'ha fatta con amore e passione, chi -ciascuno a suo modo- si è ribellato ad un sistema che non voleva condividere; ricordare due uomini così diversi tra loro eppure legati indissolubilmente da un medesimo destino, non può che farci bene ed aiutarci ad andare avanti, passo dopo passo.
Oye, como va? Ha smesso quel bel vento, considera che in me è primavera da mezz'ora... il cielo ha una porta sola. Hai smesso di far male ai tuoi fragili pensieri, hai cominciato a fare pace con te stessa tu e vivi tutto sempre in ombra. Tu mi piaci, tu mi dici non sono in grado di amarti come vuoi. Scriverti da qui che è anche terra tua è come farti respirare quello che respiro, la nave bianca d'ogni ora. Tu mi piaci, tu mi dici non meriti la parte mia peggiore...no, tu no. E non è per farti fretta e non è per la distanza, tutto vivo e vive senza te... Io ti scrivo per sentire, io ti scrivo senza tempo, potrei anche non ricevere! Perchè quello che io sento di te è forte, quello che io sento di te è sempre che tu... mi piaci...tu mi dici non sono in grado di amarti. Lì che tempo fa? Tu sarai già al mare; prenditi il tuo tempo e non sentirti in colpa mai... la volontà decide ancora...ancora. Tu mi piaci, tu mi dici il cielo ha una porta sola.. Tu mi piaci, tu mi dici il cielo ha una porta sola, aprila...aprila!
Come ho più volte detto e scritto sono sempre stata orgogliosa delle bellezze della mia regione e del Sud Italia in generale...il provenire da quelle terre ingiustamente bistrattate da tutti, per me è sempre stato motivo di vanto. Amo e vivo la mia cittadina (Diamante -CS- Calabria) e adoro la mia città d'adozione (Salerno) che mi ospita nel mio percorso di studi universitario...insomma io il Sud lo conosco abbastanza bene!
Come cantava Rino Gaetano nella sua Ad esempio a me piace il Sud "...se mai qualcuno capirà, sarà senz'altro un altro come me!" perchè, forse, solo chi il sud lo conosce e chi dal sud proviene, riesce a capirlo a fondo e ad amarlo...imparando anche ad accettarne i difetti! E di quei difetti, con un po' di sana autocritica ed autoironia, a volte si può anche ridere...non dimentichiamo nomi come Totò, Massimo Troisi o artisti contemporanei come il grande Alessandro Siani; maestri della risata che da sempre ci hanno fatti divertire usando come arma vincente tutta la loro napoletanità!
Ed è questo che fanno anche i comici di Made in Sud, programma comico da anni trasmesso sul canale digitale Comedy Central (e a seguirlo già da parecchio eravamo in pochi...) e ora trasferitosi nei palinsesti Rai. Sul palco di Made in Sud si susseguono solo comici provenienti dal mezzogiorno d'Italia, che -con gag divertenti ed esilaranti aneddoti sul meridione- tengono alta l'attenzione del pubblico! Inutile dirlo...la maggior parte degli artisti viene dalla bella Napoli! Ma si sa, lì la comicità è di casa in ogni semplice gesto quotidiano...
Potete trovare di tutto...dal Nonno Moderno al Michael Bublè partenopeo; passando per compositori strampalati e per giovani dipendenti da Facebook in cerca di una terapia!
Dopo questa stagione mandata in onda su Rai2, il programma è diventato un fenomeno mediatico che ha coinvolto davvero tutti! Volete sapere chi sono i miei preferiti? Pasquale Palma in arte Vivo d'Angelo, un giovane che vive imitando il Nino d'Angelo dei tempi d'oro e del caschetto biondo, rifiutando ogni canzone del suo beniamino che sia stata scritta dopo gli anni '80 e il fantastico Mino Abbacuccio, il timidone accompagnato dal coniglietto Titì...li adoro!
Viste le temperature polari, oggi mi sono dedicata un pomeriggio casalingo tutto al femminile! Dolce far niente in famiglia: 5 donne e una pulce (il mio adorato cuginetto) in compagnia di un ottimo dolce...di questo passo tornare in forma dopo le feste sarà molto più difficile del previsto!
Ora calduccio, super-pigiamone e un po' di musica!
Dopo la performance canora del mio vicino che stamattina ha deciso di svegliarci con una cover di "Tanta voglia di lei" dei Pooh, mi sono ritrovata ad ascoltare proprio le interpretazioni che alcuni tra gli artisti presenti nel panorama della musica italiana hanno fatto di pezzi resi famosi da loro colleghi...per fortuna queste cover sono decisamente migliori di quella che stamattina ho dovuto sorbire, volete qualche suggerimento?
La prima non poteva che essere una cover che il MIO LUCIANO ha fatto di una canzone che adoro: "La canzone del Sole" di Lucio Battisti. Lo so, gli appassionati di Battisti ora diranno che non c'è paragone, che Lucio era tutt'altra cosa...in effetti il genere dei due artisti è molto diverso così come lo sono i loro timbri di voce; ma personalmente (forse sarò un po' di parte) di questa interpretazione eseguita solo "chitarra e voce" ho apprezzato molto la capacità che Liga ha avuto di non "stravolgere", pur facendolo suo, un pezzo storico e splendido nella sua semplice unicità! Un consiglio: ascoltatelo!
Da una cover di Ligabue passiamo ad una cover fatta a Ligabue, precisamente di uno dei suoi pezzi più famosi: "Ho messo via". La voce è quella di Elisa, artista fortemente stimata dal rocker di Correggio che le ha addirittura "regalato" un pezzo (Gli ostacoli del cuore - ndr) e di quello stesso pezzo ha diretto il video musicale. La voce della Toffoli, in questa insolita versione, si sposa perfettamente con il testo e la musica riadattata alla dolcezza di un timbro femminile.
Ho scoperto questa canzone poco meno di un anno fa ed ho iniziato ad ascoltarla proprio nella sua versione qui riproposta! Quando Mina cantava "Mi sento viva all'improvviso per te!" nella sua "Mi sei scoppiato dentro al cuore" io non ero ancora nata e sarei nata tanti, tanti anni dopo...forse è per questo che sento molto più mia la ri-edizione del 2011 di Annalisa, giovane promessa della musica italiana arrivata alla ribalta grazie al Talent Show "Amici di Maria de Filippi".
Ho lasciato per ultima questa canzone perchè, lo ammetto, io -come forse tanti della mia generazione- inizialmente non sapevo si trattasse di una cover! Diciamocelo, Modugno non è proprio tra quegli artisti che una quasi 18enne (questi gli anni che avevo quando il singolo venne presentato) ascolta abitualmente...è molto più semplice invece trovarsi tra le mani un CD dei Negramaro! Vi dirò, in questo caso preferisco addirittura la cover all'originale...e voi, qual è la versione di "Meraviglioso" che preferite?
Visto che in casa mia da stamattina non si parla d'altro...ho deciso di coinvolgere i miei lettori (e soprattutto le mie lettrici!) nella piccola disputa ed aprire, perciò, un sondaggio:
Chi preferite, Biagio Antonacci o Luciano Ligabue?
Si due grandi artisti, due voci stupende, centinaia di canzoni meravigliose...ma diciamocelo donne, anche e soprattutto due uomini molto affascinanti!
Tenendo conto di tutti questi aspetti...voi chi preferite?
In questi giorni -come ogni anno di questi periodi- mi sono trovata spesso ad ascoltare canzoni Natalizie mentre decoravo la casa o anche soltanto quando mi prendevo una pausa dallo studio...
Ed ho scoperto -"saltellando" su youtube- un piccolo capolavoro uscito lo scorso inverno: l'album "Christmas" di Michael Bublè.
La calda voce del cantautore di origini italiane è perfetta per la tradizionale "Jingle Bells" ma anche per una versione inedita della hit di Mariah Carey "All I want for Christmas is you" ed interpreta in maniera eccelsa e in chiave "blues" la dolcissima "White Christmas".
Inoltre il CD contiene 2 inediti ed un saluto speciale dello stesso Michael posto a fine del lavoro.
"Christmas" può essere un perfetto pensiero Natalizio (ma anche pre-natalizio) per quelli che -come me- amano la tradizione dei canti e anche questo magnifico interprete!
Cinque anni fa come oggi, usciva "Primo Tempo" uno dei due Greatest Hits che raccolgono l'attività artistica di Luciano Ligabue svolta tra il 1990 e il 2005.
Oltre a contenere i pezzi più celebri che vanno dal 1990 al 1995 ed a raccogliere perciò brani sublimi come "Certe Notti" "Viva!" e "Non è tempo per noi" tanto come tracce audio che come tracce video (Primo tempo infatti, così come "Secondo Tempo" -che cataloga invece il decennio successivo- è un doppio album: CD+DVD) l'album contiene due inediti: "Niente Paura" e "Buonanotte all'Italia", quest'ultima tra le mie canzoni preferite e fonte di ispirazione per il titolo del mio blog.
L'ho sempre vista come una dichiarazione d'amore un po' triste all'Italia, una canzone che può definirsi "impegnata" e che racconta pregi e difetti di un Paese caratterizzato da un passato controverso e difficile ma mai banale. Sempre al centro dell'attenzione la nostra bella nazione se ne sta sdraiata sul mondo, coccolata da una storia che non le lascia prender sonno in pace...bella è l'Italia ma bistrattata e umiliata dalle "flebo" succhiasangue di chi ha tutto il potere nelle sue mani e gioca con il futuro altrui. Un Paese che ha dato i natali a Dante, Leopardi, D'Annunzio, Calvino...padri di una letteratura immortale; un Paese che la politica l'ha sempre insegnata e che si trova oggi dinnanzi ad una classe politica inadeguata, a qualcuno che addirittura vorrebbe dividere il Paese!
Proprio ieri ho riguardato per caso il monologo di Alessandro Siani a Sanremo 2012. Dopo la scorpacciata di battute e risate il comico ha detto una cosa che non dimenticherò mai: "L'Italia per me è come il mare: indivisibile!"
Mi piace immaginare così l'Italia, come quel mare che l'accarezza e la circonda, quel mare che le appartiene ed è parte di Lei...
E riguardiamolo insieme -a distanza di qualche mese- questo monologo simpatico ma che offre, ancora oggi, qualche spunto su cui riflettere! Grande Alessando!
Giornata impegnativa per la musica quest'oggi e soprattutto celebrativa di grandi collaborazioni!
Partiamo da stamattina: alle 10,30 Radio 105, Radio 101, Radio Bruno, Radio Capital, Radio Deejay, Radio Italia, Radio Kiss Kiss, Radio Monte Carlo, RDS, RTL 102.5 e Virgin Radio hanno trasmesso a reti unificate il singolo "A muso duro" proveniente direttamente da Italia Loves Emilia. I 13 artisti che l'avevano eseguita insieme sul palco di Campovolo il 22 settembre a chiusura del concerto (ricordate il mio articolo su quell'evento? Se non lo avete letto cliccate qui!) l'hanno -per l'occasione- registrata in studio in una versione del tutto nuova che prevede, sul finale, anche un cameo della voce dell'autore Pierangelo Bertoli. Il ricavato dalla vendita del singolo e dei 4 CD e 2 DVD, che raccolgono l'intero concerto -la cui uscita è prevista per il 27 novembre- andrà ad aggiungersi ai 3 milioni di euro sino ad ora raccolti in favore delle popolazioni emiliane colpite dal sisma.
Altro appuntamento importante: esce oggi "Per Gaber...io ci sono".
A dieci anni dalla scomparsa dell'eccellente cantautore, 50 artisti reinterpretano le canzoni di Giorgio Gaber in una raccolta senza eguali, disponibile in triplo CD e anche in edizione deluxe con DVD e in digital download. Da Max Pezzali a Patty Smith passando per Gianna Nannini illustri nomi del panorama musicale internazionale ripercorrono tutti i maggiori successi di uno dei grandi maestri della musica italiana!
Entrambi i progetti vedono tra i protagonisti il mio adorato Luciano Ligabue! Tutti sanno quanto Ligabue sia stato presente con il cuore e con i fatti accanto alla sua bella Emilia essendo anche tra i promotori del megaconcerto di Campovolo; la sua partecipazione alla realizzazione del Cd "Italia Loves Emilia" non è perciò una sorpresa.
Altrettanto chiara è sempre stata la sua dedizione di fan a Giorgio Gaber, ecco perchè Ligabue si è dimostrato subito pronto -assieme a molti colleghi- a partecipare a questo progetto/tributo in onore del compianto artista.
La scelta del brano da lui interpretato non è casuale: Ligachannel -il canale digitale interamente dedicato a Luciano Ligabue- ha infatti diffuso questo pomeriggio un video tratto dal backstage della prima edizione del "Festival Teatro Canzone Giorgio Gaber" in cui Luciano spiega i motivi che lo hanno portato a scegliere e ad eseguire sul palco, anche in quell'occasione, proprio questo meraviglioso brano.
Vi invito a guardare il video in questione a questo link:
Il 29 ottobre 1950 nasceva a Crotone, una delle città simbolo della mia bella Calabria, Rino Gaetano! Cantastorie e musico geniale, poeta orgoglioso delle sue origini, Rino è sempre stato una voce fuori dal coro e non solo per il suo timbro particolare e inconfondibile ma anche e soprattutto per il suo modo di porsi con il pubblico e per i suoi testi semplici ma mai banali.
Racconti di gente comune quelli narrati da Rino, racconti di uomini, di giovani, di donne...come la meravigliosa Aida, che ripercorre attraverso la storia di una donna di nome Aida -appunto- le gesta e le peripezie della nostra Italia; o la anticonformista Gianna, che a suo tempo fece scandalo per un testo "poco ortodosso" ma con cui Rino vinse addirittura il festival di Sanremo nel 1978.
Sempre attento ai temi di attualità ed al sociale, Rino Gaetano ha spesso voluto trasmettere un senso di speranza e solidarietà attraverso i suoi testi; un esempio lampante è Ma il cielo è sempre più blu, forse uno dei suoi pezzi più famosi; una ballata allegra ma dal significato profondo...può succedere di tutto, possiamo essere diversi, può cambiare ogni cosa qui sulla terra...ma il cielo là in alto continua a sorriderci nascosto lì dietro al suo blu!
Molte donne gli hanno attraversato la vita, ma il suo grande e costante Amore è sempre stato la sua terra, è anche per questo che ho imparato ad apprezzarlo: Rino ha saputo raccontare il Sud il maniera egregia e in ogni sua sfaccettatura; un Sud difficile da amare per chi non lo conosce ma semplice, semplicissimo da adorare per chi in quei luoghi è nato ed ha vissuto, per chi sa accettarne le gioie e i dolori...proprio come sapeva fare lui!
Non so perchè, ma i miei "A volte ritornano" riguardano tutti -o comunque in gran parte- in un modo o nell'altro il mio adorato Luciano Ligabue! Forse perchè è più semplice scrivere quando si prova qualcosa di forte, è bello poter trasmettere le proprie sensazioni, è facile far scorrere la penna sul foglio quando le emozioni, belle e intense circolano ancora dentro di sè...e Ligabue per me è sempre, ogni volta ed in ogni caso...UN COLPO ALL'ANIMA!
Questo scritto in particolare racconta la cronaca del mio primo concerto...il 15 luglio 2008 ho visto per la prima volta Luciano dal vivo e il 17 luglio -due giorni dopo- ho raccontato sul mio blog (Quello che si creava su msn) tutte le mie emozioni...e ora, le voglio condividere anche su questo mio nuovo spazio virtuale!
Quindici luglio 2008, stadio San Vito di Cosenza, Luciano Ligabue in concerto… io c’ero! E’ un’emozione fortissima, indescrivibile quella che si prova a vedere per la prima volta il tuo cantante preferito dal vivo; non so spiegarlo bene, non saprei paragonarlo a nient’altro; Luciano Ligabue, l’uomo…ma che dico, IL MITO, che mi ha accompagnata nei lunghi pomeriggi invernali, nelle mattinate assolate, nei viaggi in pullman e nelle nottate afose, nel mio I-pod o nel mio stereo, era a circa 100 metri da me…semplicemente un evento unico.
Arrivo allo stadio attorno alle 18,30 e trascino con me anche mia madre piuttosto scocciata… lo so, il concerto inizia alle 21,00 ma per il primo incontro con LUI, l’uomo di Correggio che mi fa emozionare appena accenna una nota, devo avere un posto decente; lo trovo...è perfetto! Il tempo fino alle 21,15 (ora in cui è iniziato il concerto… in fondo un quarto d’ora di tolleranza ci sta!) scorre lentissimo, quelle due ore e mezza che mi separano da Ligabue sembrano non passare mai. Guardo il cellulare per controllare l’ora praticamente ogni 5 minuti; bevo nervosamente e continuamente dalla mia bottiglietta l’acqua che pian piano, inizia a riscaldarsi; scorgo tanti diamantesi (miei compaesani) sul prato e sulle gradinate; conosco altri fan del mitico Liga e con loro inizio a ricordare i titoli più belli, parliamo e ci raccontiamo delle nostre canzoni preferite, di quelle che speriamo canterà.
Finalmente si spengono le luci, il pubblico è già in delirio; 16000 persone lì solo per lui, 16000 persone e perciò 32000 braccia alzate al cielo che ondeggiano sulle note della prima canzone… l’ho riconosciuta subito è Certe notti… sento la sua voce, lo vedo sullo schermo ma lo cerco smarrita sul palco…non riesco a trovarlo; finalmente un faro lo illumina e a dire la verità è mia madre ad indicarmelo; lo guardo e non riesco a trattenere le lacrime, il cuore batte al ritmo di quella canzone che è un po’ la canzone di tutti i fan di Liga. Luciano mi ha giocato un colpo gobbo, Certe notti è la canzone che più di ogni altra riesce ad emozionarmi e il fatto che abbia iniziato proprio con questa mi ha praticamente disarmata! Lo guardo rapita… cammina tra la folla, sfiora le mani di quei fortunatissimi fan che si trovano proprio sotto al palco… quanto li invidio; cosa darei per sfiorare la sua mano e magari incrociare un suo sguardo!
E’ la volta poi de Il centro del mondo, l’ultimo singolo… anche qui il pubblico impazzisce… le urla, le voci che lo accompagnano mentre canta e le immagini che scorrono veloci negli schermi giganti dietro di lui rendono l’atmosfera magica. Tocca poi a Quella che non sei, non è tra le mie canzoni preferite ma comunque sentirla cantare a pochi metri da me la rende unica. Ora la scaletta inizia a sfuggirmi… non ricordo di preciso l’ordine delle canzoni ma si susseguono, intervallati a volte da una “corsetta” che Liga fa sul palco e su una passerella posta a metà campo e a volte da un suo commento per sentire quant’è caldo il pubblico, i suoi più grandi successi passati e recenti: Questa è la mia vita, Tutti vogliono viaggiare in prima, Il giorno dei giorni, Vivo Morto o X, Happy Hour, Le donne lo sanno, Urlando contro il cielo, Tra palco e realtà (queste ultime due eseguite una dopo l’altra e a torso nudo… da panico!), Niente paura, Leggero, Il mio pensiero, I ragazzi sono in giro, Balliamo sul mondo, Ho ancora la forza, Non è tempo per noi (accompagnata da un video in cui scorrevano alcuni articoli della Costituzione Italiana e l’articolo 1001: Il rock deve essere suonato al volume che serve), Ho messo via e Piccola stella senza cielo.
Ad Ho messo via, la canzone che –forse non tutti sanno- è dedicata a suo padre, i fari e le luci attorno al palco erano spenti, ma ad illuminare lo stadio bastavano gli accendini accesi e i cellulari che dondolavano a destra e sinistra. Piccola stella senza cielo invece è stato un momento di vero spettacolo; il più grande tra i 4 megaschermi che circondavano il mio idolo è diventato tutto rosso e un’acrobata vestita di bianco, a non so quanti metri d’altezza, si muoveva come una stella tenuta su “soltanto da un filo”.
Arriviamo alla conclusione, Luciano Ligabue sta per darci la buonanotte e non può che farlo cantando uno dei suoi ultimi successi: Buonanotte all’Italia. Ci dice che è particolarmente legato a questa canzone perché “L’Italia non è di chi la governa ma di chi la vive” e la sua buonanotte è per tutti quelli che l’Italia la vivono, giorno per giorno, nella buona e nella cattiva sorte… Grazie Liga, grazie per tutte le emozioni che mi hai regalato quella sera, grazie perchè, per noi che eravamo con te, Cosenza l’altro ieri è diventata proprio “il centro del mondo”.
Mi piace tanto, quando mi capita di fare una passeggiata la mattina, passare per il mercato qui dietro casa (a Salerno -ndr) e dopo una tappa obbligata nel reparto borse (oggi tra l'altro ne ho comprate due meravigliose...me le merito come regalo per l'esame di ieri!) mi fermo sempre alla bancarella dei cd e dei libri usati, perchè trovo che ci sia qualcosa di davvero poetico nascosto tra le pagine ingiallite e profumate di libri ormai dimenticati e tra le note di quelle canzoni che -nelle loro antiche versioni originali- sono e resteranno sempre inimitabili.
Stamattina ad esempio, facendo un giro tra i ricordi impolverati di qualcuno che ha preferito disfarsene...ho trovato due meraviglie!
Vado verso il banco dei CD e il mio sguardo viene subito catturato da una copertina bianca su cui risalta una scritta rossa, azzurra e gialla...la guardo meglio, mi avvicino e leggo incredula IL MIO NOME E' MAI PIU', non è possibile! E' la versione originale (che mi mancava!!!!) del singolo firmato "Liga, Jova, Pelù", la copertina è un po' rovinata è vero...ma non può non essere mio!
Do un altro sguardo veloce ai CD intorno a me e poi decido di passare al reparto libri, quasi non ci si crede a raccontarlo ma il primo titolo che leggo è qualcosa di molto familiare...non ci faccio quasi caso però, mi sembra del tutto normale...poi ci ripenso e mi ricordo di essere a Salerno, per cui è piuttosto insolito trovarmi tra le mani un libricino piccolo e impolverato su cui c'è scritto "Diamante, guida ai murali" lo sfoglio e mi rendo conto che è una copia della prima ed introvabile guida ai Murales del mio Paese...l'unica guida che sia mai stata ufficialmente scritta in realtà! Il libricino oltre a raccogliere i murales del 1982, è ricco di pubblicità delle attività commerciali della mia bella Diamante, anche di negozietti che ormai non esistono più...e sull'ultima pagina una grafia quasi incomprensibile ha appuntato l'indicazione di una via e la descrizione di un gioiello...forse un regalo da fare ad un'innamorata!
Chi passa per queste bancarelle solitamente lo fa in maniera fugace e con sguardo disinteressato, io invece...trascorrerei delle ore a scavare e a scoprire tesori nascosti e a respirarne la magia! Ogni volta che lo faccio ne rimango piacevolmente stupita, ma mai come oggi...sarà stato il mio giorno fortunato?
Dopo il risultato positivo dell'incontro di ieri ci crediamo (di nuovo) tutti un po' di più!
La canticchiavo proprio oggi pomeriggio e stasera -stanca, con poco tempo e poche energie per scrivere qualcosa su questo blog- mi sembra il caso di pubblicarla!
Vai Barack...siamo con te, ancora una volta: YES, WE CAN!
Potrei dedicare una sezione a tutti i vecchi scritti ed intitolarla "A volte ritornano" perchè ce ne sono tanti ai quali sono affezionata che mi piacerebbe pubblicare qui, nel mio spazietto virtuale! Oggi ad esempio, scorrendo tra vecchie pagine, ho ritrovato questo scritto che risale a qualche giorno prima della Maturità. Gli esami sono ormai trascorsi da più di due anni, ma gli amici -quelli veri- non se ne vanno mai! Ecco perchè oggi ripubblico qui questo testo pensando a tutti voi!
"Lo strano percorso di ognuno di noi che neanche un grande libro o un grande film potrebbero descrivere mai"
E' così che dice la canzone che abbiamo scelto per aprire il video dei ricordi della mitica V G...quante risate, quante lacrime, quanti attimi indimenticabili abbiamo trascorso tra quei banchi di scuola...ed ora non sembra ancora vero ma questo particolare e intenso capitolo della nostra vita sta per finire. Mi piacerebbe scrivere dei ricordi più belli di questi 5 anni, quelli che rimarranno per sempre impressi nella mia mente, ci pensavo proprio oggi pomeriggio...eppure adesso davanti ad un foglio bianco non ce n'è uno in particolare che vorrei mettere in evidenza, forse perchè in fondo nel bene o nel male sono stati tutti egualmente importanti, o forse perchè davvero riguardare indietro è emozionante, pensare che quelle giornate che sembravano interminabili in realtà non torneranno più mi distoglie dal concentrarmi su un singolo momento...
Chissà fra 10 anni "lo strano percorso di ognuno di noi" dove ci avrà condotto, chissà quale sogno staremo inseguendo e quale strada avremo imboccato...chissà se io avrò scritto qualche editoriale su un quotidiano importante; e se Paola dopo essersi laureata in psicologia sarà finalmente diventata una persona seria (ne dubito :P); chissà se Silvia, Alessandro, Valentina, Fabrizia e Irma saranno 5 importanti medici e incontreranno l'odontoiatra Serena qualche volta in qualche convention; chissà quali causa staranno seguendo Ciriaco e Ludovica e Andrea che progetto avrà tra le mani; chissà se Anna e Monica lavoreranno ancora insieme e chissà Michele quale grado avrà nell'arma dei carabinieri; chissà Mavi se per superare il concorso in magistratura si stresserà come fa ora ogni volta che deve aprire un libro e se invece Vincenzo riuscirà a essere tranquillo anche durante le prove del concorso notarile; chissà Paola...dovunque sarà fra 10 anni avrà la consapevolezza che Candida è e resterà comunque il più bel dono della sua vita; e Edoardo? Avrà di certo trovato la sua strada ma adesso risulta difficile dire quale sarà...non ha ancora le idee molto chiare! Non so dove saremo fra 10 anni, auguro a ognuno di voi di essere arrivato dove voleva...e magari anche un po' più in alto; ma spero che ognuno di voi, in fondo al suo cuore riservi per sempre un posticino speciale a quelle persone che l'hanno accompagnato durante gli anni del liceo...spero che ognuno di voi ricordando il V G, ricordando i nostri sorrisi, le nostre feste, le nostre pazzie, le lacrime di quella prof che ci ha visti crescere, le interminabili ore di matematica e le brevissime ore al palasport, gli abbracci, le litigate, le fotocopie delle nostre mani attaccate ai muri o il segno del'inchiostro della penna sul soffitto della nostra classe...non possa far altro che sorridere e sapere che quei ricordi vivranno per sempre! Grazie per questi 5 meravigliosi anni, vi voglio bene! :) Rileggendolo ora, dopo circa due anni, mi rendo conto che qualcuno di noi sta già percorrendo un percorso diverso da quello che credeva di intraprendere inizialmente...l'importante è che -nonostante il tempo e i km che ci separano- nei giorni di vacanza, nelle serate che casualmente ci fanno incontrare, nei viaggetti per ritrovarci tutti a metà strada...siamo riusciti a restare uniti più che mai! Vi voglio tanto bene V G!
Perchè proprio questo titolo per il mio blog? Si, è vero...l'ho accennato nel post di presentazione, il mio è un chiaro ed esplicito riferimento a Ligabue e alla sua musica (che sia una sua fan sfegatata penso sia ormai palese!); ma se ho scelto proprio un verso di Buonanotte all'Italia e se ho scelto proprio QUESTO verso c'è un motivo ben preciso!
Ieri scorrendo su SkyCinema mi sono imbattuta in un film che avevo già visto e che ho riguardato con piacere, Italians, che racconta -suddividendole in due episodi distinti- storie un po' particolari di Italiani all'estero. A colpirmi e a farmi comprendere a pieno il senso di una frase comparsa tra un episodio e l'altro -"La vita è troppo breve per NON essere Italiani"- è stata una delle ultime scene, simpaticissima e toccante allo stesso tempo.
Non sto qui a dilungarmi sul perchè, ma nel corso del secondo episodio il protagonista (Carlo Verdone) si ritrova in un orfanatrofio di San Pietroburgo e sul finale cerca di spiegare ai bambini ospitati nella struttura qualcosa del suo Paese, l'Italia.
Per prima cosa gli spiega che l'Italia è divisa in Nord, Centro e Sud e poi, pian piano, inizia ad imitare -come solo un grande come Verdone sa fare, eclettico e perfetto in ogni situazione- i dialetti più rappresentativi del Bel Paese: parte dal Milanese e arriva al Siciliano passando per il Toscano, il Romano ed il Napoletano.
I bimbi allora, interrogati sui dialetti, si confondono e ridono di gusto sulle differenze di quel Paese, piccolo piccolo, ma così pieno di storia e cultura; sorridono divertiti imparando di quell'Italia bella ed imperfetta, di quella Nazione non tanto lontana che se ne sta "sdraiata sul mondo con un cielo privato".
E' stato bello ed emozionante ricordare a me stessa che in fondo, nonostante tutti i guai che la assediano, nonostante la crisi che sta mettendo tutti in ginocchio, ho la fortuna di essere nata e di abitare in uno dei Paesi più belli e ricchi di storia del mondo; ho la fortuna di vivere e respirare dovunque una pura e illimitata Bellezza!
A cosa servono i navigatori? A non perdersi o magari a ritrovare la strada giusta! Noi italiani forse lo dimentichiamo un po' troppo spesso e rischiamo di perderci in mezzo a tutta questa bellezza e, probabilmente, alcuni di noi -quei potenti che riempiono il Belpaese di sfregi nel cuore- neppure la meriterebbero una meraviglia così!
Non stiamo vivendo uno dei nostri momenti migliori, lo so bene, ma forse quel navigatore che serve per ritrovarci, per tornare ad essere la culla dell'arte, della letteratura, della politica...e perchè no, anche della cucina, sta solo prendendo -momentaneamente- un po' polvere in cantina...ma basterà riprenderlo tra le mani, usarlo e cercare di rimettere le cose a posto!
Risolleviamoci, non buttiamoci giù!
E' strano che sia stato un film a ricordarmelo o il verso di una canzone che oggi pomeriggio ho riascoltato per l'ennesima volta, quasi per caso, dopo tanto tempo...ma non scoraggiamoci, basta guardarci un po' intorno per ricordarci....che è così bello essere italiani!
"Nessun uomo è un'isola, ogni respiro è un uomo" Claudio Baglioni
E' arrivato alla decima edizione il festival Lampedusano ideato da Claudio Baglioni. Nato nel 2003, "O'scià " (acronimo di Odori, Suoni, Colori d'Isole d'Altomare), prevedeva nella sua forma originale una sola serata di musica dal vivo sulla spiaggia della Guitgia, a Lampedusa, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dell'immigrazione e per esprimere anche solidarietà agli abitanti delle isole Pelagie che vivono in prima persona i disagi causati dagli sbarchi clandestini nelle loro terre.
Edizione dopo edizione, la manifestazione è diventata sempre più importante ed è cresciuta tanto da aver ospitato in questi anni oltre 300 musicisti e artisti che hanno dato il loro contributo partecipando a quello che è diventato un incontro e confronto tra culture e soprattutto un evento centrale per la solidarietà.
Oggi infatti "O scià", oltre ad avere una durata di tre serate, risulta essere la più importante rassegna artistico/musicale a sfondo sociale del nostro Paese ed ha meritato infatti l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, il Patrocinio di Senato e Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero Affari Esteri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero della Giustizia, Ministero delle Politiche Giovanili, Ministero Politiche Europee, Ministero dell'Ambiente, Comune di Lampedusa e Linosa e della Regione Siciliana. Ha ricevuto inoltre il saluto e la Benedizione di Sua Santità, Papa Benedetto XVI e ottenuto il sostegno di prestigiose organizzazioni internazionali come l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNCHR) e Amnesty International, oltre al Patrocinio del Vicepresidente della Commissione Europea.
L'edizione di quest'anno risulta essere un'edizione del tutto speciale innanzitutto per il compimento del decimo anno della manifestazione; ma soprattutto per il ruolo, che, visto il momento di crisi in cui versa l'Italia, si è voluto affidare in questi tre giorni alla musica e -testualmente- "alla sua capacità di “ricaricare”, trasmettere energia e voglia di ripartire, un messaggio positivo di rinascita e speranza per il futuro"
Iniziata ieri e oggi alla serata centrale, la manifestazione si concluderà domani sera e vedrà esibirsi sul palco, tra gli altri, anche Luciano Ligabue -alla sua prima partecipazione- che, come gli altri artisti protagonisti di questa edizione (Alessandra Amoroso, Claudio Baglioni, Gigi D'Alessio, Pino Daniele, Pino Insegno, Litfiba, Fiorella Mannoia, Neri Marcorè, Giorgio Panariello, Massimo Ranieri, Giuliano Sangiorgi) non si limiterà ad una breve apparizione, come era stato per gli ospiti degli anni passati, ma terrà un piccolo concerto della durata di 40 minuti.
Per quel che mi riguarda, mi accontenterò (purtroppo!) di guardare la fotogallery e magari qualche video su youtube...per chi potrà essere a Lampedusa invece è assolutamente un appuntamento da non perdere, tenetemi informata!
Continuando a parlare di musica, posto oggi -decisamente in ritardo rispetto agli altri giorni- un mio scritto, già pubblicato altrove, a cui sono molto legata. Risale ad un po' di tempo fa, al 2007, anno in cui ho partecipato con questo testo al "Premio Nazionale Diamante" classificandomi seconda. So che è un po' vecchiotto ma ci tengo a pubblicarlo perchè penso che "Viaggio nel Tempo", è questo il titolo che scelsi di dargli, abbia raccontato e continui tutt'ora a raccontare un pezzetto di me...
Guardo l’opuscolo del concorso, per la mia categoria ci sono due possibilità: racconto breve o riflessioni libere…i racconti non sono mai stati il mio forte, vada per le riflessioni! Riflettere, la musica mi aiuta a riflettere…Seleziono i brani sul mio pc col tasto destro del mouse, poi clicco su “riproduzione casuale”…
Parte la prima canzone, è Ogni volta di Antonello Venditti, la canzone della mia infanzia. Mi rivedo bambina nel salotto di casa mia ad ascoltare e riascoltare questa canzone, con la luce del sole che, soffusa, entra dalle finestre ed illumina la stanza…ogni volta che la riascolto provo sempre le stesse sensazioni: rivedo il rossore della stanza attorno a me, rivedo il tavolo e tutte le foto che sul mobile sono illuminate dagli spiragli di luce.
Il brano finisce, tocca a 50 Special dei Lunapop…qui ero già più grande! Stavolta la mia memoria mi riporta al cortile dell’Eden Bar a 9 anni circa. Nei miei ricordi sono seduta su una vespa 50 bianca, un po’ malconcia. Davanti, al posto di guida, c’è Riccardo, seguo io, subito dopo Federico e infine Valentina; io con 3 dei miei migliori amici. Cantavamo (beh, si fa per dire…) questa canzone da bambini, proprio all’Eden bar…ormai eravamo diventati l’attrazione principale della serata. Era divertente dopo la pausa del piano-bar, a mezzanotte, andare tutti e 4 a prendere la vespa di uno dei bar-man parcheggiata poco lontano, metterla davanti al palco, salirci e partire, beh…solo con la musica e con la fantasia, perché ovviamente la vespa era ferma li; e a guardarci c’erano tutti…rivedo i visi sorridenti dei nostri genitori, i flash di tutte le foto che ci scattavano e risento gli applausi del pubblico divertito da quei quattro ragazzini.
Tocca ad Always di Bon Jovi “I'll be there till the stars don't shine till the heavens burst and the words don't rhyme and I know when I die, you'll be on my mind and I'll love you – Always”…Always, per sempre. Non c’è un solo ricordo legato a questa canzone, l’ho usata come sottofondo al video dell’ultima gita scolastica in Umbria e a Rimini, fatta con la mia classe a Maggio 2007, perché le emozioni e le sensazioni di quei 6 giorni trascorsi insieme credo resteranno dentro me “per sempre”. Le mie compagne di stanza: Maria Vittoria e Paola; la nostra stanza, secondo tutti disordinata, secondo noi “vissuta”; le nottate trascorse a parlare, a scherzare…beh, anche a dormire; i paesini dell’Umbria visti tutti a piedi perché il prof. si era arrabbiato vista la scarsa voglia che la sera prima avevamo di dormire; le cascate del Niagara, attrazione principale di Mirabilandia; Buffy in TV e Paola in trance davanti al televisore; i colori del cielo di Rimini all’alba; il numero sorprendente di febbricitanti in quei sei giorni (io ero tra questi!); le canzoni assurde che l’autista metteva nel pullman; Vincenzo che al mattino mi urlava nelle orecchie per svegliarmi…insomma ricorderò tutto, anche le piccole cose; perché ogni attimo, ogni istante è stato nel bene o nel male unico ed irripetibile. Eccolo qua il quarto brano, questa volta il ricordo è molto recente. Era il 17 agosto 2007, l’anfiteatro dei ruderi di Cirella stracolmo di gente…il concerto di Samuele Bersani! La canzone che mi riporta indietro di 2 mesi e poco più è Giudizi Universali, quella di Bersani che preferisco. Nonostante non sia proprio una sua accanita fan, il concerto è stato uno dei più belli a cui abbia mai assistito. Lui era lì, a pochi, pochissimi metri da me, ed io lo ascoltavo e lo guardavo ammaliata dalla sua voce e dal suo modo di parlare e interagire col pubblico. Oltre a cantare si raccontava e, più che un artista che cerca confronto con il suo pubblico, dava l’impressione di un uomo che tranquillamente conversa con i suoi amici…con più di 1000 amici giunti lì solo per lui. Sorrisi, lacrime, foto e autografi hanno accompagnato Bersani quella sera, e il cielo stellato, complice della magica nottata, rendeva l’atmosfera ancora più speciale.
Eccola qui, speravo che fosse in questo elenco…penso proprio che questa canzone riporti me e altre migliaia di persone alla stessa identica serata; quella del 9 luglio 2006…il 9 luglio 2006 noi italiani diventavamo per la quarta volta CAMPIONI DEL MONDO! La canzone in questione è Seven Nation Army dei White Stripes, il tormentone di quell’estate, il sentito e risentito POPOPOPOPOPOPO… Ricorderò tutto di quella sera: i suoni, i rumori, gli odori, le sensazioni…è stato un susseguirsi di emozioni. Ricordo in particolare i secondi prima dell’ultimo rigore; eravamo tutti davanti al televisore, eravamo tutti lì a guardare fisso i capelli, la maglietta e soprattutto i piedi di quello che sarebbe diventato “l’uomo dei mondiali”, Fabio Grosso… 10, 9 la tensione saliva; 8, 7, 6, le gocce di sudore sul viso del numero 3 dell’Italia brillavano e nei suoi occhi c’erano gli occhi di tutti gli italiani che, inorriditi e speranzosi, fissavano la palla e poi il portiere della Francia per poi tornare sulla palla e ancora sul portiere della Francia; 5,4, “se segna è fatta” ha detto qualcuno”; 3,2,1…GOAL! E subito dopo sfilate, cori, docce con acqua e spumante, abbracci, bandiere su bandiere…un tripudio di tricolore! E’ stata una serata stupenda, soprattutto per me, che la gioia della vittoria dei mondiali, non l’avevo mai vissuta.
Oh no…è iniziato il sesto brano! Lo ascolto e sorrido…con questo faccio un altro tuffo nel passato…1997, ’98 forse. La cameretta di Vale, eravamo proprio piccole! Ballavamo e cantavamo all’impazzata le canzoni delle Spice Girls, quella che mi porta indietro di circa 10 anni è Wannabe, uno dei primi singoli delle “Spice”. Da bambina erano in assoluto il mio gruppo preferito: avevo CD, poster, giornali e addirittura film che le riguardavano, e la mia assurda passione era condivisa dalle mie amiche. Passavamo ore sdraiate sul parquet della stanza di Vale o sulla moquette in camera mia e ascoltavamo e riascoltavamo quelle canzoni, immerse nei nostri desideri di bambine. Riconosco la voce di Avril Lavigne, il brano che segue è My Happy Ending. E’ strano che Avril Lavigne segua le Spice Girls in questa insolita riproduzione di brani. Se è vero che da bambine adoravamo ascoltare quelle 5 ragazze di Liverpool che stavano letteralmente conquistando il mondo, oggi, nei pomeriggi che trascorriamo insieme, siamo spesso accompagnate dalla voce di Avril Lavigne. Genere diverso, tematiche diverse, in realtà anche noi siamo diverse…i pomeriggi che passiamo tutte insieme sembrano sempre troppo brevi, avremmo bisogno di mesi, anni, per fare tutto ciò che desideriamo fare. E Avril è sempre lì con noi, ci accompagna nelle nostre pazze idee, accompagna me, Ilaria, Serena, Irma, Valentina, Paola, Silvia, Maria Vittoria, Ludovica e Fabrizia…con “Complicated” vuole farci capire che non tutto è semplice come sembra, con “Innocence” ci parla di quant’è bello crescere, con “I’m with you” ci ricorda che comunque l’unica cosa che conta è restare unite, e, con “My Happy Ending” ci fa sperare, perché il lieto fine non esiste solo nelle favole. Non c’è un vero ricordo legato alla canzone che è appena iniziata, Certe Notti. “Certe notti”, per quel che mi riguarda, può essere definita la canzone per eccellenza di quel genio della musica che risponde al nome di Luciano Ligabue. Ho iniziato a conoscerlo tardi, un paio d’anni fa, ma da quel momento me ne sono innamorata! Non c’è canzone che non conosca, non c’è titolo che mi sfugga, potrei elencarli tutti, uno ad uno…Ligabue per me non ha segreti! “Certe notti”, come ho già accennato, non mi riporta ad un periodo in particolare, perché è una di quelle canzoni che c’è sempre: c’era quando io ero bambina e, nonostante non mi piacesse molto Ligabue, ricordo di averla ascoltata qualche volta; c’è nei lunghi viaggi in pullman; c’è alla radio poco prima di andare a letto; c’è nei negozi quando entri a cercare qualche felpa; c’è nella macchina di mamma quell’unica volta in cui lo stereo ha deciso di funzionare; c’è alla tv nei concorsi canori; c’è…vuoi o non vuoi “Certe Notti” c’è, è una di quelle canzoni intramontabili che raccontano un pezzetto di vita di ognuno di noi. Perché è capitato a ciascuno di noi in “certe notti” di farci disinfettare, in senso metaforico e non, le ferite da qualche amica; di trovare chiusi i bar e, per festeggiare, accontentarsi di qualsiasi posto; di stare così bene da sperare che quelle notti non finissero mai. Aspetto, questo che sta per iniziare deve essere l’ultimo brano…il mio pc ha questo difetto! Sempre, quando ascolto un elenco, la riproduzione si blocca prima dell’ultima canzone, quasi come in un film quando si aspetta l’ultima e in assoluto più attesa canzone che accompagnerà la scena più importante…E’ iniziata, la riconosco, è Unwritten di Natasha Bedingfield. E’ buffo che l’ultima canzone sia proprio questa; nello scorrere i titoli delle altre canzoni c’era sempre qualcosa di speciale, sapevo dove ricollegarle; anche Certe Notti che di per sé non mi portava ad un unico ricordo, aveva ed ha un ruolo importante nella colonna sonora della mia vita…Unwritten invece, nonostante sia una canzone che adoro, non ha davvero un suo posto nel puzzle dei ricordi, forse perché parla di futuro. Se Ogni volta, 50 Special, Always, Giudizi Universali, Seven Nation Army, Wannabe, My Happy ending e Certe Notti, si ricollegavano a ricordi più o meno recenti e perciò al passato, Unwritten è presente, Unwritten è futuro. Come la stessa canzone dice: “Oggi è il giorno in cui inizia il mio libro…il resto non è ancora scritto!"