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venerdì 21 marzo 2014

La mafia uccide solo d'estate.

L'ho visto un po' di tempo fa al cinema e sono rimasta sbalordita, affascinata, estasiata, commossa...non saprei neppure dirlo. E quindi ho scritto. Ho scritto quello che pensavo, quello che mi aveva colpita, quello che questo film mi aveva lasciato addosso...e la recensione è rimasta per qualche mese in un cassetto. Oggi -nella giornata in ricordo delle vittime innocenti delle mafie- ho deciso di proporla qui, sul mio blog, perchè credo che questo film -piú di ogni altro- andrebbe visto nelle scuole, nei cineforum, nelle piazze; penso che questo lungometraggio possa servire soprattutto alle giovani generazioni per capire quello che è stato e che purtroppo ancora oggi, troppo spesso, è.



“Ma la mafia ucciderà anche noi?”
“Tranquillo…ora siamo d'inverno? La mafia uccide solo d'estate!”

Uscito nelle sale il 28 novembre 2013 e vincitore del premio del pubblico come miglior film al Torino Film Festival, La mafia uccide solo d’estate di Pierfrancesco Diliberto –in arte Pif- risulta essere una delle rivelazioni cinematografiche del made in Italy; lo stesso Pietro Grasso, presidente del Senato, lo ha definito  “La miglior opera cinematografica sul tema mafia che abbia mai visto.”

Ambientato tra gli anni 80 e il 1992, il film vede come protagonista Arturo: palermitano, con il sogno di diventare giornalista, che vive nel mito del Presidente del Consiglio Giulio Andreotti e che si chiede –di tanto in tanto- che cosa sia la mafia. Intorno a lui sparatorie, avvertimenti ed omicidi, ma a Palermo la risposta –quando c’è un morto ammazzato- è sempre la stessa: “è colpa delle femmine”. E’ per questo che quando Arturo si innamora della piccola Flora -sua compagna di classe che gli rimarrà nel cuore per tutta la vita- pensa di essere in pericolo; ma grazie ad una spiccata curiosità e all’incontro con Francesco, giornalista d’assalto relegato alle cronache sportive, il giovane riuscirà ad aprire gli occhi.

Il film mostra la silenziosa e quotidiana convivenza dei palermitani con Cosanostra, “la mafia è come i cani, se non le dai fastidio non ti tocca” si sente ripetere Arturo, ma intanto davanti ai suoi occhi scorre il sangue di Rocco Chinnici, di Boris Giuliano, di Carlo Alberto Dalla Chiesa. Ai funerali del generale –che grazie ad un premio scolastico Arturo aveva intervistato - il bimbo arriva distrutto, corre in prima fila e cerca Andreotti. Non lo trova, il Presidente ai funerali preferiva i battesimi. Il tempo passa ma Palermo continua a mietere morti e per le sue vie si sente forte l’odore di tritolo, esplodono le auto di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino.

Pierfrancesco Diliberto racconta in questo piccolo capolavoro gli anni più bui e tristi della storia italiana con estrema delicatezza, attraverso gli occhi di un bambino e alternando, come solo lui sa fare, ironia a scene di cruda e atroce realtà. Meravigliosi sono i dialoghi tra Arturo e Francesco, in cui un magistrale Claudio Gioè (Francesco) si abbandona ad un elogio alla verità, all’autenticità, ad un vero e proprio omaggio al giornalismo pulito e al diritto alla cronaca; e struggenti sono i flash back della piazza gremita di gente ai funerali di Borsellino, che mostrano una città che piange i suoi morti e grida il suo dolore sentenziando “Fuori la mafia dallo Stato!”.

Pif colpisce mostrando tutti i più celebri omicidi a stampo mafioso; più di un libro di storia, più di un racconto, più di una foto d’epoca, il film obbliga a vederlì lì, uno dopo l’altro, terribilmente vicini e paurosamente reali. Si arriva all’ultima scena commossi e un pensiero scatta nelle menti degli spettatori, forse soprattutto di quei giovani che gli anni di piombo non li hanno vissuti: perché nessuno ha fatto nulla? Chi sapeva e non ha fermato quest’ingiustizia?

La mafia uccide solo d’estate risulta essere -alla fine- soprattutto un film di cuore, è l’amore che muove tutto: l’amore di Arturo per Flora è la ragione più profonda di ogni scelta e gesto del protagonista; l’amore per la giustizia spinge giudici, poliziotti, civili a rischiare e in alcuni casi a sacrificare la propria vita; l’amore per la verità accompagna Francesco nel suo mestiere di giornalista. Ma questo film è, più di ogni altra cosa, una grande testimonianza di amore incondizionato che Pierfrancesco Diliberto regala alla sua terra e alla sua città, Palermo, che vede lapidi in memoria di eroi dei nostri giorni ad ogni angolo delle sue strade.

martedì 2 aprile 2013

Questa sera che non hai da fare...

"Noi esseri umani siamo la somma di tutti 
i momenti che abbiamo vissuto, 
di tutte le persone che abbiamo conosciuto..."
(La Memoria del Cuore)


Queste vacanze Pasquali sono passate così: tra un dolcetto, una pizza in compagnia, la solita pasquetta tutti insieme e qualche film...in particolare proprio domenica pomeriggio, il giorno di Pasqua, ne ho visto uno che aspettavo di poter guardare da tanto tempo: "La memoria del cuore" diretto da Michael Sucsy con protagonisti Channing Tatum e Rachel McAdams. 

E' la storia di Leo e Paige, due novelli sposi che vedono la loro vita cambiare quando lei -reduce da un brutto incidente- si risveglia dal coma e non ricorda nulla degli ultimi anni della sua vita, del suo lavoro...e del suo matrimonio! Non ricorda il primo incontro, il primo bacio, la cerimonia nuziale fugacemente e clandestinamente celebrata nelle sale di un museo; non riesce più a far ritornare alla mente le sensazioni e le emozioni che quel'uomo le ha trasmesso...Leo è completamente cancellato dalla sua memoria!



Proprio come in "Se mi lasci ti cancello" (titolo italiano -molto contestato per la traduzione- di "Eternal Sunshine of the Spotless Mind", film di  Michel Gondry, con Jim Carrey e Kate Winslet). In questa pellicola però la scelta di cancellare i ricordi di una storia finita è volontaria da parte di entrambi i protagonisti che -per non soffrire più- si sottopongono all'immaginario programma di cancellazione della memoria dell'azienda "Lacuna Inc". La procedura alla quale i due si sottopongono prevede di addormentare il paziente per effettuare la rimossione di alcuni ricordi. Clementine e Joel (questi i loro nomi) riusciranno nell'intento, ma durante il processo di cancellazione si troveranno a rincorrersi negli angoli più nascosti delle loro menti, ad inseguire il ricordo di un amore che forse fa star male ma è ancora reale e vivo e finiranno per ritrovarsi anche nella vita vera, una volta svegli.

Che i  ricordi siano parte integrante di una storia ce lo dimostra anche Rory Gilmore (Alexis Bledel) -protagonista di Una Mamma Per Amica- che dopo la rottura con il suo primo ragazzo raccoglie ogni oggetto della casa che in qualche modo la riconduce a lui nella"Scatola di Dean" (questo il nome del giovane)...noi forse non abbiamo più scatoloni e soffitte, preferiamo conservare foto, messaggini e mail -di cui amiamo fare gli "screen"- in qualche cartella nascosta nei meandri del nostro pc, però -se ne abbiamo voglia- una sera ci basta cliccare sull'icona giusta per far scorrere ancora lo sguardo sulle parole scritte, sulle battute che rilette magari ancora ci fanno sorridere; ci basta riguardare le facce felici e divertite di una foto per risentire ancora i profumi e le emozioni accantonate e messe da parte.

Ed è questo che Leo cerca di fare ad un tratto : l'uomo cerca di far rivivere a Paige tutte le tappe della loro storia...in una notte!

Il vedere la coppia ripercorrere insieme in una sola serata tutte le loro avventure ed abitudini è stata decisamente la parte del film che ho preferito. Dal ritornare al parcheggio dove si sono incontrati per la prima volta, passando per il "gioco dei cioccolatini", fino ad arrivare al bagno al lago in un freddissimo Aprile...semplici gesti di complicità che solo due innamorati possono riconoscere. Paige non riesce a ricordare, ma in lei in fondo nulla è cambiato...se hai adorato un libro una volta, le  suggerisce il marito, se quello era il tuo libro preferito, vorresti sempre rileggerlo per la prima volta per riuscire a riprovare le stesse sensazioni di un tempo...e Leo in fondo è e sempre sarà come il libro preferito di Paige, le è stata solo offerta l'opportunità di leggerlo come se no lo avesse mai fatto ed innamorarsene ancora...ed è quello che accadrà!

Il film comunque -devo ammetterlo- non è stato proprio all'altezza delle aspettative, anche se sul lieto fine ho ceduto…io queste romanticherie le adoro! 
Tra l'altro mia opinione è cambiata e l'ho apprezzato un po' di più nel momento in cui ho scoperto che questa pellicola era stata tratta da una storia vera: quella di  Kim e Krickitt Carpenter, che il 24 novembre 1993, a pochi mesi dalle loro nozze, furono vittime di un incidente stradale che cambiò le loro vite. Kim non ha mai riacquistato la memoria ma lei e Krickitt hanno ricostruito la loro famiglia e suggellato il loro amore mettendo al mondo due bambini.

Sapere che non si tratta solo di una storia strappalacrime da film mi ha fatto pensare che allora è davvero così...l’amore vero supera le difficoltà, forse perchè il destino ci mette sulla strada la persona giusta e potremmo anche perdere la memoria e “rinascere” centinaia di volte, ma se la rincontrassimo sarebbe sempre lei la prescelta; o magari semplicemente non si tratta di percorsi già scritti ma è una nostra decisione, la nostra strada la scegliamo noi e seppure ci viene offerta la possibilità di ricominciarla daccapo, finiamo sempre per compiere sempre gli stessi passi.

Non so se sia il fato o la volontà...so però che forse è vero: nulla può separarti dall'amore vero che altro non è -per citare la McAdams in un altro film di successo ("Due single a nozze" - ndr) che - "la tua anima riconosce il suo contrappunto in un'altra".



sabato 30 marzo 2013

Benvenuto Presidente!

No, il titolo non si riferisce ad un augurio al il nuovo Presidente della Repubblica dopo le dimissioni di Napolitano, perchè - come tutti sappiamo- qualcuno le aspettava ma non ci sono state; ovviamente non è neppure una felice esclamazione riferita al nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri...perchè anche il quel caso, lo sappiamo tutti, siamo ancora senza Governo! (o meglio, ahinoi, con il Governo Monti in prorogatio!)

"Benvenuto Presidente!" è il titolo di un film visto qualche sera fa nel "mio" cinema, a Diamante, assieme ad alcuni amici. Un film simpatico, divertente che lascia molti spunti di riflessione...quasi profetico oserei dire.


E' la storia di Giuseppe Garibaldi, per gli amici Peppino, un pescatore 50enne che -per uno scherzo del destino- (e anche dei suoi genitori che gli hanno dato questo nome affiancato ad un cognome del genere!) si trova ad essere Presidente della Repubblica.

Lo scenario è talmente paradossale e comico...da sembrare reale!

Nelle aule parlamentari c'è chi dice che l'Europa chiede sacrifici mentre la gente vuole facce nuove; ci sono i vecchi volponi della politica che si dividono la torta del Paese e prendono accordi pur facendo parte di differenti fazioni; c'è chi offre escort, posti di lavoro e cifre da capogiro al nuovo Presidente purchè si dimetta...e poi -distante da tutti, al Quirinale- c'è lui, semplicemente Peppino.

Un puro, ma di quelli veri; così benpensante e di buon cuore da essere pronto a regalare denaro ai disoccupati e ad accogliere i senza tetto al Quirinale; così onesto da cenare in un ristorante in incognita e da  rifiutarsi -in maniera categorica- di raccomandare suo figlio. Il politico che tutti vorremmo insomma.

Eh si...l'amaro in bocca resta proprio quando si parla di un auspicio e non della realtà, quando ad esempio una comparsa del film guarda il Presidente risolvere con semplicità i problemi del Paese, quelli che gli altri non vogliono eliminare perchè "Senza sprechi come le mantieni le clientele?", ed esclama incredula: "Ma sicuri che è un politico quello lì?".

Il ritratto preciso di un'Italia amareggiata, distrutta, disillusa; un Paese che vede nei suoi rappresentanti dei nemici, prende forma perfettamente in questa commedia di Riccardo Milani. E per chi pensa che la novità, la "faccia pulita", sia la vera soluzione...arriva forte e chiara la morale finale.

In democrazia la forma è il contenuto si dice nel film, bisogna conoscere alcune procedure, alcuni protocolli; bisogna avere rispetto per l'Istituzione, per ciò che essa rappresenta e per questo è necessario mantenere un comportamento consono se se ne fa parte. E Peppino capisce, giorno dopo giorno, che non ci si può improvvisare politici...bisogna studiare, sgobbare, conoscere; magari rimodernare un bel "Protocollo on the Road" ma comunque sapere quanto c'è da sapere.

Quando si parla di professionisti in ogni campo lo si fa utilizzando questo termine come un complimento e dovrebbe essere così anche in politica. Lo ha ricordato giorni fa a Che tempo che fa il nostro ottimo Presidente della Camera, Laura Boldrini, "Non siamo tutti uguali" -ha detto- "chi ha fatto politica mettendosi al servizio degli altri merita rispetto." Chi ha dedicato una vita alla Cosa pubblica, aggiungerei, chi ha fatto della politica il proprio mestiere e non un mezzo per soddisfare i tornaconti personali, non può e non deve essere sbeffeggiato ed offeso come capita ultimamente.

Guardando questa pellicola non ho potuto fare a meno di pensare ai Grillini, a chi ha parlato di aprire il Parlamento come una scatoletta e non ha ancora presentato neppure un disegno di legge; a chi voleva portare una ventata d'aria buona e pulita e invece non ha fatto altro che perpetuare -con prese di posizione ed ostruzionismo- l'immobilismo in cui versa la nostra bella Patria.

E' il Presidente Garibaldi (interpretato dall'eclettico Claudio Bisio) al momento delle sue dimissioni, quando si rende conto di essere inadeguato -anche perchè ha preferito, dall'alto della sua carica, proteggere e "coprire" alcune delle persone che ama e che in passato avevano sbagliato, piuttosto che fare ciò che è giusto- a dirlo: Chi di noi in realtà non dovrebbe "dimettersi"? Chi è che non ha mai saltato una lunga lista d'attesa per un esame in clinica magari perchè conosceva il Primario? Quanti -almeno una volta- non si sono fatti fare uno scontrino? Chi è che ha rifiutato -se poteva- la raccomandazione ad un esame o per un posto di lavoro? Quale membro delle istituzioni (e ce lo dice la cronaca) -anche se Grillino- non usa le auto blu?

Chi lo sa, forse tutti se ne avessimo l'opportunità saremmo un po' "Casta", forse una volta raggiunta la poltrona, il potere e la grandezza...diventa difficoltoso per chiunque trattenersi, anche per il più puro e umile dei pescatori...

In tutti questi difetti si può riconoscere un'Italia unita, un solo Paese...ancora una volta grazie al discorso e "alle gesta" di un uomo che si chiama Giuseppe Garibaldi!

mercoledì 13 febbraio 2013

Romanticismo epistolare...

Ieri era Carnevale, domani San Valentino...e oggi? Oggi è un giorno qualunque: una giornata uggiosa e un po' fredda di febbraio, perfetta per raccontare di romanticismo vero...quello di chi si ama tutti i giorni e non solo a San Valentino.

Non fraintendetemi, i cioccolatini e i fiori ricevuti nel giorno della festa degli innamorati possono anche far piacere, ma non è da quello che si misura la stabilità e la sincerità di una coppia...e poi un gesto inaspettato in un giorno come tanti è decisamente da apprezzare di più, non credete anche voi?


Ma il punto è un altro...

E' da un po' di tempo che sono diventata fatalista o, forse, mi piace esserlo...non dico di credere nell'anima gemella ma sono convinta che a volte ci sono strade destinate ad incrociarsi! Quando i sorrisi si intrecciano, gli sguardi si sfiorano ed i pensieri si somigliano un incontro non può essere solo frutto delle coincidenze.
Questi potrebbero sembrare, ai più, degli sciocchi pensieri di una ventunenne in preda alla sessione  d'esame invernale...vi dirò, ogni tanto smetto di crederci io stessa, ma poi il caso -e se vogliamo essere davvero fatalisti non solo quello- mi fa accendere la tv o leggere il giornale al momento giusto...et voilà, ricomincio a cedere al mio essere romantica!

Circa una settimana fa ho rivisto in Tv "Letters to Juliet", una di quelle solite commedie americane che tanto mi appassionano! La trama è bella sul serio: la storia di Sophie -la protagonista giunta a Verona dagli States per accompagnare il suo ragazzo in un viaggio di affari- si incrocia con quella di Claire, una turista inglese che -come tante prima e dopo di lei- ha scritto una lettera a Giulietta per interrogarla sul futuro del suo amore con Lorenzo...la distanza, le famiglie contrarie, tanti sono gli ostacoli che i due amanti devono affrontare e Claire alla fine desiste e -a malincuore- abbandona il suo Amore italiano. La lettera in questione però,  proprio grazie a Sophie, riceverà risposta...molti anni dopo; quando Claire è ormai una vedova di mezza età accompagnata da un giovane ed aitante nipote e pronta a rimettersi in gioco e a cercare il suo primo amore, perchè -seppure gli anni sono trascorsi- sa che stare insieme a Lorenzo è scritto nel suo destino!

Una storia da film, insolita, per nulla veritiera direte...e di Anna Foglietta invece che ne pensate? L'attrice di Nessuno mi può giudicare, Colpi di Fulmine e Mai Stati Uniti è in attesa ora del secondo bambino e il marito, nonchè padre dei suoi figli, è Paolo Sopranzetti, suo compagno di scuola e fidanzatino al liceo, ritrovato dopo 16 anni non grazie ad una lettera ma per merito di un moderno mezzo di comunicazione...Facebook! I due sono sposati dal 2010 ed innamoratissimi, lei giura addirittura di preferirlo anche a Raul Bova, Alessandro Gassman e George Clooney...se non è destino (e AMORE) questo!

Il premio per la notizia romantica dell'anno (o almeno dei primi due mesi dell'anno) però, per quel che mi riguarda, spetta di diritto a Domenico e Franca...anche loro innamorati e legati da una lettera; quella che lui -probabilmente restauratore- ha scritto negli anni '50 ed ha nascosto tra le pietre del Colosseo e che è stata ritrovata poche settimane fa dopo molti, molti anni...proprio come nel film appena citato!

Un'opera immensa ed imperitura posta a sigillo di un grande Amore...che meraviglia!

"Tu ricordi della venuta a Roma
 il desiderio che non mi ha abbandonato
che Franca mi ami quanto io amo lei.
Domenico e Franca per tutta la vita
ti amo ti amo ti amo più di me stesso”

mercoledì 16 gennaio 2013

Non solo su FOXLife...

E' un po' di tempo che -tra gli sfottò, le lamentele e le critiche divertite di mia Madre e di molte persone che mi conoscono- mi capita di guardare qualche puntata di "Uomini e donne"...su adesso, tutti pronti a giudicare; come se guardare un programma trash rendesse una persona meno intelligente! Perchè lo faccio? Beh, oltre agli strafalcioni delle corteggiatrici che già da soli basterebbero a giustificare questa mia scelta, devo ammettere che sono una ventunenne innamorata dell'amore anch'io! Guardare in TV una coppia diciamo "reale" in cui lui organizza per lei appuntamento da sogno in parchi giochi, terme o ville settecentesche -ogni tanto- scalda il cuore anche a me! 

Di chi è la colpa di tutto questo? Ma dei film e telefilm americani che seguo ormai da un decennio!

La colpa è di Mister Big che nell'ultimo episodio di Sex and the City vola dagli Stati Uniti fino a Parigi solo per dire alla sua bella "Carrie, è te che voglio!"; è di Logan che, in Una Mamma per Amica, si inventa una pioggia di meteoriti pur di far salire Rory sul terrazzo del suo palazzo e lì, a sorpresa, si fa inaspettatamente trovare ad aspettarla di ritorno da un lungo viaggio di lavoro; è di Dawson's Creek, di Joey, Pacey e della notte che trascorrono all'interno di un Supermercato; è di Tom Scavo -il marito perfetto di Desperate Housewives- che nell'ultima puntata, ci tiene a far sapere a Lynette che comunque vadano le cose lei è e sarà sempre il grande amore della sua vita.

Insomma, la colpa è di FoxLife,  il canale che mi ha fatto scoprire e seguire tutte queste serie televisive che cercano di convincere le donne di ogni età che il romanticismo vero esista ancora...ma in fondo lo sappiamo tutte che è solo roba da film!



Poi, nel bel mezzo di un cinico e freddo pomeriggio di inverno, può capitare di leggere la storia di Giorgio e ricominciare a credere che forse non è detta l'ultima parola!

Giorgio è un ragazzo napoletano che circa un mese fa, trovandosi a Milano, si è imbattuto in una ragazza che -dandogli una semplice indicazione per la strada- gli ha rubato il cuore. Pochi istanti, tanti sguardi e uno scambio veloce di parole, neppure il tempo per chiederle il nome o il numero di telefono...quei pochi momenti però, sono bastati a Giorgio per cadere nel classico colpo di fulmine.

Per ritrovare la ragazza del fugace incontro il giovane partenopeo si è affidato a Twitter, è nato l'hashtag #ladonnadigiorgio e ora il web è tutto dalla sua parte! Questo il suo messaggio:

"Ti ho incontrato sul cavalcavia Bussa a Milano circa un mese fa. Mi hai dato indicazioni per trovare la metropolitana di Garibaldi. Eri in bicicletta, avevi un berretto in testa. Mi hai salutato dicendomi "se ti perdi fammi un fischio". Ragazza di Isola, ti sto cercando..."

Sembra proprio l'inizio di una perfetta storia d'amore Hollywoodiana! Giorgio, io tifo per te...tienici informate e facci sognare! Chissà, il lieto fine forse non esiste solo nei film!

lunedì 19 novembre 2012

Al valore di ogni singolo giorno...

Il film di ieri è stato davvero simpatico...oltre alla giusta dose di romanticismo, alle lucine, ai biscotti, ai caminetti accesi e a tutti gli altri addobbi natalizi che mi fanno impazzire, il film è risultato piacevole soprattutto per il suo significato intrinseco.

La protagonista si trovava a rivivere per ben 12 volte la vigilia di Natale ed ogni volta era costretta a ripercorrere le stesse 24 ore perchè qualcosa non andava al suo posto....un suo comportamento o un imprevisto inaspettato modificava lo scorrere preciso degli eventi e la mezzanotte non poteva scoccare senza cercare di riportare le cose sulle retta via.

Ogni giorno, ogni vigilia di Natale, ha rappresentato una conquista per la protagonista: in un'occasione è riuscita finalmente a legare con la vicina di casa da sempre ignorata e con lei ha scoperto il piacere di cucinare, la volta seguente ha stretto amicizia con una giovane coetanea incontrata per la strada, in un'altra "vigilia" è riuscita ad aiutare un giovane allontanatosi da una casa-famiglia a ritornare sui suoi passi e in un altro 24 dicembre ha ricucito il rapporto con la sua matrigna e ha accettato l'amore tra lei e suo padre...

Ma soprattutto, in dodici lunghi giorni, ha imparato a conoscere l'amore; paradossalmente ripercorrendo più volte un giorno ormai andato ha imparato a lasciare andare il passato per vivere il presente...



E a voi? Piacerebbe poter rivivere lo stesso giorno più volte? Vi piacerebbe poter modificare una giornata no, magari non commettendo anche un piccolo sbaglio che ha irrimediabilmente rovinato tutto il dì?

La vita reale è diversa; gli errori si commettono e se ne pagano le conseguenze, non c'è una bacchetta magica...non si può tornare indietro! Si può però cercare di rimediare e si può andare avanti con nuove consapevolezze che derivano proprio da quegli errori, imparare a non commetterli ancora...e la bellezza della vita vera è proprio questa, l'unicità e la grandezza di ogni singolo giorno!

Certo però che se mi capitasse di svegliarmi, capire che quella giornata l'ho già vissuta e sapere magari che l'indomani la rivivrò ancora...di sicuro sperpererei un sacco di soldi in vestiti griffati! 

Peccato poi, non ritrovarli il giorno seguente nell'armadio!

mercoledì 31 ottobre 2012

Viva l'Italia!

Entusiasta...è questo l'aggettivo adatto per descrivermi...ieri sera all'uscita del cinema lo ero davvero!

Una piacevole serata trascorsa con un gruppo di amici a vedere "Viva l'Italia", il film di Massimiliano Bruno con Raul Bova, Alessandro Gassman, Ambra Angiolini,  Rocco Papaleo e lo strabiliante Michele Placido.

Ritratto perfetto di un'Italia malata, il Paese delle fiction alla tv che dividono le famiglie ed eliminano il dialogo a tavola, il Paese delle escort, delle attricette, dei raccomandati, dei potenti che litigano nei programmi televisivi ma dietro le quinte si dividono la torta del potere, del primario dell'ospedale pubblico che dirotta i pazienti nella sua clinica privata, delle risse tra manifestanti e poliziotti...il Paese in cui la verità, per un politico, diventa una malattia!



Una storia al limite del paradossale quella dell'onorevole Spagnolo, costretto da un'improvvisa malattia, a non riuscire a dire altro che la verità...questo "difetto", che all'inizio sembra un danno irrimediabile, gli permetterà di riaprire un dialogo e ricostruire un rapporto del tutto sincero con i suoi tre figli: un medico anticonformista, un'attrice di soap opera e il direttore del personale di un'azienda alimentare che distribuisce spazzatura in tutte le mense d'Italia e sfrutta il lavoro dei suoi impiegati.

Il racconto di un Paese che va a rotoli scorre parallelamente a quello dei protagonisti che pian piano riusciranno a rimettere insieme i cocci di una famiglia che sembrava ormai distrutta e a migliorare prima di tutto loro stessi. Dovendo fare i conti con la verità e con il "mancato aiuto di papà" i tre giovani intraprenderanno un viaggio interiore che li porterà a riscoprire il loro rapporto e a circondarsi solo dell'affetto di persone vere; dovranno rimboccarsi le maniche ed arriveranno a capire che è molto più grande la soddisfazione se gli obiettivi si raggiungono con le proprie forze.

Tutto il film è accompagnato inoltre da colonna sonora strepitosa, generi diversi che si sposano però in maniera eccellente...si va da Mino Reitano e Mannarino!

Punta di diamante dell'intera commedia è il discorso finale del politico che sostiene che alla Costituzione italiana manchi un articolo, l'articolo 140: "Tutti i cittadini hanno diritto a sapere la verità."

Che, nell'Italia di oggi, il Paese della bugia dove la verità è una malattia, sia arrivato il momento di aggiungerlo davvero?

domenica 28 ottobre 2012

Ma che forma hanno le nuvole?

Forse penserete che in questi che "son stati giorni di tempesta e vento" -come direbbe il mio Luciano- sarebbe più che lecito chiederselo: che forma hanno le nuvole? 

In realtà la mia riflessione parte da un'alto presupposto: ieri guardando QPGA (Questo piccolo Grande Amore, il film che basato sulle canzoni di Claudio Baglioni racconta l'amore adolescenziale di Giulia e Andrea) una scena mi ha particolarmente colpita. Un gruppo di quattro amici, tanti sogni nel cassetto e poche speranze di realizzarli in una Roma di periferia degli anni '70 che lascia poco spazio ai voli della fantasia e chiede ai suoi figli di crescere in fretta e magari cercare un lavoro che li sostenga; quattro giovani e le loro aspettative sul futuro si ritrovano insieme a guardare il cielo e a vedere nelle nuvole immagini diverse. C'è chi scorge un'automobile sportiva ultimo modello per scappare lontano, chi ci vede un aereo per volare per la prima volta, chi intravede un treno porto ad aspettarlo per raggiungere i proprio sogni e chi infine -preso dal suo amore giovanile- riconosce una faccia, una faccia pulita!


Rivedendo questa scena mi sono resa conto che in fondo le nuvole una forma vera non ce l'hanno e che nessuna di quelle che noi gli attribuiamo è sbagliata! Sono i nostri occhi a riconoscere tra i disegni del cielo ciò che abbiamo bisogno di vedere, sono i nostri desideri più profondi a prendere forma e a farci sorridere!

E' la capacità che le nuvole hanno di adattarsi al nostro sguardo a renderle speciali e magiche, a farle diventare il mezzo per vedere -anche solo per un attimo- il nostro sogno diventare realtà! 


sabato 29 settembre 2012

Essere italiani...

Perchè proprio questo titolo per il mio blog? Si, è vero...l'ho accennato nel post di presentazione, il mio è un chiaro ed esplicito riferimento a Ligabue e alla sua musica (che sia una sua fan sfegatata penso sia ormai palese!); ma se ho scelto proprio un verso di Buonanotte all'Italia e se ho scelto proprio QUESTO verso c'è un motivo ben preciso!

Ieri scorrendo su SkyCinema mi sono imbattuta in un film che avevo già visto e che ho riguardato con piacere, Italians, che racconta -suddividendole in due episodi distinti- storie un po' particolari di Italiani all'estero. A colpirmi e a farmi comprendere a pieno il senso di una frase comparsa tra un episodio e l'altro -"La vita è troppo breve per NON essere Italiani"- è stata una delle ultime scene, simpaticissima e toccante allo stesso tempo. 

Non sto qui a dilungarmi sul perchè, ma nel corso del secondo episodio il protagonista (Carlo Verdone) si ritrova in un orfanatrofio di San Pietroburgo e sul finale cerca di spiegare ai bambini ospitati nella struttura qualcosa del suo Paese, l'Italia. 

Per prima cosa gli spiega che l'Italia è divisa in Nord, Centro e Sud e poi, pian piano, inizia ad imitare -come solo un grande come Verdone sa fare, eclettico e perfetto in ogni situazione- i dialetti più rappresentativi del Bel Paese: parte dal Milanese e arriva al Siciliano passando per il Toscano, il Romano ed il Napoletano. 

I bimbi allora, interrogati sui dialetti, si confondono e ridono di gusto sulle differenze di quel Paese, piccolo piccolo, ma così pieno di storia e cultura; sorridono divertiti imparando di quell'Italia bella ed imperfetta, di quella Nazione non tanto lontana che se ne sta "sdraiata sul mondo con un cielo privato".


E' stato bello ed emozionante ricordare a me stessa che in fondo, nonostante tutti i guai che la assediano, nonostante la crisi che sta mettendo tutti in ginocchio, ho la fortuna di essere nata e di abitare in uno dei Paesi più belli e ricchi di storia del mondo; ho la fortuna di vivere e respirare dovunque una pura e illimitata Bellezza! 

A cosa servono i navigatori? A non perdersi o magari a ritrovare la strada giusta! Noi italiani forse lo dimentichiamo un po' troppo spesso e rischiamo di perderci in mezzo a tutta questa bellezza e, probabilmente, alcuni di noi -quei potenti che riempiono il Belpaese di sfregi nel cuore- neppure la meriterebbero una meraviglia così!
Non stiamo vivendo uno dei nostri momenti migliori, lo so bene, ma forse quel navigatore che serve per ritrovarci, per tornare ad essere la culla dell'arte, della letteratura, della politica...e perchè no, anche della cucina, sta solo prendendo -momentaneamente- un po' polvere in cantina...ma basterà riprenderlo tra le mani, usarlo e cercare di rimettere le cose a posto!

Risolleviamoci, non buttiamoci giù!

E' strano che sia stato un film a ricordarmelo o il verso di una canzone che oggi pomeriggio ho riascoltato per l'ennesima volta, quasi per caso, dopo tanto tempo...ma non scoraggiamoci, basta guardarci un po' intorno per ricordarci....che è così bello essere italiani!