Visualizzazione post con etichetta Viaggio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Viaggio. Mostra tutti i post

mercoledì 25 giugno 2014

Francesco in Calabria: «Vengo per chiedere scusa» - IlNadìr.net

"E’ arrivato nella mattinata di ieri intorno alle 11, discreto come sempre nel suo semplice abito immacolato, è sceso dall’elicottero bianco con il solito sorriso stampato sul volto che ha fatto si che tutti lo amassero già dalla sera della sua elezione, il 13 marzo dello scorso anno, e ha iniziato la sua visita: Papa Francesco è in Calabria.

Saranno giorni intensi, pieni, ricchi di speranza e preghiera quelli che il Pontefice trascorrerà nella martoriata regione del sud Italia, e lo saranno per lui e per tutto il popolo calabrese. Una terra difficile, la periferia di una Nazione in crisi che vive oggi la disoccupazione e la povertà come un fardello presente e pesantissimo; una regione che sente sulle spalle tutti i lati negativi dell’essere “meridione”, premiata dalla natura che la rende meravigliosa agli occhi del mondo ma punita, forse, dalla malapolitica, che quelle bellezze le ha sempre sfruttate in maniera distorta e sbagliata. Una regione fatta di contraddizioni e anomalie, di precarietà, di modernità e tradizione; una terra che sa di semplicità e di mare, abitata da uomini e donne che sono ormai abituati alle difficoltà e che sanno rimboccarsi le maniche e ripartire, ogni giorno. [...]"




Continua a leggere su IlNadir.net cliccando qui.

domenica 13 aprile 2014

Scelta Europea: si parte!

Di ritorno da una delle mie ormai consuete trasferte politiche...come al solito tanti bei progetti per questa nuova avventura, Scelta Europea, e l'entusiasmo contagioso dei ragazzi che con me condivideranno questo nuovo percorso e che ieri ho conosciuto dal vivo dopo mesi di contatti virtuali (viva i social network!!!!!), mi ha fatto pensare che la strada è quella giusta. Ho fatto una delle mie tappe in libreria ed ho comprato il nuovo libro di Beppe Severgnini, "La vita è un viaggio" che mi accompagnerà questo pomeriggio nei km in treno, "luogo" dove ormai spesso passo i miei week-end. 



L'editorialista del Corriere della Sera lo scrive molto chiaramente giá nel prologo in copertina: "Siamo una nazione al valico: dobbiamo decidere se dirigerci verso la normalità europea o tornare indietro. Siamo un Paese incerto tra immobilità e fuga.". Mi piace Severgnini: scrive dell'Italia con passione, racconta di emozioni e fa emozionare come secondo me un giornalista dovrebbe fare, fotografa il nostro Paese con estrema abilità parlando soprattutto al cuore degli italiani. Oggi sceglie il viaggio come metafora e parla di bagagli, partenze e stazioni: io, che pur vedendole spesso e iniziando perció ad avere un'antipatia nei loro confronti in fondo resto una romantica, per le stazioni ho sempre avuto un debole...tra saluti, baci fugaci e abbracci rubati sanno raccontare un pezzetto di vita di ognuno di noi, perciò mi auguro buona lettura ed auguro a tutti noi che Scelta Europea e la collaborazione iniziata ieri siano solo la prima di tante partenze! 



giovedì 1 novembre 2012

Itaca...

Avevo giá scritto altrove (qui) che il mio percorso agli esami di maturità era un excursus sui significati assunti dal tema del viaggio nella storia, nella letteratura e nell'arte. Sulla copertina della mia "tesina" scelsi di inserire i versi di una tra le mie poesie preferite, Itaca di Konstantin Kavafis e oggi vorrei condividerli qui con voi:
                                                  



"[...] Sempre devi avere in mente Itaca - 
raggiungerla sia il pensiero costante. 
Soprattutto, non affrettare il viaggio; 
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca. 
Itaca ti ha dato il bel viaggio, 
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?"


sabato 13 ottobre 2012

A volte ritornano: "Ligabue e il Viaggio..."

Riapriamo la rubrica -se così si può chiamare- degli "A volte ritornano". Questa volta il post è tratto dal mio percorso per gli esami di stato intitolato "Tutti vogliono viaggiare in prima: da Omero a Ligabue...", questo scritto in particolare è proprio la mia "libera inerpretazione" sul valore del viaggio come matafora della vita nelle canzoni di Liga! 






“Quelli come me si svegliano alle tre 
e dicono che i giorni sono corti 
e poi quelli come me si svegliano a metà 
rimangono coi sogni mezzi aperti 
Avrai ragione te a fare come fai 
a stare con chi vince cambiarti le camice 
sta a vedere che sappiamo già com'è 
ci riposiamo solo dopo morti 
Tutti vogliono viaggiare in prima 
l'hostess che c'ha tutto quel che vuoi 
Tutti quanti con il drink in mano 
sotto come va fuori come va? 
Fuori come va? 
Quelli come me si va finchè ce n'è 
ma è come non venisse mai il momento 
Con quei progetti lì e quei difetti lì 
che ci fanno stare più contenti 
Avrai ragione te a fare come fai 
a startene da furbo nel mondo dei più furbi 
sta a vedere che sappiamo già com'è 
non ci teniamo a togliere il disturbo 
Tutti vogliono viaggiare in prima 
l'hostess che c'ha tutto quel che vuoi 
Tutti quanti con il drink in mano 
sotto come va fuori come va? 
Tutti vogliono viaggiare in prima 
e che il viaggio non finisca mai 
Tutti con il posto finestrino 
sotto come va, fuori come va? 
Fuori come va ,fuori come va? 
Siamo quelli che da quelli come te 
non si fanno mai pagar da bere 
perchè siamo quelli che 
è meglio se lo sai 
con quelli come te son sempre pari 
di qua tutti vogliono viaggiare in prima 
tutti quanti con il drink in mano 
sotto come va,fuori come va? 
Tutti vogliono viaggiare in prima 
Tutti con il posto finestrino 
sotto come va , fuori come va?” 


“Tutti Vogliono viaggiare in prima”, traccia numero due di “Fuori come va?”, settimo su nove album di inediti di Luciano Ligabue, descrive per antonomasia la presenza del viaggio come metafora della vita nelle canzoni del rocker Emiliano. Nato a Correggio il 13 marzo di 50 anni fa (Ora sono 52!!! - ndr), Ligabue non è mai stato il cantautore dalle rime baciate come “Cuore” “Amore”, i suoi testi –molto più complessi- hanno sempre toccato temi esistenziali e spesso si è cimentato nel racconto del “viaggio della vita”. Tutti vogliono viaggiare in prima, per stessa ammissione del cantante/poeta, racconta, attraverso la metafora del viaggio in prima classe, che “ […] a tutti piace la vita confortevole, però esiste anche altro. Si può cedere nell’umana debolezza senza però smarrire mai il valore delle piccole cose… […]”. Un viaggio dove le difficoltà non sono poche quindi, basta non perdersi d’animo; un viaggio inteso, come nei più grandi poeti, come un percorso esistenziale in cui ad essere importante non è tanto la meta ma la strada che si percorre, un viaggio in cui si deve correre sempre seguendo le proprie passioni e le proprie inclinazioni, senza farsi condizionare da fattori esterni o giudizi altrui “Per di qua, comunque vada…sempre sulla mia strada” canta Ligabue in Sulla mia strada (Miss Mondo – 1999) e continuamente la nostra strada incrocia quella di qualcun altro, e a volte quel qualcuno ci accompagna fino ad allineare il suo tragitto con il nostro, come ne L’Amore conta (Nome e cognome – 2005) “Ci si sceglie per farselo un po’ in compagnia questo viaggio in cui non si ripassa dal via”; un viaggio durante il quale spesso ci si smarrisce e si ci pone tante domande, o magari le domande si pongono a qualcuno “lì in alto”. Da questo presupposto nascono “Hai un Momento Dio?” (Buon compleanno Elvis – 1995) e “Tu che conosci il cielo” (Fuori come va? – 2002). Nel primo brano Ligabue cerca quasi un confronto con Dio, senza presunzione o deliri di onnipotenza da star; lui vuole umanizzarlo e renderlo meno terrifico; e tra le tante domande chiede “Almeno dì se il viaggio è unico e se c'è il sole di là” ancora una volta la vita paragonata ad un viaggio che forse è destinato a finire o forse, in forme diverse, continuerà ad esistere. Questa tematica è ripresa fortemente in “Tu che conosci il cielo”, in cui dopo essersi confrontato con la morte di una persona cara, essa diventa il nuovo mediatore nel discorso con Dio; il cantautore sceglie di affidarsi alla fede di qualcuno “che conosce il cielo”, cerca un intermediario certo, sente ancora il bisogno di entrare in contatto con qualcosa di più grande, ma stavolta senza porre troppe domande e senza chiedere risposte definitive, semplicemente constatando che al di sotto del cielo, tra alti e bassi, lui continua il suo viaggio. 

“Tu che conosci il cielo 
saluta Dio per me 
e digli che sto bene 
considerando che... 

Che non conosco il cielo 

però conosco te 
mi va di ringraziare 
puoi farlo tu per me? 

Che intanto sono in viaggio 
digli pure che io sono in viaggio 
non lo so dove vado, ma viaggio […] 
Facendolo il mio viaggio 
cerco il mio pomeriggio di maggio 
non lo so come vado ma viaggio […]”

domenica 7 ottobre 2012

Dolcemente...viaggiare!

Che sia per raggiungere mete vicine e conosciute o per attraversare il mondo alla scoperta di terre nuove e inesplorate, un viaggio è sempre un’esperienza irripetibile ed entusiasmante. Ogni viaggio è unico nel suo genere, ogni partenza è diversa dall’altra ed ogni arrivo è più bello e straordinario dei precedenti.

I viaggi più affascinanti, in realtà, sono quelli che non implicano valigie stra-piene di vestiti, biglietti aerei, fusi orari e milioni di cose da fare; i viaggi più emozionanti sono quelli che ci coinvolgono nel profondo, i cammini interiori, i percorsi più disparati e difficili che ci aiutano tuttavia ad arrivare cresciuti e più maturi a destinazione. Il significato del viaggio è soprattutto nel suo percorso: la meta può materializzarsi in modo imprevedibile e talvolta può addirittura sfuggire, può essere perennemente e vanamente  inseguita, ma quello che ci aiuta realmente a comprendere e migliorare noi stessi è il nostro tragitto. 

Certo, anche i viaggi veri e propri (si, proprio quelli lì...quelli che comportano valige e stress!) sono un'emozione...e lo sono ancora di più se il viaggio risulta dolce e gradevole, magari se si riesce ad ammirare anche la bellezza di un posto che mai ci aspetteremmo di visitare con piacere: la STAZIONE!

Smanettando qua e là su internet mi sono imbattuta in un link simpatico ed interessante che descrive tutte le stazioni più belle del Mondo 


Si passa dalla famosa Grand Central Terminal di New York, alla Atocha Station di Madrid; dalla Hua Hin Railway Station di Hua Hin in Thailandia alla Stazione di Dunedin in Nuova Zelanda.

Tra le Italiane la Stazione centrale di Milano e quella di Anversa (quest'ultima, vista solo in foto, veramente spettacolare!!!!!)

Mi spiace che non sia menzionata la piccola ma bellissima stazione di Taormina. Ho avuto il piacere di visitare questa meravigliosa cittadina a Luglio in occasione del concerto di Ligabue al Teatro Antico (inutile stare qui a precisarlo...FANTASTICO!) e ne ho approfittato per qualche giorno di vacanza. Mi sono innamorata di Taormina e ho ammirato davvero tutto...anche la caratteristica stazione!

Guardatela, non sembra quella delle favole o di Harry Potter?