"Sempre nell’occhio del ciclone il
Partito Democratico di Matteo Renzi che non ha un attimo per star tranquillo.
Bufere, una dopo l’altra; presunte scissioni, innumerevoli litigi e posizioni
sempre discordanti. In questi giorni poi si è tanto parlato delle cene
multiportata da 1000 euro a persona, a cui hanno partecipato molti parlamentari
del PD -e non solo- per autofinanziare le prossime campagne elettorali e anche
lì la polemica è stata dietro l’angolo. Chi c’era e perché? Di cosa si sarà
discusso? Non sarà uno schiaffo alla miseria questa quota a tre zeri? Deve essere sfuggito a molti però che
l’incontro più importante è avvenuto lontano dai riflettori e dalla mondanità;
non è stato “scandaloso” e non ha visto antipasti di pesce e primi succulenti
arrivare sulla tavola (non) imbandita per l’occasione. Seduti intorno ad una
lunga tavolata c’erano solo loro: i leader ed i rappresentanti delle forze di
maggioranza di Governo. [...]"
"In un solo giorno, lo scorso 25
ottobre, il centro Italia ha fatto da sfondo e palcoscenico alla messa in scena
delle due inconciliabili e antitetiche sinistre: una a Roma ed una a Firenze;
una in piazza all’aperto ed una al chiuso, distribuita intorno alle tavole
rotonde. Un popolo elettorale confuso, perennemente indeciso, sempre in bilico che
si è dovuto dividere tra la scelta di essere a manifestare per le strade
capitoline insieme alla CGIL di Susanna Camusso, con le bandiere rosse e i
soliti cori –da “Bella ciao” a “Fischia il vento”- e la possibilità, invece, di
incrociare nelle sale della stazione Leopolda di Firenze Matteo Renzi o uno dei
suoi ministri per discutere insieme a loro e ad altri centinaia di militanti
del futuro del Paese. [...]"
"Era il 14 ottobre del 2007 quando tre milioni 554 mila 169
elettori (compresi i sedicenni) del centro-sinistra si recarono alle urne per
eleggere il segretario nazionale del neonato Partito Democratico e la sua
assemblea nazionale costituente. Si ci allontanava quindi dall’idea di
coalizione dell’Ulivo per rivolgersi verso un partito unico ed unitario che
potesse raccogliere e tenere insieme le diverse anime del centro-sinistra. Si
sceglieva per il nuovo nato, sognando il bipolarismo, lo stesso nome dello
storico partito della sinistra americana e dagli americani -per scegliere la
guida del nuovo soggetto che si apprestava a nascere e ad essere grande
protagonista della scena politica del Belpaese- si imparava e prendeva in
prestito il metodo delle “primarie”, da
sempre utilizzate negli States per la scelta del leader nelle Convention [...]"
"Cambiano i tempi, i luoghi, le
abitudini; in politica cambiano i simboli, gli slogan, i volti e –a quanto
pare- anche i mezzi di comunicazione “ufficiali”. E’ con un tweet infatti che alle
20.06 del 27 giugno, Herman Van Rompuy, presidente uscente del consiglio
europeo che a breve lascerà spazio a Matteo Renzi per i semestre di guida
italiano, ha annunciato che il nuovo presidente designato della Commissione
Europea è Jean-Claude Juncker. In base all'articolo 17 del Trattato di Lisbona,
il Presidente della Commissione europea è stato infatti scelto, per la prima
volta, tenendo conto del risultato le elezioni europee del 2014 che hanno
mostrato un vantaggio abbastanza netto del Partito Popolare Europeo. [...]"
Capita, in un pomeriggio, mentre
ci si ritrova a studiare ancora una volta teorie giuridiche dei filosofi più
disparati, di imbattersi, tra una pagina e l’altra di quei libri che sembrano
non finire mai, in una frase di Cartesio:
"Più di tutto mi piacevano le matematiche per la certezza ed
evidenza dei loro ragionamenti [...] dei loro fondamenti così fermi e
solidi"
Mentre la leggevo e la rileggevo
mi sono detta che, forse, è per questo allora che io la matematica non l'ho mai
amata tanto! L'ho sempre studiata perchè dovevo, me la sono anche cavata sempre
molto bene...ma ogni esercizio o compito in classe è stato per me uno stress ed
una sofferenza. Non sono fatta per i numeri io, mi sono sempre detta: preferisco
le parole.
Schemi, ordinamenti fermi e solidi,
concetti fissi…sono belle idee da tenere a mente e perseguire, è bello poter
andare avanti sapendo di poter sempre contare su alcune certezze, ma ci sono
cose che non resistono nei confini del misurabile.
Sono sempre stata una persona
razionale che ha rivolto lo sguardo alle conseguenze in ogni piccola cosa della
sua esistenza; non sono il tipo che si alza una mattina ed imprevedibilmente
prende decisioni, non sono una impulsiva, certe cose mi piace
pianificarle...qualcuno direbbe quindi che sono un tipo di persona “di testa” e
per certi versi è così. Poi però, se mi
guardo davvero intorno e indietro capisco alla fin fine, in ogni mia scelta,
decisione o progetto…ci ho messo un po' di cuore! Anche dove non serviva, anche
dove non sembrava ce ne fosse, anche dove forse avrei dovuto investirne un po’
meno…a vincere è sempre stato lui!
E così è stato anche per questa
campagna europea che sta per volgere al termine.
Una campagna strana, sottotono,
sottovalutata dai più che hanno rivolto soprattutto le attenzioni alle
contemporanee amministrative ma per me –come sempre- una bella esperienza di
crescita, condivisa con le persone giuste, che mi ha portato ad ottenere tante
piccole, grandi soddisfazioni. E' stato crederci davvero che mi ha portata, a mio modo e con i miei mezzi, ad impegnarmi in questa avventura; è stato voler dire la mia su un progetto sentito, bello, pulito che mi ha convinta anche stavolta a dire "Ci sono!".
Una campagna iniziata lo scorso
aprile nelle piazze della Capitale che ha visto giovani di partiti diversi
unirsi e diventare un unico grande blocco compatto; una campagna fatta di
video, tweet, messaggi, condivisioni e grande collaborazione web; una campagna in cui ho
coinvolto, chi piú chi meno consapevolmente, le mie amiche –di solito restie-
che simpaticamente hanno accettato di diventare parte dei giovani volti di
Scelta Europea; una campagna che ha visto giovani tra i gazebo sparsi in tutta
Italia e che vede amici correre in prima persona per raccontare e costruire
quell’Europa che la mia generazione merita.
Non lo so come andrá, non guardo
i sondaggi e neppure mi interessano; spero che tutte queste energie spese
porteranno i loro frutti, ma se anche così non fosse, so che di campagne elettorali
cosí ne farei altre 1000: con questa squadra, con questa grinta, con questi
candidati, con questi slogan, con questi sorrisi…auguro a tutti noi tante altre
campagne così, di cuore!
Il 9 maggio è stata -da un po' di tempo a questa parte- una data importante e significativa nel tunnel dei miei ricordi, in particolare era ripensare al 9 maggio del 1978 che mi riportava verso qualcosa o, meglio, verso qualcuno. Io quella data non l'ho vissuta, ovviamente, ma so che è legata a due grandi figure. Due uomini diversi, con percorsi disparati e differenti; due esistenze parallele ed accomunate da un tragico destino e dal voler combattere per un, seppur diverso, ideale. Quella del 9 maggio '78 fu la notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro; ma anche la notte che vide andarsene il giovane Peppino Impastato.
Aldo Moro lo conoscono e lo hanno conosciuto tutti, da sempre. Io però ho imparato a scoprirlo davvero tra i banchi di scuola, grazie a quel Prof. che durante il ginnasio è stato per me e per i miei compagni più un Maestro di vita che un semplice insegnante. E' a lui che devo le mie letture, le mie ricerche, le mie lacrime sul caso Moro. Il compromesso storico, la DC, le BR...tutte parole sentite e risentite che hanno preso davvero forma solo quando Moro l'ho conosciuto sul serio e quando ho imparato ad apprezzarlo per il grande statista e uomo che era.
Peppino Impastato, invece, mi riporta con la mente alle prime riunioni in sezione: a "I Cento Passi", al cineforum, a quell'interesse per la politica che con gli anni è cresciuto e mi ha accompagnata. La voglia di riscatto, di verità, di giustizia; la giovinezza e la passione pura di Peppino mi hanno sempre affascinata.
Due esempi, due personaggi che, forse, insieme, racchiudono un po' le mie due anime: quella moderata, razionale, composta con lo sguardo rivolto al futuro e quella polemica, passionale, -in fondo- un po' ribelle, che ha tanta voglia di credere e cambiare.
Ma oggi il 9 maggio non è solo una data che guarda al passato. La storia va conosciuta, ricordata e celebrata, soprattutto quando incrocia personalità così belle, forti e complesse; oggi il 9 maggio è diventata anche la festa dell'Europa, un giorno che sa di futuro.
Da sessant'anni a questa parte l'unione Europea garantisce prosperità, democrazia e pace ai suoi popoli. Il prossimo 25 Maggio andremo alle urne ma, visto il momento storico particolare che stiamo vivendo, non sarà una semplice elezione: si tratterà fondamentalmente di scegliere se essere pro o contro l'Europa.
"Euroscetticismo" non è una parolaccia, anche io sono euroscettica a mio modo, perchè -da europeista convinta- vorrei vedere un'Europa migliore, diversa da quella che viviamo oggi. Voglio un'Europa dove il piano politico e quello economico camminino finalmente di pari passo; dove l'argomento fondamentale e centrale per tutti sia l'occupazione giovanile; dove la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile non siano solo slogan politici da tirar fuori in campagna elettorale; dove ci siano meno burocrazia e più fatti; dove la libertà di movimento, la quinta libertà, sia un mezzo a disposizione della generazione Erasmus per imparare, crescere, conoscere e non per scappare.
L'ho detto e lo ripeto spesso, l'Europa che voglio è quella del sogno europeo, dove diritti civili e libertà fondamentali siano garantiti per tutti; l'Europa della Carta di Nizza; un'Europa solidale, forte, coesa e compatta fatta di uomini impegnati e meritevoli, che come Moro e Impastato che oggi tutti noi ricordiamo, credono in ciò che fanno e ci mettono il cuore...e di amici che si impegnano già da ora per questo grande progetto ce ne sono tanti.
Non ci serve demagogia però, non ci servono frasi fatte; gridare allo scandalo, dire di voler uscire dall'euro e dall'Europa è solo fumo negli occhi, è il contentino per un popolo disperato; è un'ulteriore presa in giro che non risolverebbe i problemi di nessuno.
Non facciamoci suggestionare e impressionare dai paroloni e dagli agitatori di folle: oggi -così come farò il 25 maggio- io scelgo l'Europa, faccio una convinta Scelta Europea...e voi?
"Ridotta ormai ad un colabrodo con 20 bocciature su 28 pronunce da parte della Corte Costituzionale, la legge 40 del 2004 rischia di rompere gli equilibri del già precario governo Renzi. I due partiti di maggiore rappresentanza, NCD e PD che già si troveranno a correre su fronti opposti nelle prossime elezioni europee del 25 maggio (i primi a sostegno del PPE e i secondi ormai ufficialmente inseriti nel PSE di Shultz), hanno infatti avuto reazioni divergenti di fronte all'ennesima pronuncia della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la norma simbolo dell'intera legge: il divieto per coppie sterili di ricorrere alla fecondazione eterologa. [...]"
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Di ritorno da una delle mie ormai consuete trasferte politiche...come al solito tanti bei progetti per questa nuova avventura, Scelta Europea, e l'entusiasmo contagioso dei ragazzi che con me condivideranno questo nuovo percorso e che ieri ho conosciuto dal vivo dopo mesi di contatti virtuali (viva i social network!!!!!), mi ha fatto pensare che la strada è quella giusta. Ho fatto una delle mie tappe in libreria ed ho comprato il nuovo libro di Beppe Severgnini, "La vita è un viaggio" che mi accompagnerà questo pomeriggio nei km in treno, "luogo" dove ormai spesso passo i miei week-end.
L'editorialista del Corriere della Sera lo scrive molto chiaramente giá nel prologo in copertina: "Siamo una nazione al valico: dobbiamo decidere se dirigerci verso la normalità europea o tornare indietro. Siamo un Paese incerto tra immobilità e fuga.". Mi piace Severgnini: scrive dell'Italia con passione, racconta di emozioni e fa emozionare come secondo me un giornalista dovrebbe fare, fotografa il nostro Paese con estrema abilità parlando soprattutto al cuore degli italiani. Oggi sceglie il viaggio come metafora e parla di bagagli, partenze e stazioni: io, che pur vedendole spesso e iniziando perció ad avere un'antipatia nei loro confronti in fondo resto una romantica, per le stazioni ho sempre avuto un debole...tra saluti, baci fugaci e abbracci rubati sanno raccontare un pezzetto di vita di ognuno di noi, perciò mi auguro buona lettura ed auguro a tutti noi che Scelta Europea e la collaborazione iniziata ieri siano solo la prima di tante partenze!
"Ha pochi mesi di vita il Nuovo Centro Destra, partito guidato da Angelino Alfano e nato in seguito all’abbandono di Forza Italia (all’epoca Popolo delle libertà) da parte di un nutrito gruppo di dirigenti, eppure ha già dovuto fare i conti con diversi scandali ed in particolare con le dimissioni da importanti incarichi istituzionali di tre personaggi molto in vista. [...]"
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"Il parlamento con più donne in
assoluto nella storia della Repubblica Italiana, una donna alla Presidenza
della Camera ed 8 ministri su 16 in rappresentanza del gentil sesso al Governo;
mai le istituzioni del Belpaese sono state così “rosa”; eppure, parlando di
donne, proprio alla vigilia dell’8 marzo –giornata internazionale della donna-
alla Camera dei deputati è scoppiato il putiferio. [...]"
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"Dove c’è politica c’è satira. E’ così da sempre, a partire dalle imitazioni del Bagaglino degli anni ‘90 che ci mostravano i nostri politici in tutti i loro difetti, fino ad arrivare a Crozza che nel suo “Paese delle meraviglie” non si fa mancare nulla: da Berlusconi a Bersani passando per Montezemolo e arrivando anche al Presidente Napolitano, ci pone davanti a situazioni paradossali che rispecchiano però perfettamente la realtà della politica italiana! Siamo abituati perciò a vedere i sosia dei nostri politici in tv, le imitazioni grottesche che li rappresentano in maniera più o meno veritiera, ma, come per tutte le cose, anche per la presa in giro politica il web ci ha offerto oggi una nuova frontiera che pare aver portato alcune volte a risvolti inaspettati. [...]"
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Quando ero bambina mi capitava spesso di perdermi nei racconti dei miei nonni che, non davanti al focolare, ma seduti accanto a me guardando insieme "La Ruota della Fortuna", mi parlavano di cosa era stata la guerra, la paura, la povertà vista dagli occhi di giovani...e di cosa aveva significato per Diamante, il mio piccolo paesino -allora solo un borgo di pescatori-, il passaggio di Benito Mussolini.
Oggi ripensando al 25 aprile e a cosa questa data significa, mi è tornata in mente la storia di un cugino della mia Nonna Materna...quel giorno, quando Mussolini passò di qua, anche lui era in fila con il braccio alzato ad aspettarlo...non si poteva scegliere se esserci oppure no, ma non se la sentì -mi disse- di urlare "Duce, duce..." e allora -un po' per spirito di ribellione e uno po' perchè in fondo era solo un ragazzo- in mezzo a quella folla urlò semplicemente "Luce, luce...", anche per dire IO NON CI STO!
Se sia la verità o una "favola" raccontata ad una bambina non lo so...ma senza retorica ed ipocrisie, anche questa -nel suo piccolo- è Resistenza!
E dopo un po' tornò davvero a splendere la Luce della rinascita e della Libertà sulla nostra bella Italia!
Telefonate, libri, mail, lezioni ed elezioni...quest'ultimo periodo è stato un po' pieno ed il tempo per scrivere era davvero poco! Certo, anche il volo stratosferico che il mio PC ha fatto giorni fa (e che lo ha portato ancora una volta a visitare il mio tecnico di fiducia) e la mia totale incapacità di scrivere un intero post dal tablet senza dare in escandescenza, hanno contribuito a tenermi lontana dal blog..ma ora eccomi qua!
Non so bene perchè ma ogni volta che ascolto La dura legge del gol, degli 883, penso alle competizioni politiche...Max Pezzali -mi direte- in questo testo utilizza una metafora calcistica, eppure sarà perchè si parla di squadra e lealtà, di vittorie e di come spesso le conquista non chi le merita e chi gioca pulito, ma chi prima arriva a segnare...io la ascolto e penso ad elezioni, mandati e via dicendo!
Di questi tempi poi è difficile anche pensare ad altro, tutti a tracciare l'identikit del politico perfetto: che sia per scegliere il Capo dello Stato, il Presidente del consiglio o un semplice Onorevole; sono tutti lì pronti a dire come dovrebbe essere questo politico esemplare, mai un nome o un'indicazione...solo un'idea. E allora ci ho pensato, ce l'ho anch'io l'identikit del mio Onorevole ideale.
Innanzitutto ne vorrei uno che quando parla lo fa per tutti...non ha bisogno di paroloni altisonanti ed esempi da superlaureato, i politici sono rappresentanti del popolo, di tutto il popolo e per tutti devono saper e poter parlare. Vorrei un battitore libero, un lupo solitario...intendiamoci, non uno che vada a briglia sciolta e stia sempre per conto suo o che vada dove va il vento, ma uno che comprenda che la Costituzione ha scritto nell'articolo 67 che ogni parlamentare è libero nell'esercizio delle proprie funzioni e che quindi -se il proprio partito sbaglia o se semplicemente non è d'accordo con la linea che quel partito sta seguendo- sappia dire "No, grazie...io la penso così" senza aver paura di perdere leadership, poltrone o gradi istituzionali.
Vorrei un Onorevole vicino alla gente, ma vicino per davvero...coerente con il proprio pensiero ed interessato alla vittoria del Paese più che alla sua. Uno di quelli che -per quanto creda ad un ideale e ad un modo di fare politica- sa che l'affetto e la stima degli amici valgono molto più di una sigla di partito e che non ha paura -perciò- di fare scelte impopolari, che tanto lo sa che quegli amici lo seguiranno sempre...perchè il suo nome è una garanzia! Uno che sappia dire -come Cisco- "Cosa importa chi vincerà? Perchè in fondo lo squadrone siamo noi!"
Vorrei un Onorevole che sia lontano ad esempio da quelli che mandano i messaggini istituzionali ed uguali per tutti ed in ogni occasione...uno che, anzi, devi essere pure contenta se ti risponde perchè sai che è proprio lui a farlo e non chi lavora nella sua segreteria! Uno insomma non dalle facili smancerie e che all'apparenza possa sembrare un po' "orso" per i suoi modi di fare, ma che se per caso una volta ti abbraccia, lo senti che lo fa per davvero.
Ne vorrei uno con i piedi ben saldi a terra, che sia consapevole del fatto che da domani la sua esperienza politica potrebbe finire...nessuno lo attacca per sempre a quella sedia in Parlamento e la vita "normale" è dietro l'angolo. E' anche per questo che lo vorrei ancorato alle origini, alla propria terra e alle proprie tradizioni. Perchè -come ha scritto recentemente Beppe Severgnini- "una nazione, una regione, una città, un quartiere, una scuola, un'associazione, un gruppo di amici e una famiglia sono il porto da cui siete partiti; e dove, magari, tornerete".
Questo è il mio identikit...
Mentre scrivevo, vi chiederete, avevo in mente qualcuno? Beh, può darsi...perchè la politica, si sa, è fatta inevitabilmente di persone!
E' da un po' di tempo che mi interesso attivamente di politica, anzi ho iniziato sin da bambina seguendo prima mia Madre e poi cercando di costruire un mio personale percorso...e in tutto questo tempo ho imparato a capire una cosa: oltre ad alleanze, collaborazioni ed intese, in politica soprattutto si stringono forti rapporti; chi non crede ai legami nati in politica, somiglia tanto a quelli che pensano che il diritto sia una materia arida: chi ha quest'idea evidentemente ad una disciplina tanto bella e profonda non si è mai avvicinato sul serio. In politica si stringono amicizie vere...l'ho capito quando, guardando in una riunione mia Madre abbracciare una "compagna di partito" (e lo virgoletto...perchè se legge che le ho dato della compagna mi disereda!) che non vedeva da tanto, ho letto la felicità negli occhi di entrambe; l'ho capito quando ho sentito le lacrime salire agli occhi per la gioia di una vittoria che sulla carta era di uno ma nel cuore era di tutti; lo capisco quando il sabato sera mi capita di uscire a cena con i componenti di una lista civica che nel mio Paese avrà pure perso le comunali...ma sapeste quante risate fanno tutti insieme; lo capisco sempre, ad ogni telefonata, passeggiata, sorriso e pacca sulla spalla.
In uno scenario tanto strano e difficile, in cui il gol inizia a contare molto più del gioco di squadra e della partita, è questa la politica di cui abbiamo bisogno, è di questa politica che voglio sentir parlare...recuperiamola!
Forse l'endorsement (questo termine che ultimamente ci piace tanto utilizzare!) di una semplice studentessa, che scrive per passione e per passione si interessa di politica, conta poco rispetto a tutti quelli che sta avendo in questi ultimi giorni...ma, prima della decisione del Parlamento, ci tengo anche io a dire la mia: se il Presidente della Repubblica lo dovessi scegliere io, direi Stefano Rodotà.
Sarà un po' per l'orgoglio Calabro (e cosentino!), sarà perchè è un Costituzionalista...ma ho sempre visto Rodotà come il candidato ideale alla Presidenza in questa tornata e -dopo averlo ascoltato il 10 aprile in una conferenza all'Università degli Studi di Salerno, dove studio- mi ha definitivamente convinta.
In un momento politicamente difficile ed incerto come quello che l'Italia sta vivendo oggi, un giurista super partes, competente, capace; uno che si è occupato di politica ma è fuori dai giochi e dalle logiche di partito già da un po', un uomo di grande spessore culturale, un pezzo di storia ed un nome che potrebbe accordare quasi tutti (Il centro-sinistra e anche i Grillini che lo vedono terzo in classifica dopo la Gabanelli e Gino Strada che si sono dichiarati non troppo interessati) è di certo la scelta giusta.
L'ho ascoltato con piacere poco meno di una settimana fa, in un'aula gremita della mia Università, presentare il suo ultimo libro "Il diritto di avere diritti" e definirsi "Un fissato dei diritti", pronto a tutelarli anche contro il diritto stesso. L'ho sentito dire che quei diritti, che egli tanto difende, diventano deboli quando la politica li abbandona; l'ho sentito dire che è ovvio che i diritti costano ma costerebbe di più non averne: l'ho sentito parlare di quei temi etici che troppo spesso abbiamo dimenticato in questa campagna elettorale ed in altre...perchè la politica italiana e continentale -fortunatamente- non è solo spread!
Pochi mesi fa mi sono trovata -per motivi di studio- ad imbattermi nelle vicende costitutive e giuridiche dell'Unione Europea ed in particolare in un libro di Mauro Barberis "L'Europa del diritto" (il post su questo libro potete trovarlo qui) che mi ha fatto riflettere molto. Non è stato tanto il trattato di Maastricht o l'Euratom ad appassionarmi durante lo studio; nè tanto meno gli organi dell'UE e le varie procedure giurisdizionali che ho detestato pagina dopo pagina.
Ad avermi colpita davvero è stata la modernità, la grandezza e -oserei dire- la perfezione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, meglio conosciuta come Carta di Nizza; un documento senza eguali e al passo con i tempi; un esempio di come il diritto, spesso, sappia trasformarsi in poesia.
Quando l'ho letta e l'ho studiata -devo ammetterlo- non sapevo che Stefano Rodotà avesse partecipato anche alla stesura di questo documento, l'ho scoperto solo pochissimi giorni fa leggendo un articolo su di lui. Anche Rodotà quindi è un europeista convinto che -come tanti politici, politologi, studiosi e "tecnici"- resta fedele all'idea che oggi si debba avere più Europa.
Ciò che lo differenzia da altri però -e lo ha confermato egli stesso lo scorso 10 aprile- è che con l'espressione "più Europa" lui si riferisce ad un'Europa del diritto e soprattutto dei diritti non ad un'Europa economica. Non è dell'euro, la moneta unica, che vuole parlare; non è la BCE il suo primo interesse...per ritornare alla politica a cui lui ed altri giuristi -italiani e non- auspicano c'è bisogno di cooperazione etica, morale tra i Paesi continentali; c'è bisogno di un sentire comune a livello giuridico...c'è bisogno di ricominciare a guardare nella stessa direzione cercando di costruire insieme e non di distruggersi l'uno con l'altro.
Non so quale sarà alla fine la scelta dei nostri Parlamentari, non so se opteranno per una figura più orientata "a sinistra" o se sceglieranno qualcuno completamente estraneo al mondo della politica...io, dal canto mio, spero solo di aver stretto la mano -qualche giorno fa- ad un Costituzionalista, ad un Civilista (come ama definirsi), ad un uomo che è l'orgoglio della mia bella Calabria...e al prossimo Presidente della Repubblica!
Come, alcune volte, i giudizi sulle
dichiarazioni pubbliche cambino a seconda di chi le abbia rilasciate...
Il 27 gennaio scorso Silvio Berlusconi
fece scalpore e suscitò molte critiche quando in un discorso pubblico sostenne
che Mussolini e il fascismo, prima dell'alleanza con Hitler e dell'emanazione
delle Leggi fascistissime, non erano stati poi tanto male...
Un pazzo lo hanno definito, uno
squilibrato...non sono cose che si possono pensare davvero o -per lo meno- non
dire pubblicamente! Berlusconi è stato in quel caso attaccato e denigrato
(giustamente!) da tutti.
21 Gennaio...Roberta Lombardi, oggi capogruppo
del Movimento 5 Stelle alla Camera, scrive sul suo blog -difendendo CasaPound-
che questo movimento del fascismo ha conservato (e cito): "solo la parte folcloristica (se
vogliamo dire così), razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del
fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità
attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela
della famiglia. Quindi come si vede Casapound non è il fascismo ma una parte del
fascismo."
Lungi da me esprimere
giudizi su Casa Pound o altri movimenti e partiti così lontani dal mio...ma qui
si parla di altro! Io tra l'opinione dell'ex premier Berlusconi e quella della
Lombardi non ho visto questa grande differenza! Eppure ogni grillino e attivista
del Movimento 5 Stelle che si rispetti, così come era stato immediatamente
pronto nel criticare "il nano di Arcore" (quante volte lo hanno
chiamato così?), è stato altrettanto attento a difendere - a volte
anche in maniera grottesca imbrigliandosi in intricati giri di parole- la
propria rappresentante su Facebook, Twitter e ogni altro mezzo della
rete a disposizione...d'altronde lo sanno tutti che il loro è un movimento social!
Certo, la notizia è saltata agli occhi di
tutti pochi giorni fa ed immancabile -subito dopo- è arrivata la smentita della nostra eroina
a 5 stelle...ma se era scritto su un blog -il suo- mi verrebbe da dire: smentita
de che?
Altro tasto dolente:
parentopoli!
Quante volte abbiamo
sentito critiche sulla nostra inadeguata classe politica
che si era macchiata, tra i tanti peccati, di aver "sistemato"
parenti ed amici? Quanto spesso abbiamo "condannato" onorevoli che avevano scelto
come portaborse il cugino e magari fatto assumere il figlio in una struttura di
partito?
E soprattutto: quante volte queste critiche sono state urlate a gran voce da attivisti e candidati del Movimento 5 Stelle che, tra i propri slogan, ha inserito anche l'ultra-sentito "Non sistemiamo parenti"?
Eppure i legami di
sangue tra i grillini ci sono eccome: c'è la Senatrice decana Ivana Simeoni
madre dell'Onorevole Cristian Iannuzzi; oppure la Senatrice Cristina De Pietro
sorella del consigliere comunale Stefano De pietro, o ancora l'onorevole
Azzurra Cancellieri sorella dell'Onorevole Giancarlo Cancellieri. Quando il
Movimento 5 Stelle si definiva una grande famiglia...io non pensavo si
riferissero a questo!
Inutile girarci intorno a me questi Grillini non piacciono e non convincono per niente...perchè come si può ben notare e come direbbe
Luciano: "Quei presunti puri..."
Lo scorso 14 settembre all’Assemble Nazionale di Alleanza per l’Italia dissi -durante un intervento pubblico- di non essere d’accordo al giovanilismo esasperato e a tutti i costi. Oggi resto assolutamente fedele a quell’idea, non credo che necessariamente “nuovo” voglia dire “migliore”, ma non posso fare a meno di notare che a 5 mesi da quella mia dichiarazione qualcosa sullo scenario politico nazionale è cambiato ed è questa consapevolezza che mi spinge a fare alcune riflessioni.
Certamente gran parte dei cambiamenti a cui faccio riferimento sono dovuti alle elezioni svoltesi nei giorni scorsi: innanzitutto mi trovo ora ad essere militante in un partito diverso, nuovo, rinnovato. Centro Democratico, il terzo pilastro accanto a Sel e al PD nella coalizione di Centro-sinistra, sta per crescere e radicarsi nei territori e –in un panorama scombussolato e tristemente confuso come quello nazionale- può vantare il piccolo successo di aver conquistato, grazie al lavoro “della base”, alcuni seggi in parlamento che gli permettono –a poco più di due mesi dalla nascita- di essere una delle 8 forze politiche presenti all’interno di Montecitorio.
La novità più grande però, avvenuta dallo scorso settembre ad oggi, è sicuramente la crescita smisurata del Movimento 5 Stelle…alle elezioni il segnale è stato chiaro: il grande successo dei Grillini è una richiesta di cambiamento urlata a gran voce e se è l’Italia a chiederlo è ovvio e fondamentale dare risposte alle richieste del Paese. Ma occorrono certamente risposte serie, durature e concrete!
Sono giovane anche io, anche a me in fondo fa piacere vedere sugli scranni di Montecitorio 25enni e 28enni...mi fa meno piacere vederli lí smarriti ed essere consapevole del fatto che molti –per loro stessa ammissione- non sanno cosa stanno facendo e cosa si troveranno a fare nei prossimi mesi, mi fa rabbia vederli annaspare se si parla di fiducia e governabilità, perché questo scenario di certo non fa onore alla mia generazione!
Sarei piú felice di vedere in Parlamento tutti quei giovani -tra cui tanti amici- che per anni hanno militato da volontari all’interno dei partiti perchè in un ideale e in quei principi ci hanno sempre creduto; sarei più felice di vedere quei giovani che si sono sempre impegnati a fare qualcosa e che, però, si trovano oggi ad essere additati dall’opinione pubblica come poco credibili per la sola colpa di avere una tessera di partito ed essere considerati troppo vicini “alle vecchie logiche”.
L'aver iniziato a fare politica sin da ragazzini, quando ancora “non era di moda”, non dovrebbe essere un deterrente, anzi! L'aver partecipato attivamente alla vita di partito significa che, mentre qualcuno degli onorevoli che ora siedono in parlamento tra le file del Movimento 5 Stelle era occupato a far altro, eravamo noi a sfilare nelle manifestazioni in piazza, ad aprire i cortei e a farci sentire; eravamo noi a passare i pomeriggi dei week-end in sezione per vederci, confrontarci, organizzarci; eravamo noi quelli seduti a fianco dei candidati a stilare programmi elettorali durante le competizioni locali inserendo qualche idea “giovane”.
E quando scrivo noi, sia chiaro, mi riferisco a tutti quei giovani che sono cresciuti respirando la politica, indipendentemente da quale sia oggi il loro “colore”.
Chiaramente se si parla di cambiamento e novitá si deve pensare innanzitutto, prima che a nuovi volti a nuove idee e nuovi obiettivi…ed è anche e soprattutto in questo che le anime giovani nelle organizzazioni politiche possono essere utili. Siamo i primi a sentire sulla nostra pelle i disagi di una società allo sfacelo; viviamo immersi nella burocrazia delle segreterie universitarie per anni ma all'orizzonte non vediamo la possibilitá di un lavoro sicuro, sappiamo piú di ogni altro cosa voglia dire precarietá e la maggior parte di noi sa anche cosa significa fare i bagagli e allontanarsi da casa, dagli amici e dagli affetti per cercare "foruna" altrove.
E’ di questo che gli italiani vogliono che si parli, è per la mancata centralitá attribuita a questi temi che oggi si recrimina la distanza della politica dai problemi comuni, è per non essere stata abbastanza vicina ai cittadini con la mente e con il cuore che oggi la politica dei partiti è stata "punita"...ed è dai propri errori che si deve imparare e da cui bisogna ripartire!
Il cambiamento non si fa in una notte e neppure nel giro di 15 giorni, ma è necessario trovare il giusto equilibrio tra esperienza e novità…per noi giovani, per le donne, per quei cittadini che non hanno smesso di crederci, per chi oggi si trova a vivere in un Paese che non sa dare quanto dovrebbe e anche per la rinascita dei partiti stessi è auspicabile che quella stessa politica a cui tanto abbiamo dato fiducia, oggi ci dia -oltre che una speranza- anche il giusto spazio che meritiamo.
Non lo riconoscete? Forse perchè siamo abituati a vederlo in Tv e meno a leggerlo sui libri...questo è "l'originale" del duello tra Ettore e Achille...o meglio solo una parte! Quella parte che -a mio parere- insieme al saluto di Andromaca ed Ettore e all'incontro di Achille e Priamo -anch'essi presenti nell'Iliade- può essere definita una delle pagine più belle della letteratura di tutti i tempi.
Oggi, tra un paragrafo e l'altro del mio infinito librone, mi sono ritrovata a pensarci...trovo moltissimi riscontri tra la battaglia più famosa della storia e l'attuale situazione politica italiana. Rivedo in Ettore, il principe troiano -l'eterno sconfitto potrebbe dire qualcuno- quel Centro-sinistra che si impersona oggi nella figura di Pierluigi Bersani...quello che credeva di avercela fatta, di aver battuto il nemico (o smacchiato il giaguaro...ditela un po' come preferite!) ma così non era. In Achille -capo dei Mirmidoni e guerriero dalla spada temibile e dall'ego smisurato- invece, rivedo tanto il Centro-destra...e soprattutto il leader del PDL Silvio Berlusconi.
Achille ed Ettore, due eroi, due condottieri e combattenti, entrambi forti, entrambi cari agli Dei...così simili eppure così diversi!
Il primo si è sempre battuto e si batte per la vana gloria, per la grandezza...per vedere il suo nome riecheggiare nell'eternità. Poco gli importa di chi muore sotto la sua spada, poco gli importa se per andare avanti deve sacrificare qualche amico; non c'è un capo e neppure un precetto da seguire, l'importante è vincere.
Ettore invece è per il gioco di squadra e non per l'esaltazione di se stesso: si circonda di cari amici, di guerrieri aitanti e vigorosi, di alleati fidati; combatte per i suoi ideali, per i suoi valori, per la sua famiglia, per la libertà della sua patria! Sono sentimenti genuini a muovere il cuore di Ettore...è lui, nella sua eroicità piena di sbagli e paure -che lo rende vicino a quell'umanità debole ed imperfetta-, l'eroe per eccellenza dell'opera Omerica!
E' per questo che io mi chiedo chi possa ancora oggi preferire Achille...COME si possa ancora oggi preferire Achille!
E Grillo?
Beh...Beppe Grillo lo paragonerei generosamente (molto generosamente) ad Ulisse, che ha saputo giocare sul malcontento della gente e degli eserciti ormai stanchi e stremati dalla guerra. Con la sua astuzia è lui (ahinoi!) il vero vincitore della guerra grazie al suo cavallo, arma letale che si è scatenata al suo grido: "Tutti fuori!".
Ma un eroe, un condottiero e un combattente non possiamo proprio definirlo, in fondo quello non è il suo mestiere...e ricordiamoci -tra l'altro- che poi "si è perso per la strada"!
Sarà...ma tra i banchi di scuola così come nella cabina elettorale, io non ho avuto dubbi: ho sempre scelto e continuerei a scegliere, anche se sconfitto, Ettore!
(Solo in "Troy" ho avuto un po' di difficoltà...però insomma è comprensibile, parliamo sempre di Brad Pitt!)
PS: L'Iliade e l'Odissea le conosco bene...se la mia prof leggesse questo post forse sorriderebbe o forse penserebbe che ho dimenticato un po' di cose...diciamo che mi sono presa qualche "licenza" per i miei paragoni.
Ultime battute di campagna elettorale, mancano poco meno di 60 minuti ora che inizio a scrivere...una competizione strana, anomala questa delle politiche 2013 alla quale mi sarei voluta dedicare sicuramente di più...ma gli impegni universitari, le trasferte a volte troppo lontane e -in ultimo- un po' di influenza non me lo hanno permesso.
Ci sono delle cose però, riguardo a questa campagna, che avrei voluto dire...
Avrei voluto dire che per me ha ragione Michele Serra quando nella sua Amaca scrive che in tutti questi giorni che hanno preceduto le elezioni si è troppo parlato di Spread, IMU, Spending review e troppo poco si è discusso di temi etici. Giustizia, equità, moralità...mi sarebbe piaciuto sentirli nominare di più. Perchè in quel caso sarebbe bastato fare il nome di Fiorito, di Renzo Bossi -il Trota-, sarebbe bastato il termine olgettine per ricordare tutto quanto ultimamente troppi italiani sembrano aver dimenticato e per palesare l'enorme divario presente tra i valori del centro sinistra e quelli -inesistenti- del centro destra. Penso di interpretare il pensiero di molti italiani se dico che non ci basta solo un governo che ci risollevi dal punto di vista finanziario...vogliamo che chi ci rappresenti d'ora in poi sia moralmente degno di farlo!
Avrei voluto dire che non mi è piaciuta tanto la richiesta -troppo sentita- di "Voto Utile" perchè, per me, ogni voto è un voto utile. La nostra Costituzione della Repubblica, attuale più che mai, ci ricorda che il voto è personale, libero, segreto ma soprattutto uguale...perciò non esiste un voto più utile di un altro. Certo esiste un voto ragionato...e se è vero -come è vero- che il Governo Berlusconi ci ha abituato alla totale assenza di valori, come scrivevo poc'anzi, non possiamo permettere che a Palazzo Chigi salga ancora l'uomo del Bunga-bunga, l'uomo delle corna nelle foto ufficiali...e dobbiamo essere consapevoli oggi più che mai che un voto dato a Casini, Ingroia o Grillo è purtroppo un voto che rafforza Silvio Berlusconi.
Avrei voluto dire che poichè ogni voto è un voto utile la risposta non è ovviamente nell'astensionismo...la politica -ce lo ricordava già Aristotele- è interesse di tutti! Il voto è un diritto/dovere, chi sfugge al dovere se ne lava le mani e lascia agli altri l'opportunità di scegliere per lui...e non c'è cosa peggiore che subire le scelte altrui. Questo avrei voluto dirlo soprattutto a tutti i miei coetanei che stanno seriamente pensando di non andare a votare!
Avrei voluto dire a tutti i Calabresi che vogliono votare Grillo che forse sono stati poco attenti alle parole del celeberrimo comico che, durante il suo Tsunamitour a Catanzaro il 29 gennaio scorso, ha osato dire che lui nelle sue liste candida persone per bene ed incensurate...e in Calabria è difficile trovarne! Io sono nata, cresciuta e vivo tutt'ora in Calabria...e sono incensurata come migliaia di persone che conosco! Probabilmente Beppe Grillo ha dimenticato di non essere più sul Palco di Zelig dove una cosa del genere detta a mo' di battuta avrebbe fatto sorridere, con un pizzico di autoironia, anche noi Calabresi. La politica è una cosa seria e come tale andrebbe lasciata fare a chi ne è consapevole. Sappiamo che la nostra terra -come ogni altra regione di Italia e posto nel mondo- ha i suoi problemi, sappiamo anche -forse- di averne un po' di più di altri...ma gente onesta in Calabria ce n'è eccome! Dire che non ci sono Calabresi onesti è un luogo comune, un'ulteriore dimostrazione di qualunquismo ed un'offesa inutile e gratuita nei confronti di tutte quelle brave persone che si impegnano costantemente e quotidianamente per garantire ai loro figli un futuro migliore.
Avrei voluto dire che mi sono tanto rivista in un articolo letto su un blog, di sfuggita, in cui una giovane interessata alla politica -proprio come me- scriveva di provare rabbia nei confronti di tutti quei giovani che hanno sempre disertato le assemblee d'istituto al liceo, quelli che alle manifestazioni sfilavano solo per perdere un giorno di scuola e che -magari crescendo- non hanno mai nemmeno votato alle elezioni universitarie...ma oggi votano Grillo per un segnale di "rottura con un passato ed un presente che non si sono mai sporcati le mani per cambiare".
Avrei voluto dire insomma che ancora una volta sono sicura che il mio voto andrà dalla parte giusta...perchè oggi in Italia l'unica alternativa seria e concreta ad altri anni di Berlusconismo indiscriminato, l'unica coalizione che garantisce un Governo stabile, duraturo ed un'agenda ricca di contenuti è la Coalizione di Centro-Sinistra...mi raccomando, domenica e lunedì votate con la testa!
La campagna elettorale è ormai agli sgoccioli...ciascuno di noi ha le sue preferenze ed io non ho mai nascosto le mie.
Indipendentemente da chi sarà il vincitore in questa tornata elettorale è però necessario che alcune cose, a partire dal 26 di febbraio, cambino! Ad esempio c'è assoluto bisogno di approvare la legge anti-corruzione, e anche noi elettori in questo caso possiamo dare il nostro contributo e far sentire la nostra voce. Come?
Potrete semplicemente lasciare la vostra firma o anche entrare a far parte del progetto "Io ci metto la faccia" inserendo la vostra foto e una piccola motivazione che vi ha spinto a firmare. Io l'ho fatto...e voi cosa aspettate?
Eh si, per qualche giorno sono stata lontana dal blog...mi perdonerete ma sono in una delle mie full immersion pre-esame che mi impegnano più o meno dalle 9 del mattino alle 8 di sera (e posso fare di peggio!), per cui arrivo a fine giornata quasi sempre distrutta e poco incline alla scrittura...ma molto incline alla TV!
In questi giorni di lontananza dal blog infatti, oltre ad aver studiato, ho rivisto Titanic per l'ennesima volta e ho rischiato di piangere ancora; ho guardato la puntata settimanale di Scandal che mi sta appassionando sempre più e mi sono sciroppata un po' di puntate di Una Mamma per Amica a dispetto di quelle perse mentre ero a Salerno! Ho anche tentato di fare un po' di dieta poi vanificata da 3 serate a cenare fuori e da un pranzo a casa di Nonna Maria (perchè Nonna Franca ha ormai rinunciato a farmi mangiare la pasta!); ho fatto qualche passeggiata sotto ad un piacevolissimo sole che oggi invece ha lasciato posto ad un freddo indicibile e poi...ah si, ve l'ho detto che sono in campagna elettorale?
Mancano solo 18 giorni al voto e la situazione è più tragica che mai!
Berlu guadagna terreno sparando una stupidaggine dietro l'altra...dice che toglierà l'IMU, restituirà i soldi a quelli che l'hanno pagata nel 2012 e abbasserà in genere un po' di tasse...e pare moltiplicherà anche pani e pesci e -news dell'ultimo minuto- restituirà a Ligabue il vecchio taglio di capelli!
Grillo fa il pienone nelle piazze...ma sinceramente anche io andrei a sentirlo volentieri per godermi i suoi patetici show, un comico resta sempre un comico e il caro Beppe non ha ancora capito che la politica è una cosa seria e che durante i suoi pseudo-comizi non si trova più sul palco di Zelig!
Monti...beh, Monti è stato -per quanto mi riguarda- una grandissima delusione. Avevo creduto in un governo tecnico capace di far ripartire dell'Italia...certo, sapevamo tutti che prima dei miglioramenti avremmo sofferto un po' e avremmo dovuto fare dei sacrifici, ma le manovre fiscali del governo Monti hanno finito per penalizzare solo la classe media e lasciare intatti i privilegi di chi già li possedeva. Inoltre è bastato davvero poco perchè il professore si trasformasse da tecnico in politico, mostrasse la sua vera faccia e i suoi veri interessi e decidesse di candidarsi in coalizione con UDC e FLI...ah, quante ne fanno le poltrone!
E intanto mentre questo è lo scenario che si va delineando cresce la voglia di astensionismo, soprattutto tra i giovani...
Capisco la disillusione in un momento come quello che stiamo vivendo, capisco la perdita di fiducia nella politica e nei politici, capisco ogni lamentela...ma sono anche consapevole del fatto che per cambiare realmente le cose occorre lavorare, creare e partecipare...non si può vivere solo di utopie e rivoluzioni (come qualche candidato vorrebbe farci credere!).
Paolo Borsellino diceva che "La "Rivoluzione" si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara, e più affilata di un coltello." per cui non è di certo abbandonando il voto -uno dei diritti/doveri principali sanciti dalla nostra Costituzione- che si riuscirà ad arrivare al cambiamento a cui tutti auspichiamo.
Davanti a delle prospettive così tragiche oggi l'unica seria e concreta alternativa ad altri anni di berlusconismo insensato ed indiscriminato sembra essere la coalizione di Bersani; forse qualcuno penserà che lo dico solo per "tirare acqua al mio mulino", ma di questo poco mi importa...
Negli ultimi periodi e anche negli ultimi giorni mi sono sentita spesso dare della sciocca e dell'illusa a pensare ancora che le ideologie ed i partiti esistano, mi è stato detto che nessuno ci crede più...addirittura qualcuno mi ha accusato di essere -insieme a tutti coloro che sostengono un partito- una delle cause di questa pessima situazione politica generale! Personalmente non ho interessi da tutelare se non -come tutti- la difesa dei miei diritti, ho sempre fatto politica attiva -sin da ragazzina- per passione, per spirito di partecipazione, perchè ho sempre creduto che esponendomi in prima persona avrei sicuramente portato avanti in maniera più netta le mie idee e gli obiettivi che spero si raggiungano...l'ho sempre fatto e continuo a farlo perchè penso che sia troppo facile gettare la spugna! Non c'è cosa peggiore che perdere la speranza in un futuro diverso e migliore e smettere di crederci...un saggio una volta ha scritto:
"Se ti serve chiamami scemo...ma io almeno credo!"
PS: Vi consiglio di guardare il video...merita davvero!