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giovedì 16 luglio 2015

Day 3

L'ho sempre saputo, eh, di essere l'antisport per eccellenza; ma al terzo giorno della BBG (Bikini Body Guide) ne ho avuto la conferma: le scarpe da ginnastica, i tappetini, lo step e i pesi...non fanno proprio per me! La prova costume per quest'anno la sostengo così come sono!

Da tre giorni in vacanza, dopo una estenuante sessione estiva, ho pensato di darmi un po' allo sport in attesa dell'inizio vero dell'estate...e nonostante le ripetute richieste a ripensarci di qualche amica -che evidentemente mi conosce bene- ho messo ai piedi le mie Reebook nuove di zecca, impostato sul PC la musica adatta (che per quel che mi riguarda va da Ligabue a J-Ax passando per Cremonini) ed ho iniziato questo percorso-fitness che in teoria dovrebbe durare ben 12 settimane.


In effetti mi è capitato nella vita di iniziare qualcosa senza poi concluderla: le lezioni di equitazione, il percorso di studi di danza classica non portato a termine (vabbè, lì c'entra il mio menisco fracassato!), un paio di esami universitari iniziati e abbandonati a metà per poi essere ripresi mesi dopo, qualche amore sospeso, la chitarra elettrica comprata che non ho mai imparato a suonare, gli appunti di un romanzo nel cassetto che mi riprometto sempre di iniziare a scrivere...eh si, in effetti mi è capitato anche spesso -perchè in fondo mi piace sperimentare, farmi catturare dalle cose che mi appassionano e mi coinvolgono, anche se momentaneamente- ma mollare al terzo giorno, devo ammetterlo, questa è una novità anche per me! Sarà questo caldo eccessivo, sarà il mio poco allenamento o la stanchezza accumulata in questi giorni...ma penso proprio che desisterò!

E poi diciamoci la verità: vacanza vuol dire svegliarsi tardi, leggere qualche buon libro, guardare in streaming quelle puntate delle nostre serie TV preferite che abbiamo perso, passare intere giornate al mare e soprattutto RILASSARSI! E lo sport, no, non è proprio contemplato nel mo ideale di relax!

Posso concedermi giusto qualche camminata/corsetta nel tardo pomeriggio, quando la giornata si rinfresca e il vento sulla pelle è piacevole...forse! :D

A proposito, l'avevo detto che forse ci avrei messo un po' ma...sono tornata! :)

lunedì 13 gennaio 2014

Tra calcio...e realtà!

"La gioventù è una felice condizione temporanea, se la poni come identità di atleta o di professionista rischia di diventare una gabbia. Berardi esce. Buttato in campo senza pensare alla data di nascita, ma a quello che sa fare [...] Berardi è la derivazione pallonara di un sacco di gente più o meno invisibile. Un pezzo di paese migliore a cui spesso non è ancora cresciuta la barba. C’è quel vizio di raggrupparli per età e non per capacità. I giovani, appunto. Li chiamiamo così perché ci siamo convinti di avere figli senza idee e senza destino, seduti ad aspettare qualcosa che non si sanno più prendere. Ci siamo ammalati della nostalgia di noi stessi, certi che il passato sia meglio del domani, convinti di aver cresciuto un gruppo di ebeti con poche risorse e viziati. Abbiamo disegnato addosso ai nostri ragazzi l’abito dei falliti a prescindere. Saggistica e cinema raccontano i ventenni con l’archetipo del fannullone inebetito, incapace di sfangarla, poco volenteroso, non studioso, apatico, inadeguato, una specie di nulla deambulante. Berardi corre veloce in direzione opposta. Spiana le certezze: quei numeri che ci fanno chiedere chi sia e quanto valga sono la nemesi della generazione precedente. Perché Domenico abbatte i record della precocità nell’era in cui diamo meno credito possibile ai ragazzi."



Non sono mai stata un'appassionata di calcio e ho sempre seguito giusto qualche partita della mia squadra e della Nazionale, non so parlare di dribbling e fuorigioco (che ancora devo capire per bene!) ma stamattina, leggendo l'articolo dal quale è tratta questa lunga e bellissima citazione, ho riflettuto un po'. L'articolo mi è piaciuto tanto, si parla di un giovanissimo calabrese semisconosciuto, che gioca in una squadra da poco salita in serie A, il Sassuolo, e che ieri sera -da solo- ha calato un poker di goal ad una squadra supertitolata come il Milan. Lo ammetto...un po' di sano orgoglio campanilista c'è, ma in particolare mi piace che di Domenico Berardi -in questo articolo che potete leggere per intero cliccando qui- vengano esaltate le qualità, i punti di forza, la genuinità e la bravura...senza dover necessariamente far riferimento al fatto che ha 19 anni! Niente giovanilismo esasperato...viene prima il talento, poi l'età. Si parla di un giovane che ha un sogno e le capacitá e la voglia di conquistarselo non di un ragazzo apatico e disilluso, pseudo-specchio della mia generazione, che si ritrova semplicemente catapultato nel mondo dei soldi facili. Si dovrebbe imparare a fare questo discorso piú spesso...e penso che stavolta il calcio possa fare da maestro alla politica. I giovani vanno curati, formati, inclusi; per noi ragazzi devono essere create nuove opportunitá, ma -e lo dico da giovane appassionata di politica- lasciamo spazio al nuovo quando dimostra di meritarlo, non per il nome che porta o solo perchè "è giovane", lasciamogli spazio quando si rimbocca le maniche -perchè ci sono eccome giovani che lo fanno!- e sa conquistarselo sul campo.

sabato 15 dicembre 2012

Sempre lì, lì nel mezzo...

Chi mi conosce sa che non sono una grande appassionata di calcio, anzi...faccio ancora parte di quella schiera di donne che deve capire bene che cos'è un fuorigioco! Mi appassiono ai mondiali e agli europei perchè mi fanno sentire un po' più patriottica ed, ogni tanto, guardo le partite della Juve...la squadra che per "tradizione familiare" tifo -un po' a tempo perso- da quando ero bambina. Non sono nemmeno mai stata allo Stadio a guardare un match (anche se spero di poterci andare presto) ma negli scorsi giorni mi è capitato di ascoltare e leggere un po' di cronache calcistiche...perchè?

Da brava juventina non posso non parlare della partita di mercoledì 12 dicembre. Il 12-12-12 Giovinco, il numero 12 dei bianconeri, al 12esimo minuto del secondo tempo ha segnato il gol numero 12 con la maglia della Juve. Coincidenze? Io ci credo poco, mi piace pensare che a volte il destino ci metta il suo zampino e che Sebastian Giovinco era lì nel posto giusto, al momento giusto e che abbia sfruttato al meglio la sua occasione.



Una situazione particolare, unica nel suo genere...quasi sicuramente irripetibile!

L'orgoglio di tifosa (seppure occasionale) mi ha fatto appassionare a questo insolito evento, ma ciò che più mi ha colpito negli scorsi giorni riguardo al calcio è l'avventura di Arrigo Brovedani, tifoso dell'Udinese. Brovedani durante la partita Sampdoria-Udinese appunto, si è ritrovato ad essere l'unico supporter della squadra Bianconera presente allo stadio! Nonostante tutto ha sostenuto i suoi beniamini anche sotto la gelida giornata, riscaldandosi -ha detto- con dell'ottimo vino friulano e urlando un "Forza Ragazzi!" che gli è valso l'invito del capitano, Di Natale, a scendere in campo e ad allenarsi con i giocatori. I tifosi avversari l'hanno portato a bere e cenare una volta concluso il match e pare lo avessero anche invitato ad unirsi a loro in tribuna; lui, però ha preferito restare sugli spalti del settore ospiti, al suo posto...e si è goduto, tra le altre cose, una bella vittoria del suo team!



Migliaia di siti ne hanno parlato, centinaia di giornali...persino il Daily Mirror!

Personalmente ne sono rimasta molto colpita innanzitutto perchè il comportamento dei Genovesi (e anche del loro capitano che ha regalato la sua maglia all'unico tifoso "contrario") è un esempio positivo di come lo sport debba unire e non dividere, di come una comune passione possa essere condivisa in maniera eccelsa anche da avversari...ma non è semplicemente "per il calcio" come pensiamo noi profani che di questo sport conosciamo poco o niente; è per la passione, l'amore incondizionato che Arrigo e qualsiasi altro tifoso nutre per la sua squadra; un affetto puro come quello di un fan per il suo cantante/scrittore/attore preferito. Non ti aspetti di essere riamato, quel sentimento a senso unico ti sta bene...perchè la tua soddisfazione sta nel ringraziare l'oggetto del tuo amore per tutte le emozioni che ti sa regalare.

Inutile nasconderlo, leggendo la storia di Arrigo ho rivisto anche un po' la mia (tanto per cambiare!) che il mio idolo lo seguirei dovunque...perchè lui, nel mio cuore e nella mia mente, è e sarà -come canta in una canzone, guardacaso "calcistica", (Una vita da mediano - ndr)- "...sempre lì, lì nel mezzo!"