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venerdì 7 giugno 2013

La matematica non sarà mai il mio mestiere...

Ore 10, mia zia al telefono...alle 10 e 30 c'è la recita di mio cugino, mi dice..."Che fai, vieni?"
E allora i libri si chiudono e si esce.
 
Arrivo a scuola e mi trovo di fronte a tanti ragazzini di quinta elementare in maglie bianche che cantano "Calabrisella mia" (che, vi dirò, mi piace sempre) ed una canzone sul mio paesello, Diamante. Un altro gruppetto dell'istituto di Buonvicino ci propone invece una simpaticissima tarantella...e sono contenta -dopo le innumerevoli polemiche di questi ultimi periodi- di poter scorgere negli occhi divertiti dei bambini la bellezza delle tradizioni della mia terra. (A proposito...la ballano meglio di me! - ndr)
 
 
 
 
Assieme a loro  nella palestra di quella scuola che per tanti anni è stata anche la mia, ci sono i ragazzi della scuola che sta per accoglierli...ed in particolare oggi i protagonisti sono quelli che frequentano la terza media.
 
Seduti a terra...anche loro in maglia bianca, jeans e qualche risata; tutti vicini ad assaporare a pieno questa giornata che segna la fine di un percorso e l'inizio di una nuova avventura...dall'anno prossimo si diventa grandi!
 
Sono più tecnologici, per questi giovani giusto un balletto iniziale...ci fanno vedere però dei bellissimi video proiettati al muro e di fronte a noi scorrono immagini delle gite, delle giornate in classe o semplicemente delle uscite tutti insieme, accompagnate da canzoni che personalmente mi emozionano un po': "Notte prima degli esami" e "Forever Young".
 
Li guardo mentre tra sorrisi e tante lacrime rivedono loro stessi in questi anni, e penso alla mia di classe, quella del liceo, quella degli amici che non passano mai. Mi capita sempre di pensarci soprattutto di questi periodi; ricordando l'ansia incredibile che tutti avevamo in attesa degli esami, quelle giornate lunghissime e quel senso di incertezza e di felicità che forse si prova solo durante la magia della famosa "Notte prima degli esami".
 
Quelle canzoni a me tanto care. hanno accompagnato anche il "nostro" video proiettato al pranzo dei 100 giorni...un video che aveva l'arduo compito di riassumere in meno di 10 minuti 5 anni pieni, freschi, belli, indimenticabili.
 
Trascorsi tutti insieme, sempre.
Come in ogni gruppo di amici le discussioni non sono mai mancate, le incomprensioni forse sono state troppe...ma l'affetto e le emozioni sicuramente di più! A dispetto di chi non ci credeva, anche adesso che capita di vedersi meno, quando ci ritroviamo è come se fossimo sempre lì...nell'aula con l'inchiostro sul soffitto.
 
Vi voglio tanto bene V G.

venerdì 1 febbraio 2013

L'UniSa vince!

Dopo mesi di proteste, manifestazioni, comunicati stampa e riunioni e dopo una campagna elettorale universitaria fittissima per gli studenti della Facoltà di Medicina dell'Università degli Studi di Salerno che sono riusciti ad esprimere moltissimi rappresentanti nelle istituzioni dell'ateneo, oggi la buona notizia è arrivata: il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che sancisce la realizzazione della nuova Azienda Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona - Scuola Medica Salernitana" è stato firmato!

Una vittoria per la città di Salerno, per l'Azienda ospedaliera salernitana e per tutto l'Ateneo schieratosi  -con il Magnifico Rettore Raimondo Pasquino in primis- a favore della facoltà di Medicina e Chirurgia che aveva visto nello scorso ottobre insegnanti e studenti brutalmente cacciati dall'ospedale, con la conseguente interruzione di lezioni, tirocini e internati.


Dopo le diverse tappe che hanno richiesto l'intesa Regione Campania e Ministero della Salute sulla organizzazione e sull'assetto delle strutture e dei servizi ospedalieri; il parere del Ministero dell'Economia; il concerto tempestivo fra i Ministri della Salute e dell'Università sullo schema di Decreto ed il parere della Conferenza permanente Stato-Regioni, oggi è finalmente arrivato il Decreto firmato da Mario Monti a sancire la ri-nascita della Scuola di Medicina Salernitana.
Che dire? Battaglia vinta ragazzi! 
In bocca al lupo e avanti così! 

venerdì 18 gennaio 2013

Talento!

L'ho comprato da un po' ed è fermo lì sul mio comodino nella sua copertina verde mela, è "Gli Italiani di domani" di Beppe Severgnini. Non ho ancora avuto modo di leggerlo, ma l'altro giorno mi è capitato di scorgerne un frammento su Facebook tratto dal capitolo dedicato al "Talento". Il frammento in questione mi ha colpita così tanto (anche perchè in qualche modo - essendo una giurista per passione e non per indecisione- mi riguarda) che ho deciso di pubblicarlo anche qui...e voi che ne pensate?


lunedì 17 dicembre 2012

La più bella del Mondo...

Stamattina un po' di studio, pomeriggio un tuffo nel passato nella grammatica greca e stasera tranquilla serata casalinga davanti alla tv in compagnia de "La più bella del Mondo".

Quando ho letto la programmazione TV stamattina pensavo si trattasse del solito concorso di bellezza alternativo a Miss Italia...la "bella" in questione invece -ho scoperto da poco- essere la mia amata Costituzione Italiana.



Non sarei capace di spiegarla e non mi permetterei mai (speriamo che stasera Benigni, che è stato scelo per farlo, non mi deluda!), ma so che leggendo le parole dei costituenti -anche e soprattutto per motivi di studio-, ho potuto ammirare e conoscere uno dei testi Costituzionali più belli e al passo con i tempi che si possano trovare sullo scenario mondiale.

La grandezza dell'articolo 2, la perfezione dell'articolo 3 o la modernità dell'articolo 21, ad esempio, sono davvero inspiegabili...leggerli e rileggerli mi emoziona, a volte, anche più di trovarmi davanti ad un buon libro o ad un bellissimo racconto!

Per omaggiare questo magnifico testo, da qualcuno erroneamente ritenuto addirittura "antico" o "arcaico", mi affido alla parole sapienti di chi lo ha costruito, visto nascere ed approvato 65 anni fa; uno dei Padri della Patria: il Grande Piero Calamandrei. Il discorso in questione è stato pronunciato a Milano il 26 Gennaio 1955, leggetelo...non ve ne pentirete!

“L’art.34 dice: “i capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.” E se non hanno mezzi! Allora nella nostra Costituzione c’è un articolo, che è il più importante di tutta la Costituzione, il più impegnativo; non impegnativo per noi che siamo al desinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi. 

Dice così: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. E’ compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare la scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. 

Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’articolo primo “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” corrisponderà alla realtà. Perché fino a che non c’è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza con il proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica. Una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia soltanto una uguaglianza di diritto è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della Società, di portare il loro miglior contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la Società. 

E allora voi capite da questo che la nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere. Quanto lavoro avete da compiere! Quanto lavoro vi sta dinnanzi! E’ stato detto giustamente che le Costituzioni sono delle polemiche, che negli articoli delle Costituzioni, c’è sempre, anche se dissimulata dalla formulazione fredda delle disposizioni, una polemica. Questa polemica di solito è una polemica contro il passato, contro il passato recente, contro il regime caduto da cui è venuto fuori il nuovo regime. Se voi leggete la parte della Costituzione che si riferisce ai rapporti civili e politici, ai diritti di libertà voi sentirete continuamente la polemica contro quella che era la situazione prima della Repubblica, quando tutte queste libertà, che oggi sono elencate, riaffermate solennemente, erano sistematicamente disconosciute: quindi polemica nella parte dei diritti dell’uomo e del cittadino, contro il passato. 

Ma c’è una parte della nostra Costituzione che è una polemica contro il presente, contro la Società presente. Perché quando l’articolo 3 vi dice “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana” riconosce, con questo, che questi ostacoli oggi ci sono, di fatto e che bisogna rimuoverli. Dà un giudizio, la Costituzione, un giudizio polemico, un giudizio negativo, contro l’ordinamento sociale attuale, che bisogna modificare, attraverso questo strumento di legalità, di trasformazione graduale, che la Costituzione ha messo a disposizione dei cittadini italiani. 

Ma non è una Costituzione immobile, che abbia fissato, un punto fermo. E’ una Costituzione che apre le vie verso l’avvenire, non voglio dire rivoluzionaria, perché rivoluzione nel linguaggio comune s’intende qualche cosa che sovverte violentemente; ma è una Costituzione rinnovatrice, progressiva, che mira alla trasformazione di questa Società, in cui può accadere che, anche quando ci sono le libertà giuridiche e politiche, siano rese inutili, dalle disuguaglianze economiche e dalla impossibilità, per molti cittadini, di essere persone e di accorgersi che dentro di loro c’è una fiamma spirituale che, se fosse sviluppata in un regime di perequazione economica, potrebbe anch’essa contribuire al progresso della Società. Quindi polemica contro il presente, in cui viviamo e impegno di fare quanto è in noi per trasformare questa situazione presente.

Però vedete, la Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità; per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica, indifferentismo, che è, non qui per fortuna, in questo uditorio, ma spesso in larghi strati, in larghe categorie di giovani, un po’ una malattia dei giovani. La politica è una brutta cosa. Che me ne importa della politica. E io quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina, che qualcheduno di voi conoscerà di quei due emigranti, due contadini che traversavano l’oceano, su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca, con delle onde altissime e il piroscafo oscillava. E allora uno di questi contadini, impaurito, domanda a un marinaio “ ma siamo in pericolo?” e questo dice “secondo me, se continua questo mare, tra mezz’ora il bastimento affonda.” Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno, dice: “Beppe, Beppe, Beppe”,….“che c’è!” … “Se continua questo mare, tra mezz’ora, il bastimento affonda” e quello dice ”che me ne importa, non è mica mio!” Questo è l’ indifferentismo alla politica.

E’ così bello e così comodo. La libertà c’è, si vive in regime di libertà, ci sono altre cose da fare che interessarsi di politica. E lo so anch’io. Il mondo è così bello. E vero! Ci sono tante belle cose da vedere, da godere oltre che ad occuparsi di politica. E la politica non è una piacevole cosa. Però, la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai. E vi auguro, di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno, che sulla libertà bisogna vigilare,vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica.

La Costituzione, vedete, è l’affermazione scritta in questi articoli, che dal punto di vista letterario non sono belli, ma l’affermazione solenne della solidarietà sociale, della solidarietà umana, della sorte comune, che se va affondo, va affondo per tutti questo bastimento. E’ la Carta della propria libertà. La Carta per ciascuno di noi della propria dignità d’uomo. Io mi ricordo le prime elezioni, dopo la caduta del fascismo, il 6 giugno del 1946; questo popolo che da venticinque anni non aveva goduto delle libertà civili e politiche, la prima volta che andò a votare, dopo un periodo di orrori, di caos: la guerra civile, le lotte, le guerre, gli incendi, andò a votare. Io ricordo, io ero a Firenze, lo stesso è capitato qui. Queste file di gente disciplinata davanti alle sezioni. Disciplinata e lieta. Perché avevano la sensazione di aver ritrovato la propria dignità, questo dare il voto, questo portare la propria opinione per contribuire a creare, questa opinione della comunità, questo essere padroni di noi, del proprio paese, della nostra patria, della nostra terra; disporre noi delle nostre sorti, delle sorti del nostro paese. Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa vostra, metterci dentro il senso civico, la coscienza civica, rendersi conto, questo è uno delle gioie della vita, rendersi conto che ognuno di noi, nel mondo, non è solo! Che siamo in più, che siamo parte di un tutto, tutto nei limiti dell’Italia e nel mondo."

venerdì 23 novembre 2012

Salerno: Medicina, sempre in rivolta!

Un nuovo comunicato stampa recapitatomi poco fa da Armando Cozzolino, studente della facoltà di Medicina del'Università degli Studi di Salerno, che raccoglie le richieste degli studenti riunitisi in assemblea il 20 novembre scorso.

"Il nostro percorso di studi in questi mesi è stato non poco danneggiato e rallentato dal susseguirsi di vicende burocratiche e politiche rispetto alle quali, noi studenti rappresentiamo l’unica reale parte lesa. L’evento scatenante che ha condotto Noi studenti a manifestare attivamente sia presso l’Azienda Ospedaliera che in corteo per le strade della città di Salerno , è stata la chiusura delle aule e l’interruzione delle attività didattiche ed assistenziali ordinata dal Direttore della suddetta Azienda, il quale lamentava un ritardo nella messa in atto delle procedure necessarie alla costituzione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria."


Questo quanto si legge nella nota degli studenti che si dicono rammaricati del fatto che nonostante il TAR abbia inizialmente ordinato la riapertura delle aule e la ripresa dell'attività didattica e la regione abbia inviato alle autorità ministeriali la proposta di Costituzione dell'Azienda Ospedaliera Universitaria, la situazione -a più di un mese dall'inizio delle proteste- non è cambiata lasciando tutti nell'incertezza riguardo al completamento del percorso formativo all'interno della struttura ospedaliera.

"Ad inficiare ulteriormente la nostra già precaria condizione, è giunto il pronunciamento del TAR della Regione Campania del 6 novembre che sentenzia l’annullamento delle delibere della Giunta Regionale della Campania aventi ad oggetto la proposta di costituzione della sopracitata Azienda Ospedaliera Universitaria, il trasferimento dei docenti e dei ricercatori presso l’Azienda, l’autorizzazione all’inizio dell’attività universitaria, nonché gli incarichi conferiti ai vari docenti. La pronuncia di tale sentenza rende ancora più complesso il processo di integrazione di docenti e studenti all’interno della struttura ospedaliera.

Tenuto conto di tali premesse,gli studenti della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Salerno pretendono che venga portato rapidamente a termine l’iter di costituzione della A.O.U San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona necessaria per assicurare loro la regolarità e la completezza del percorso formativo."



Il comunicato, nella sua versione integrale, è stato inoltre consegnato questa mattina da Francesco Iannello, Federica Saracena e Nicola Virtuoso -rappresentanti degli studenti di Medicina- al ministro della Salute Renato Balduzzi, presente oggi all'Università degli Studi di Salerno per il Convegno annuale dei Costituzionalisti Italiani che quest'anno aveva come tema "Costituzionalismo e Globalizzazione" e ai giornalisti  in sala. Al convegno era presente anche il Magnifico Rettore Raimondo Pasquino.

giovedì 22 novembre 2012

Direttaemente dall'UniSa!

Ancora una volta vicina agli studenti di Medicina dell'Università degli Studi di Salerno. Questo il comunicato diffuso negli scorsi giorni...avanti così!


                                                       Al Commissario Governativo
On. Caldoro

Al sub Commissario
Dott. Morlacco

Al direttore dell’Università
Dott. Pasquino

Al sindaco di Salerno
On. Vincenzo De Luca

Al presidente
Conferenza dei Sindaci

Al Signor Prefetto
Di Salerno

Al Diretto Generale A.O. " San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona"
Dott. E. Lenzi

A tutti gli organi di stampa

Le segreterie Regionali
CGIL-CISL-UIL

Le segreterie Provinciali
CISL-UIL
COMUNICATO STAMPA

Oggetto: Problematiche inerenti Decreto Ministeriale trasformazione A.O. Ruggi d’Aragona in azienda Ospedaliera - Universitaria

            Il perdurare delle problematiche  che hanno portato al mancato inizio dell’attività di tirocinio degli studenti universitari regolarmente iscritti alla Facoltà di Medicina di Salerno e scaturiti dall'assenza del Decreto Ministeriale per la trasformazione dell'Azienda Ospedaliera di Salerno in Azienda Ospedaliera -Universitaria sta portando gravi conseguenze all'attività di didattica degli studenti e mancata chiarezza sul futuro dell'Azienda Ospedaliera " Ruggi" .


            La CGIL nel riconfermare la propria piena e completa adesione a  tutte le azioni  che possano portare ad una chiarezza definitiva sulla questione e ritenendo  non più sopportabile ulteriori ritardi nella stipula del Decreto Ministeriale  richiede la massima attenzione di tutti gli interlocutori politici e istituzionali  del territorio di Salerno e provincia.

            Chiede quindi con forza che vengono trattati e risolti i seguenti punti:

- attivazione di un tavolo permanente tra l'Università di Salerno , la Regione Campania , i Ministeri della Salute e della Ricerca Scientifica  per arrivare a superare eventuali ostacoli e giungere alla stesura definitiva del Decreto di attivazione della Azienda Ospedaliera - Universitaria " Ruggi " di Salerno

- stipula del protocollo d'intesa Ospedale-Università di Salerno

- definizione di ruoli e funzioni dell’A.O.U., e nello specifico chiarimenti su quale sia la mission aziendale, e cioè se essa   debba riguardare  solo l’assistenza o l' assistenza e la  ricerca , come tra l’altro previsto da sette anni di attività in Azienda e da tutti i protocolli finora firmati.

- richiamo a tutti i protagonisti politici ed istituzionale del territorio salernitano affinchè si adoperino , ognuno per la propria competenza , in maniera fattiva e concreta alla soluzione di queste problematiche che stanno fortemente penalizzando la comunità salernitana  tutta

            Si richiede quindi con la massima urgenza una presa di responsabilità da parte di tutte le componenti,  senza esclusione  alcuna , che porti all'obiettivo  comune della definitiva attivazione della Facoltà di Medicina di Salerno , che è e resta un patrimonio di tutta la Provincia di Salerno e  a cui non è possibile  più rinunciare.
            La scrivente O.S., per quanto in narrativa, resta al fianco degli studenti della facoltà di medicina di Salerno, condividendo pienamente la loro richiesta di diritto allo studio, e lancia un forte richiamo al senso di responsabilità di tutti gli attori politici e istituzionali coinvolti in questo processo ritenendo che il tempo di passare dalle problematiche alle soluzioni sia oramai inesorabilmente giunto.

Delegato aziendale A.O.U.
Dott. Francesco Bruno

p.la RSU
Margaret Cittadino                                                        

domenica 14 ottobre 2012

Foto della settimana: Salviamo la cultura!

Come al solito nel week-end il blog si prende un po' di vacanza, ma comunque posto un piccolo pensiero  anche stasera! Questa foto mi ha colpito moltissimo ed è per me la foto della settimana: studenti in piazza per manifestare contro i tagli alla cultura che ancora una volta, un altro governo, sta effettuando! 

Sono contenta del fatto che le manifestazioni siano state nei giorni scorsi pacifiche e che abbiano rivolto richieste ben precise per chi sta ai "piani alti", tagliate altrove...che potete! Non si gioca con la cultura, non si gioca con il futuro di una generazione che è già consapevole di andare incontro ad un domani incerto! Avanti così  ragazzi, facciamo sentire la nostra voce!



sabato 6 ottobre 2012

25 anni...ed è già finita un'era?

Ogni studente lo ha desiderato o anche solo pensato almeno una volta nella vita: andare a studiare per un semestre, anche meno (o anche più), in uno dei Paesi del'Unione Europea che aderiscono al progetto Erasmus!

L'aereo, il viaggio, nuovi amici, un Paese sconosciuto in cui si parla una lingua sconosciuta, lo studio (sempre poco quando si parte), kg di spaghetti cucinati per sentirsi -anche a distanza- un po' a casa e per far assaggiare agli amici stranieri un po' della famosa cucina italiana.

Tante emozioni e sensazioni racconta chi è partito per l'Erasmus, ogni esperienza è diversa ed ogni storia resta per sempre nel cuore di chi l'ha vissuta...eppure questo sogno sta per svanire, i fondi Erasmus pare siano terminati proprio all'alba del compimento del 25esimo anno del progetto! Basta scambi interculturali e viaggi da un capo all'altro dell'Europa.



Ma come? Tanti sprechi e sperperi di denaro pubblico poi e si nega ai giovani meritevoli -futura classe dirigente del nostro continente- un'esperienza di conoscenza e di crescita unica? 

Ma non dovevamo iniziare a considerarci cittadini europei?

lunedì 1 ottobre 2012

Troppi avvocati in Italia!

La notizia è di qualche giorno fa ma mi sembra doveroso, da studentessa di Giurisprudenza, riportarla sul mio blog: in Italia pare ci siano troppi avvocati! Ma che sorpresa!!!! 

Certo, che gli avvocati in Italia siano tanti non è una grande novità, ma certamente nessuno potrebbe mai immaginare quanto numerosi sono effettivamente i legali nel Bel Paese.

Le cifre sono esorbitanti: su una popolazione di quasi 61 milioni di persone, gli avvocati sono ben 247 mila! Il numero maggiore è presente in Campania (38 mila), seguita dalla Lombardia (30 mila) e dalla Puglia (23 mila). All’ultimo posto c’è la Valle d’Aosta con 178 avvocati e il Trentino con 1.643. 

I numeri sono davvero da capogiro, soprattutto se si considera ad esempio che in Germania i legali sono 150 mila e in Francia solo 20 mila (numero pari agli avvocati presenti solo a Roma!)

Le proposte per limitare la presenza di Avvocati in Italia sono tre: la prima sarebbe quella di applicare uno sbarramento immediato all’iscrizione universitaria; la seconda è quella di applicare il filtro dopo tre anni di università, attraverso un percorso formativo su misura; la terza invece comporterebbe lo sbarramento nella fase post-laurea, prima delle scuole di specializzazione.



Personalmente credo che la cosa migliore sarebbe applicare, come già accade per altre facoltà (vedi Medicina, Architettura, Farmacia ecc...) il cosiddetto NUMERO CHIUSO.

Sarebbe infatti giusto -a mio giudizio- che anche per gli studenti che intendono iscriversi alla facoltà di giurisprudenza, fosse previsto un test selettivo, così da permettere annualmente solo ad un numero ben preciso e preventivamente stabilito di ragazzi, di accedere ai corsi.

Qualcuno ritiene che la cosa sia totalmente sbagliata in quanto bisognerebbe aprirsi a maggiori liberalizzazioni nel mondo del lavoro e nelle professioni, visto già il periodo difficile -soprattutto lavorativamente parlando- in cui versa l'Italia

Io invece, vivendo sulla mia pelle il sovraffollamento in facoltà, ritengo che questa scelta sarebbe la più sensata; soprattutto visto e considerato che c'è un buon 30% di studenti del primo anno che al momento di iscriversi all'università utilizza la tecnica del "Non so che fare, mi iscrivo a giurisprudenza...tanto è a numero aperto!" (credendo tra le altre cose che sia semplice affrontare un percorso di studi del genere!)

E voi, come la pensate?